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5G e Covid, un manuale sul “mondo capovolto”

5G e Covid, un manuale sul “mondo capovolto”

Nel saggio “Complotti!” il giornalista Leonardo Bianchi ripercorre la storia di teorie bizzarre ma non sempre ingenue. E insegna come difendersi

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È il 2 giugno del 2020: durante un evento organizzato dai Gilet Arancioni una manifestante prende il microfono e dal palco - accanto a lei una celebre foto di Falcone e Borsellino - fa la seguente dichiarazione: «Quando Conte telefona a Bill Gates, sulle nostre spalle, prendendo 140 milioni, decide di iniettare il mercurio nelle nostre vene, collegate ai 5G, e diventeremo dei piccoli robot. Se tu vuoi ammazzarmi, basta alzare la temperatura del mio corpo e io muoio, perché ti va così». L’intervento della donna si chiude con un invito collettivo: a tornare a scuola e a studiare. Chi non ci credesse, appellandosi alla stramberia (chiamiamola così, “stramberia”) di simili parole, potrà vedere e ascoltare il video relativo, che si trova facilmente in rete. Questa invece l’abbiamo ascoltata con le nostre orecchie, e così la riportiamo: una volta arrivato alla ghiandola pineale, il vaccino contro il Covid-19 bloccherebbe - ecco il suo vero obiettivo - le abilità artistiche di chi vi è stato sottoposto; un’operazione che farebbe parte di una macchinazione dei poteri occulti che governano il pianeta allo scopo di mettere a tacere la creatività dei cittadini di ogni angolo del globo. Verrebbe da sorridere, non fosse che per come stanno andando le cose da sorridere non è rimasto davvero niente. Perché teorie del complotto come queste, oltre a spuntare con una insistenza che non permette di intravederne la fine, danno esatta la dimensione di come si sia smarrita qualsivoglia forma di capacità critica, cioè analitica: banalmente, la capacità di porsi delle domande e provare a darsi delle risposte sulla base di dati e notizie certi e verificabili. A voler sintetizzare: sulla base della Ragione.

Di tutto ciò tratta un libro che non ci si dovrebbe lasciar sfuggire, ovvero “Complotti! Da Qanon alla pandemia, cronache dal mondo capovolto” del giornalista Leonardo Bianchi (minimum fax, 336 pagine, 18 euro). Che ci dice, intanto, che di teorie del complotto è piena la storia (almeno) contemporanea: per esempio, se oggi c’è chi sostiene che i lockdown sono «in realtà una copertura» per installare i ripetitori del 5G, o che sono i ripetitori stessi a provocare direttamente il Covid-19, un tempo c’era chi attribuiva alle onde radio «disastri come alluvioni, tifoni e terremoti», ma anche «divorzi» e «inspiegabili morie di volatili».

La dinamica è la stessa di un tempo, ma a fare una differenza impossibile da quantificare rispetto al passato sono il modo e la velocità di trasmissione attraverso internet. Un’altra caratteristica è la trasversalità. Le teorie del complotto, specie quelle più recenti, attirano e finiscono per affratellare infatti persone con le più diverse convinzioni politiche ed estrazioni sociali. E, tocca aggiungere, con i più diversi scopi. Perché per quanti ci credono genuinamente, ce ne sono altrettanti che cavalcano il malcontento e l’agitazione generali di cui le teorie del complotto sono una chiara espressione, ad esempio per guadagnare terreno nello spazio e nel dibattito pubblici, come fa l’estrema destra di mezza Europa e degli Stati Uniti.

Passando dai rettiliani agli assertori del piano per cancellare la razza bianca attraverso l’immigrazione e il multiculturalismo, il libro di Bianchi offre uno strumento indispensabile per orientarsi nel mondo moderno. E per, da questo mondo, proteggersi.

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