Gli effetti della pandemia
Per i film in sala è profondo rosso Incassi in calo del 70 per cento
di Alessandra Magliaro
Da una parte il dato boom di “Spider-Man”: No Way Home, che fa le file fuori e oltre 19 milioni di incasso in appena 15 giorni, dall'altra le sale chiuse o riaperte per pochi nonostante ogni...
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Da una parte il dato boom di “Spider-Man”: No Way Home, che fa le file fuori e oltre 19 milioni di incasso in appena 15 giorni, dall'altra le sale chiuse o riaperte per pochi nonostante ogni precauzione per la sicurezza: il cinema è vivo ma per ora almeno in sala è piuttosto svenuto. I dati degli incassi natalizi sono ancora parziali, in genere il bilancio è dopo il 6 gennaio, ma non ci vuole Nostradamus per ipotizzarli a picco nel periodo dell'anno in cui storicamente anche i più recalcitranti si concedono l'intrattenimento di svago in poltrone comode al buio come regalo sotto l'albero. Il Covid e le paure che si porta dietro, più o meno consapevoli, più o meno giustificate (gli esercenti sottolineano lo stato di messa in sicurezza delle strutture), fanno chiudere il 2021 in profondo rosso e quello che doveva essere l'anno della ripartenza è diventato il bis dell'annus horribilis del 2020 anzi persino peggio.
Il Cinetel, che monitora il 94% delle sale italiane, ha diffuso ieri i dati dell'anno e c'è poco da stare allegri pur sforzandoci di leggerli senza enfasi. Avverte il presidente della società di Anica e Anec, Davide Novelli: «La misurazione dei risultati di un settore durante una fase così complicata, specialmente in un comparto come quello cinematografico tra i più colpiti dallo scenario pandemico, richiede molta attenzione nell'interpretazione dei dati: sono numeri che segnalano la gravità e lo stress economico e sociale subito dalle sale e dalle distribuzioni cinematografiche, ma che al tempo stesso sottolineano la vitalità e la capacità di reagire dell'intera filiera».
Al cinema si entra con il super green pass e si guarda il film con la mascherina Ffp2 (per ora capienza al 100%) ma è indubbio che il mercato è fortemente condizionato dall'emergenza sanitaria e non da questi giorni: le sale sono state chiuse per quattro mesi da inizio gennaio a fine aprile, poi la voglia di uscire e l'estate hanno fatto slittare il vero rientro autunnale freddato dal nuovo aggravarsi del Covid. Morale: in Italia nel 2021 i cinema hanno registrato un incasso complessivo di circa 170 milioni di euro per un numero di presenze pari a 25 milioni di biglietti venduti. È un risultato leggermente inferiore a quello del 2020 (-7% incassi e -11% presenze) che aveva tuttavia beneficiato di uno dei migliori avvii di sempre in condizioni di mercato pre-pandemiche. Se si guarda all'epoca prepandemica poi è l'impatto è fragoroso: c'è un decremento del 71% degli incassi e del 73% delle presenze rispetto alla media del triennio 2017-2018-2019. Una cifra spaventosa che se ridotta a considerare correttamente solo i dati sul periodo maggio-dicembre, i mesi in cui le sale cinematografiche sono state riaperte, si alleggerisce un po’, attestandosi sul circa 51% e 53% in meno rispetto alla media del periodo 2017-2018-2019.
È opportuno ricordare, segnala Cinetel, che nel 2020 le sale sono state chiuse da fine ottobre in poi e quindi non è stato possibile considerare questo anno nella media). Vedere il bicchiere mezzo pieno è durissima, si può solo ricordare in quali condizioni di resilienza il cinema è andato avanti: hanno riaperto solo a partire dal 26 aprile, in un contesto di sostanziali restrizioni all'accesso come il «coprifuoco» e il distanziamento in sala, sino all'introduzione del «green pass» ad agosto, del «super green pass» e delle ulteriori norme introdotte a ridosso delle festività natalizie.
Il successo di “Spider-Man” consente un sussulto adrenalinico: la speranza come si dice è l'ultima a morire.
Il Cinetel, che monitora il 94% delle sale italiane, ha diffuso ieri i dati dell'anno e c'è poco da stare allegri pur sforzandoci di leggerli senza enfasi. Avverte il presidente della società di Anica e Anec, Davide Novelli: «La misurazione dei risultati di un settore durante una fase così complicata, specialmente in un comparto come quello cinematografico tra i più colpiti dallo scenario pandemico, richiede molta attenzione nell'interpretazione dei dati: sono numeri che segnalano la gravità e lo stress economico e sociale subito dalle sale e dalle distribuzioni cinematografiche, ma che al tempo stesso sottolineano la vitalità e la capacità di reagire dell'intera filiera».
Al cinema si entra con il super green pass e si guarda il film con la mascherina Ffp2 (per ora capienza al 100%) ma è indubbio che il mercato è fortemente condizionato dall'emergenza sanitaria e non da questi giorni: le sale sono state chiuse per quattro mesi da inizio gennaio a fine aprile, poi la voglia di uscire e l'estate hanno fatto slittare il vero rientro autunnale freddato dal nuovo aggravarsi del Covid. Morale: in Italia nel 2021 i cinema hanno registrato un incasso complessivo di circa 170 milioni di euro per un numero di presenze pari a 25 milioni di biglietti venduti. È un risultato leggermente inferiore a quello del 2020 (-7% incassi e -11% presenze) che aveva tuttavia beneficiato di uno dei migliori avvii di sempre in condizioni di mercato pre-pandemiche. Se si guarda all'epoca prepandemica poi è l'impatto è fragoroso: c'è un decremento del 71% degli incassi e del 73% delle presenze rispetto alla media del triennio 2017-2018-2019. Una cifra spaventosa che se ridotta a considerare correttamente solo i dati sul periodo maggio-dicembre, i mesi in cui le sale cinematografiche sono state riaperte, si alleggerisce un po’, attestandosi sul circa 51% e 53% in meno rispetto alla media del periodo 2017-2018-2019.
È opportuno ricordare, segnala Cinetel, che nel 2020 le sale sono state chiuse da fine ottobre in poi e quindi non è stato possibile considerare questo anno nella media). Vedere il bicchiere mezzo pieno è durissima, si può solo ricordare in quali condizioni di resilienza il cinema è andato avanti: hanno riaperto solo a partire dal 26 aprile, in un contesto di sostanziali restrizioni all'accesso come il «coprifuoco» e il distanziamento in sala, sino all'introduzione del «green pass» ad agosto, del «super green pass» e delle ulteriori norme introdotte a ridosso delle festività natalizie.
Il successo di “Spider-Man” consente un sussulto adrenalinico: la speranza come si dice è l'ultima a morire.
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