La Nuova Sardegna

Igort tra le meraviglie dell’arte orientale

di Fabio Canessa
Igort tra le meraviglie dell’arte orientale

La mostra allestita alla Cittadella dei musei di Cagliari è tra gli appuntamenti dell’edizione 2021 di Across Asia Film Festival  

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L’edificio che ospita la mostra si trova all’interno della Cittadella dei musei, il ricco polo espositivo nel quartiere Castello che permette al visitatore di viaggiare tra storia e arte di diversi periodi e luoghi. Anche lontani, come l’Estremo Oriente. Uno degli spazi, quello in questione, ospita infatti il Museo d’Arte Siamese “Stefano Cardu”. Vasi, piccole statue, manoscritti, lance e spade provenienti soprattutto dall’antica Thailandia, ma in parte minore anche da altri Paesi asiatici. E tra queste meraviglie, datate tra il 1400 e il 1800, che si trovano le illustrazioni realizzate da Igort scelte per la mostra inaugurata nel weekend come evento speciale dell’Across Asia Film Festival.

Una selezione di tavole dal terzo volume di “Quaderni giapponesi” che resteranno nelle teche del museo, accanto agli oggetti della collezione permanente, sino al 31 gennaio (visite dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18). È quasi come un caccia al tesoro tra tanti tesori muoversi alla ricerca dei disegni del fumettista sardo disseminati qua e là, in dialogo artistico con le opere custodite dal Museo Cardu. Ecco così comparire, tra katane finemente decorate o preziose miniature a tempera, alcune delle tavole più belle del terzo volume della trilogia che Igort ha dedicato al Paese del Sol Levante: “Quaderni giapponesi. Moga, Mobo, Mostri” (Oblomov Edizioni). Un viaggio di due secoli e mezzo, dall’epoca Edo a oggi, sulle orme degli autori più imprevedibili, irriverenti, maledetti. Cantori di una bellezza irregolare, decadente, estrema come Tsukioka Yoshitoshi, con i suoi ukiyo-e di scene di sangue e violenza, o Takato Yamamoto, artista contemporaneo noto per le sue creazioni disturbanti. Igort si è divertito a duellare con loro, ridisegnandoli con delle variazioni nel suo racconto di questo lato oscuro della cultura nipponica che ha per esponenti dei geniali outsider.

Punte di diamante di un movimento underground che trasportato nel cinema è poi lo stesso al quale guardano principalmente Stefano Galanti e Maria Paola Zedda, insieme nella direzione artistica dell’Across Asia Film Festival, quando scelgono corti e lungometraggi da proiettare alla manifestazione incentrata sui linguaggi più innovativi della scena asiatica contemporanea e organizzata dall’associazione Zeit con il contributo della Regione, della Fondazione Sardegna, del comune di Cagliari, il sostegno Sardegna Film Commission e la collaborazione di vari partner.

L’ottava edizione si è chiusa nei giorni scorsi dopo cinque, intensi giorni di proiezioni nella sala “Nanni Loy” dell’Ersu. Un programma coraggioso e affascinante che ha proposto un focus sulla produzione del Sud Est dell’Asia e dell’Estremo Oriente, in particolare sulla cinematografia al femminile e su quella giapponese indipendente. Tra gli ospiti che hanno partecipato al festival il regista thailandese Taiki Sakpisit, per la presentazione del suo lungometraggio “The Edge of Daybreak”, e Ariel William Orah, musicista indonesiano del collettivo artistico SoyDivision di base a Berlino, protagonista nella chiesa di Santa Chiara della sonorizzazione di uno dei film muti inseriti nel programma di questa edizione.

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