CORTOCIRCUITO
“Il sognatore sveglio”: gli anni fascisti di Savinio
di Massimo Onofri
Perché si ha l’impressione che Alberto Savinio, nonostante il moltissimo che ha scritto, in una delle prose più eleganti del secolo scorso, non sia stato ancora veramente compreso, quasi fosse...
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Perché si ha l’impressione che Alberto Savinio, nonostante il moltissimo che ha scritto, in una delle prose più eleganti del secolo scorso, non sia stato ancora veramente compreso, quasi fosse impossibile storicizzarlo? Il fatto di non somigliare a nessuno degli scrittori italiani che gli sono stati contemporanei, se non meravigliosamente a sé stesso, non l’ha di sicuro aiutato: con quel suo singolarissimo modo di coniugare metafisica e scetticismo, classicità e bizzarria. Né l’ha favorito la facilità con cui, onnivoro e mercuriale, ha saputo riproporsi negli anni in continue trasformazioni intellettuali: musicista, poeta, narratore, critico (di tutte le arti, compreso il cinema), saggista, biografo, viaggiatore, prosatore di varia moralità, giornalista, drammaturgo, regista teatrale e ovviamente pittore (dal 1927 a Parigi), diventando alla distanza, nonostante l’ombra schiacciante del fratello De Chirico, imprescindibile. Savinio lo incontri all’improvviso, là dove meno te lo aspetti. Ma non fai in tempo a fissarne l’immagine che è già lontanissimo: magari alto su un picco e in controluce o confuso tra la gente nella luce meridiana d’una piazza. Non si capisce bene se la sua sia più un’ubiquità di luoghi o di tempi. Non c’è nelle nostre lettere uno che più di lui si troverebbe a suo agio tra i resti del Partenone a conversare come faceva Socrate coi suoi concittadini: «greco» e «copernicano» insomma, ma dopo aver conosciuto la sua metamorfizzazione in uomo «latino» e «tolemaico». Considerazioni, queste, che restano valide anche dopo la lettura d’un libro che ce ne restituisce un lato imbarazzante: quello del fascista che fece di tutto, da un certo punto in poi, per accreditarsi come da sempre antifascista. Mi riferisco al documentatissimo libro di Lucilla Lijoi Il sognatore sveglio. Alberto Savinio 1933-1943 (Mimesis, pp. 328, euro 30). Leggetelo. Non ve ne pentirete.
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