La Nuova Sardegna

Renata Arlotti da Ravel a Granados

Renata Arlotti da Ravel a Granados

Dopo i successi in tutto il mondo il 5 gennaio la chitarrista sassarese ritorna ad esibirsi nella sua città

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI . Renata Arlotti torna a suonare a Sassari qualche anno dopo il suo ultimo concerto, organizzato dall’Inner Wheel club Sassari Castello come riconoscimento a “donne che hanno dato prestigio alla città con le loro attività intellettuali, artistiche o scientifiche”. La chitarrista sassarese, reduce dal successo ottenuto di recente al Rome Chamber Music Festival dove ha suonato con un quartetto d’archi, eseguendo l’op. 143 di Mario Castelnuovo Tedesco, sarà il 5 gennaio, alle 19, all’Auditorium di via Montegrappa 8 (biglietti online sul circuito Eventbrite). La chitarrista proporrà il suo repertorio da solista che prevede musiche di Castelnuovo Tedesco, Maurice Ravel, Enrique Granados e del chitarrista e compositore cagliaritano Francesco Morittu.

Arlotti è ormai una consolidata certezza nel panorama chitarristico nazionale, grazie anche a una formazione di primissimo piano. Diplomatasi al conservatorio della Val d’Aosta con il Maestro Lorenzo Micheli, ha poi conseguito un Master al Conservatorio della Svizzera Italiana, sempre col Maestro Micheli. Nel 2013 viene ammessa alla prestigiosa Royal Academy of Music di Londra, dove consegue un’ulteriore specializzazione. Contemporaneamente a questi molteplici impegni, dal 2012 al 2016, Renata Arlotti frequenta i corsi dell’Accademia Musicale Chigiana guadagnandosi ogni anno il diploma di merito. La chitarrista sassarese può inoltre annoverare masterclass e frequentazioni musicali con i più grandi interpreti del nostro tempo della chitarra classica. Questa prestigiosa attività l’ha portata a girare il mondo, negli Stati Uniti e persino, a Teheran, dove ha suonato un concerto per chitarra e orchestra da lei espressamente dedicato da un compositore iraniano.

Il concerto sassarese prelude anche a una sorpresa che Renata Arlotti vuole anticipare con la serata del 5 gennaio. La chitarrista ha infatti fondato un’associazione alla quale ha dato il nome evocativo di Mousiké_Sardinia. In cosa consiste? «Durante i miei molti viaggi – spiega Arlotti – ho avuto modo di incontrare non solo alcuni tra i più grandi musicisti viventi, ma anche di vivere esperienze e contesti profondamente differenti che hanno contribuito non solo alla mia formazione professionale, ma anche a quella caratteriale. Si è trattato di esperienze profonde e segnanti che ora vorrei riportare in Sardegna, la terra che amo di più. Ecco il perché ho dato vita all’associazione Mousiké, con la quale, quando sarà tutto pronto, intendo portare a Sassari e successivamente anche altrove nell’isola, grandi musicisti internazionali. Senza però dimenticare i giovani concertisti italiani e sardi Insomma, vorrei fare in modo che Mousiké non resti solo una somma di eventi immateriali, per quanto raffinati e piacevoli, ma crei una profonda simbiosi con il territorio. Per adesso cominciamo nel più tradizionale dei modi, ma non per questo, spero, meno interessante: il concerto del 5 gennaio a Sassari. Partecipare – suggerisce la musicista – non sarà solo prendere parte a un evento, ma anche unirsi a qualcosa che vorrei costituisse un legame tra musica e modus vivendi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative