La Nuova Sardegna

«Perché piaccio? Ho passione e coraggio»

di Mario Frongia
«Perché piaccio? Ho passione e coraggio»

L’autore di tante bellissime canzoni italiane si racconta tra infanzia e carriera. Oggi a Cagliari riceverà il premio Alziator

4 MINUTI DI LETTURA





«Cercati un lavoro, con uno stipendio ogni mese. Non diventerai mai Gianni Morandi». Anni Settanta. Sicilia, sole alto, vento di mare. «Mamma, non voglio diventare Morandi. Diventerò Cristiano Malgioglio». A Ramacca, periferia di Catania, il ragazzino con in camera il poster di Marlon Brando («con James Dean, il mio mito giovanile. Marylin Monroe? Carina ma da dimenticare!») guarda lontano. E vede giusto. Dal 1972, con “Amo”, scritta per Donatella Moretti, Cristiano Malgioglio vola. Diventa il paroliere delle dive, dedica un album-tributo a Lucio Battisti e Mogol, canta con Maria Schneider, star di “Ultimo tango a Parigi”. Centinaia di brani, lp, cd, milioni di visualizzazioni. Va in tv, partecipa ai reality, canta, fa outing. Nel 2017, a Radio Cusano Campus precisa che il suo tormentone gay «è dedicato a Mauro Icardi». Stasera, per il Premio Alziator, il paroliere si esibisce alla Fiera di Cagliari. «Sono stato a Porto Cervo per un concerto. La vostra terra è meravigliosa, la gente pure. Vi adoro». L’artista ha firmato brani intensi e passionali. «Per primo ho cambiato ritmo, valori e senso alle canzoni. Nel mio settore non ho colleghi ma solo amici».

Cristiano, può approfondire?

«Sono stato un anticipatore. Ho iniziato che scrivevano “Fin che la barca va”, brani orecchiabili. Ho parlato di amori speciali, con la sensualità che gli altri non avevano. Per questo ho patito prima di avere successo».

Che arriva quando?

«Con la vittoria a Sanremo nel ’74 per il brano “Ciao cara” cantato da Iva Zanicchi. Ma il vero balzo viene con “Importante è finire” per Mina. In tanti hanno copiato i miei testi, sensuali ed erotici».

Passo indietro. Com’è stata la sua infanzia?

«Ho avuto genitori meravigliosi. Mia madre era bellissima, con una mentalità aperta. Se fosse viva, sarebbe la donna più moderna d’Italia. Mio padre era più ombroso, ma è stato un grande genitore».

Come incontra Fabrizio De André e Dori Ghezzi?

«Ascoltavo Gino Paoli, stavo a Genova e vedevo Fabrizio. L’incontro con Dori è stato il regalo più bello della mia vita. Le ho scritto, quand’era con Wess, tanti pezzi. A Fabrizio gliel’ho presentata io: un colpo di fulmine!».

Ha composto per Ornella Vanoni, Franco Califano, Raffaella Carrà, Adriano Celentano, Amanda Lear, Milva, Patty Pravo, Sylvie Vartan e altri. Qual è il brano che non scorda?

«Quelli scritti per Mina. E album come “Ho dimenticato di baciare la sposa”. Poi, ho sperimentato anche folklore latino americano, samba, cha cha cha e rumba. Ho pubblicato e cantato in spagnolo e portoghese nei cd “La Esperanza”, “Senhora Évora” e “Sonhos”. Sono stato a Cuba, l'isola è la mia seconda patria: ho girato video, cammei per il cinema, due speciali per la Rai».

E l’Italia, che ruolo ha e ha avuto?

«Produzioni quali “La mia storia in privato”, “Le donne non capiscono gli uomini” e “Cara Mina ti scrivo”, in cui interpreto tutte le canzoni che le ho scritto sino a “Carne viva”, narrano la mia vita».

Poi, arriva il Grande fratello.

«Il mio Grande fratello non è quello attuale. Con Barbara d’Urso ho fatto l’opinionista, ci siamo divertiti. Ho lavorato con Alessia Marcuzzi, Claudio Amendola, Carlo Conti, Massimo Giletti e Simona Ventura, a XFactor abbiamo riscoperto Giuni Russo. Poi, sono entrato nella Casa: è stato un successo strepitoso perché tutti hanno visto un Malgioglio che non conoscevano».

Cristiano, cos’è il successo?

«Non è avere sempre la telecamera addosso. Io ero naturale dall’inizio alla fine e questo ha fatto la differenza. I reality se li sai fare bene ti aprono la strada. Adesso, mi piace molto il mio amico Alfonso Signorini: è un numero uno anche come presentatore».

Lei ha fatto outing, ma nello show business ci sono ancora resistenze. O no?

«Tanti grandi artisti, da Ricky Martin a Miguel Bosè e Tiziano Ferro, hanno dichiarato la loro virilità e il loro modo di amare. Ma oggi ci vuole la zingara per capire se uno è gay o no. Quelli che non lo fanno sbagliano. Dichiararsi non è una moda e non lo è stato mai. C’era il terrore che parlando della propria sessualità il pubblico si allontanasse. Per fortuna, le cose sono cambiate. Ora va allontanato il cancro dell’omofobia. Sono contro ogni discriminazione».

Cos’ha in agenda?

«Ho presentato “Malo” da Maurizio Costanzo, il disco esce a febbraio. Proseguo con Michelle Hunziker a “All together now”, lavoro con Gerry Scotti e l’ultimo dell’anno sono da Amadeus. Il 1° gennaio partono quattro puntate di “Tale e quale show” con Giorgio Panariello e Loretta Goggi. Interpreto un personaggio diverso, nell’abbigliamento e nel trucco, senza peli sulla lingua».

Cosa canterà stasera?

«I miei brani più noti, anche quelli tratti da “Mi sono innamorato di tuo marito”».

Qual è la sua hit preferita?

«Ascolto Lady Gaga, Anastacia e Tony Bennett: sognavo di cantarci assieme. Tra gli italiani, se ho nostalgia, risento “Meraviglioso” di Domenico Modugno».

Cristiano, com’è che il ciuffo è sempre perfetto?

«Ormai sta in piedi da solo».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative