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In “Seta” un tesoro di fili che attraversa il mondo

In “Seta” un tesoro di fili che attraversa il mondo

Per la collana “Grandi opere” Einaudi pubblica la storia del tessuto  simbolo nei secoli del lusso e del dialogo tra culture lontane e diverse

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Oltre 500 pagine, 504 per la precisione, di meravigliose immagini e interessanti notizie sono il “tessuto” di un’opera imponente che probabilmente non ha precedenti. Si intitola semplicemente “Seta” ed è un volume di grandi dimensioni edito da Einaudi per raccontare la storia di questo pregiato e antichissimo materiale. Da sempre la seta cattura l’immaginazione dei popoli di tutto il mondo, ispirando il massimo della creatività nella realizzazione di un tessuto che dalla notte dei tempi rappresenta il lusso.

Le autrici Lesley Ellis Miller e Ana Cabrera Lafuente con Claire Allen-Johnstone in cinque capitoli ripercorrono la storia della seta attraverso le immagini degli oggetti - abiti, tappeti, scarpe, arazzi, tappezzerie, scrigni e tanto altro ancora - custoditi dal Victoria and Albert Museum di Londra. Testimonianze che datano dal 600 dopo Cristo ai nostri giorni. Nel corso dei secoli la seta è stata la materia prima per confezionare abiti tradizionali, da cerimonia, qualcosa che si doveva conservare e tramandare tra le generazioni ma è stata anche il modo per dimostrare la propria agiatezza. Lo dimostrano i tanti ritratti di aristocratici europei che nell’Ottocento abbigliati con la seta, seduti su divani rivestiti di velluto di seta e con alle spalle arazzi di seta: trame e disegni incantevoli realizzati da artigiani-artisti sparsi per il mondo. In Europa, Medio Oriente e Stati Uniti, fino a buona parte del XX secolo la seta è stata un bene molto ricercato, una merce costosa che spesso si preferiva produrre invece che acquistare. Nei palazzi di India e Medio Oriente tendaggi, cuscini, tappeti e tappezzeria in seta rendevano gli spazi ricchi di colore, accoglienti e allo stesso tempo sfarzosi. Nelle corti europee, racconta il volume, l’utilizzo della seta serviva, con il suo sfarzo, ad affermare il potere dei regnanti e delle famiglie aristocratiche. Basta osservare l’interno della Queen Victoria Saloon, carrozza ferroviaria della London and North Western Railway costruita nel 1869 e arredata con una scintillante seta marezzata blu elettrico oppure i palanchini portati dagli elefanti nell’India del XIX secolo su cui viaggiavano le persone di alto rango ornati di seta con bordature d’oro e avanti fino al 2013 quando ancora la Rolls Royce disponeva che gli interni dell’ammiraglia Serenity Phantom, un lussuoso modello personalizzato, fossero foderati in seta. Fantastica quella che si può ammirare nel libro, con il tettuccio e le fiancate celesti a fiori, di foggia giapponese.

Per non parlare degli abiti da sogno di dame dell’antichità, degli abiti da sposa ricamati con oro e argento, degli accessori (foulard e stole ricamate) realizzati nel Novecento dagli stilisti più importanti del mondo come Dior ed Hermes. Degli indumenti da cerimonia utilizzati nei Paesi orientali durante le cerimonie, splendidi kimono e sari indiani.

Ma cos’è esattamente la seta? Da dove proviene e come viene prodotta? Il libro esplora diffusamente anche questi aspetti ripercorrendo la leggendaria Via della Seta che unì e mise in competizione culture antichissime diametralmente opposte e celebrando l’ingegno e l’abilità dell’uomo nel trasformare il filo prodotto dalla falena Bombix Mori in fantastici oggetti del desiderio che da sempre con la loro bellezza accompagnano la storia dell’uomo.

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