Nasce alla Sironi lo spot sui giovani talenti dell’arte
di Paolo Curreli
Il film realizzato dall’Accademia sassarese che racconta l’alta formazione destinata agli artisti è uno dei punti focali del visitatissimo Padiglione Italia
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Sassari e la sua accademia Sironi, la più giovane d’Italia, è la città che ospita la quindicesima edizione del Premio Nazionale delle Arti, sezione arti figurative, digitali e scenografiche. Iniziativa prestigiosa inaugurata il 3 dicembre alla presenza della ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa a cui è legata la grande esposizione visitabile fino al 22 gennaio al MasEdu di Sassari, mostra che dà conto dell’attività creativa dell’Alta formazione artistica nazionale con 136 opere selezionate da un’autorevole giuria su oltre 250 pervenute da tutte le Accademie italiane e da alcuni Conservatori di musica. Il tema del premio è il viaggio: «Un tema che permea di sé il senso di fragilità in cui siamo immersi negli ultimi due anni a causa della pandemia. Un’esigenza di movimento per scardinare la paura che ci ha intrappolato attraverso la potenza dell’espressione artistica nelle sue infinite variabili e nelle sue molteplici tecniche, tra antiche e nuove tecnologie» puntualizza Antonio Bisaccia, direttore della Sironi e presidente della Conferenza Nazionale dei direttori delle Accademie. Un viaggio importante lo ha fatto il video prodotto dai giovani artisti dell’unica Accademia sarda, da Sassari fino all’Expo del Dubai 2020. La grande esposizione universale degli Emirati Arabi Uniti, che ha coinvolto 192 Paesi, rimandata a causa della pandemia, è stata inaugurata a ottobre e resterà aperta fino al 31 marzo.
Nel Padiglione Italia, che illustra la storia e il fascino del Belpaese, la formazione dei nostri giovani artisti è raccontata dal video curato da Davide Bini e Diego Ganga con il coordinamento di Salvo Bitonti, regista che nei giorni scorsi era a Dubai dove ha presentato lo spot davanti a un folto pubblico internazionale raccogliendo un grande consenso e l’apprezzamento di filmmaker e comunicatori di tutto il mondo. Dopo la presentazione il video dal titolo “Art Education in Italy. A Bridge to the World for International Talents” continua a essere proiettato sui grandi schermi del Padiglione Italia. I filmmaker della Sironi hanno proposto un viaggio attraverso gli spazi del MasEdu, museo gestito dall’Accademia ospitato negli spazi di archeologia industriale dell’antico saponificio cittadino.
Gli spettatori esplorano, attraverso il volo di un drone, le sale ricche di storia e fascino che l’arte ha restituito alla città, un luogo di creazione e proposta che dal 15 dicembre è davanti agli occhi delle folle che visitano il Padiglione Italia dell’Expo. Un volo, accompagnato da una coinvolgente colonna sonora, dentro la multiforme creatività degli studenti dell’arte italiani, un tragitto che sfiora, si sofferma e di nuovo decolla intorno alle opere in esposizione. Il successo dello spot all’Expo conferma che il fascino dell’Italia, per il mondo intero, risiede in larga parte nella sua sterminata tradizione artistica, una storia che ancora produce e racconta attraverso i giovani talenti del contemporaneo.
Che l’alta formazione artistica sia un tesoro nazionale viene sottolineato in questi giorni dai dati: in dieci anni gli iscritti sono passati da circa 43 mila a più di 80 mila. Di questi giovani artisti visivi, musicisti e danzatori oltre 12 mila sono stranieri (un decennio fa erano 3 mila).
Numero che conferma l’attrazione che l’innegabile qualità delle istituzioni italiane rappresenta e che la “cornice” grandiosa della storia artistica delle città italiane sottolinea. Perché il dove è altrettanto importante del come l’arte si apprende. Dopo quello che è stato definito da Antonio Bisaccia sul Sole24Ore «un insano fermo biologico durato oltre 25 anni» l’aumento esponenziale delle iscrizioni, nazionali e internazionali, ha spinto il ministero a destinare 70 milioni di euro per ampliare l’organico nell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica. Somma che sarà ripartita secondo precisi criteri di didattica e laboratori, ovviamente molto differenti e peculiari per Conservatori, Accademie d’Arte, Danza, Arte Drammatica e istituti Isia. Un sistema che permette anche alle istituzioni più piccole, con meno iscritti, di accedere al finanziamento. Una buona notizia che ha solo anticipato l’accorato appello di Roberto Bolle dalla sala del Mappamondo di Montecitorio: «Basta con lo scempio della danza, basta con i tagli», un grido di protesta dell’étoile, vero tesoro nazionale vivente la cui arte è amata in tutto il mondo e non solo dagli addetti ai lavori, proprio nelle stesse ore in cui il pubblico internazionale dell’Expo di Dubai restava affascinato dal film dell’Accademia Sironi sui nostri giovani artisti. Due momenti che inducono alla speranza.
Nel Padiglione Italia, che illustra la storia e il fascino del Belpaese, la formazione dei nostri giovani artisti è raccontata dal video curato da Davide Bini e Diego Ganga con il coordinamento di Salvo Bitonti, regista che nei giorni scorsi era a Dubai dove ha presentato lo spot davanti a un folto pubblico internazionale raccogliendo un grande consenso e l’apprezzamento di filmmaker e comunicatori di tutto il mondo. Dopo la presentazione il video dal titolo “Art Education in Italy. A Bridge to the World for International Talents” continua a essere proiettato sui grandi schermi del Padiglione Italia. I filmmaker della Sironi hanno proposto un viaggio attraverso gli spazi del MasEdu, museo gestito dall’Accademia ospitato negli spazi di archeologia industriale dell’antico saponificio cittadino.
Gli spettatori esplorano, attraverso il volo di un drone, le sale ricche di storia e fascino che l’arte ha restituito alla città, un luogo di creazione e proposta che dal 15 dicembre è davanti agli occhi delle folle che visitano il Padiglione Italia dell’Expo. Un volo, accompagnato da una coinvolgente colonna sonora, dentro la multiforme creatività degli studenti dell’arte italiani, un tragitto che sfiora, si sofferma e di nuovo decolla intorno alle opere in esposizione. Il successo dello spot all’Expo conferma che il fascino dell’Italia, per il mondo intero, risiede in larga parte nella sua sterminata tradizione artistica, una storia che ancora produce e racconta attraverso i giovani talenti del contemporaneo.
Che l’alta formazione artistica sia un tesoro nazionale viene sottolineato in questi giorni dai dati: in dieci anni gli iscritti sono passati da circa 43 mila a più di 80 mila. Di questi giovani artisti visivi, musicisti e danzatori oltre 12 mila sono stranieri (un decennio fa erano 3 mila).
Numero che conferma l’attrazione che l’innegabile qualità delle istituzioni italiane rappresenta e che la “cornice” grandiosa della storia artistica delle città italiane sottolinea. Perché il dove è altrettanto importante del come l’arte si apprende. Dopo quello che è stato definito da Antonio Bisaccia sul Sole24Ore «un insano fermo biologico durato oltre 25 anni» l’aumento esponenziale delle iscrizioni, nazionali e internazionali, ha spinto il ministero a destinare 70 milioni di euro per ampliare l’organico nell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica. Somma che sarà ripartita secondo precisi criteri di didattica e laboratori, ovviamente molto differenti e peculiari per Conservatori, Accademie d’Arte, Danza, Arte Drammatica e istituti Isia. Un sistema che permette anche alle istituzioni più piccole, con meno iscritti, di accedere al finanziamento. Una buona notizia che ha solo anticipato l’accorato appello di Roberto Bolle dalla sala del Mappamondo di Montecitorio: «Basta con lo scempio della danza, basta con i tagli», un grido di protesta dell’étoile, vero tesoro nazionale vivente la cui arte è amata in tutto il mondo e non solo dagli addetti ai lavori, proprio nelle stesse ore in cui il pubblico internazionale dell’Expo di Dubai restava affascinato dal film dell’Accademia Sironi sui nostri giovani artisti. Due momenti che inducono alla speranza.
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