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Houellebecq, sentimenti ai tempi dell’Apocalisse

di Elisabetta Stefanelli
Houellebecq, sentimenti ai tempi dell’Apocalisse

Oggi arriva in libreria l’atteso nuovo romanzo dello scrittore francese Uno sguardo distopico sul mondo avvenire, tra dominio del web e terrorismo

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Arriva oggi in libreria “Annientare” (La nave di Teseo, 743 pagine, 23,00 euro), il nuovo attesissimo romanzo di Michel Houellebecq. Parlando del libro all'ultimo Salone del Libro di Torino lo scrittore francese aveva detto solo poche parole: «È troppo complicato dire di cosa parla. Sarà un libro deprimente». Ma non è così. Questo splendido romanzo – tradotto da Milena Zemira Ciccimarra (sempre grazie ai traduttori e al loro lavoro) – è un capolavoro.

Alla fine.

I personaggi che lo popolano, consapevolmente o inconsapevolmente, fanno i conti con la morte. Forse l'autore stesso è giunto in qualche modo al suo momento finale e non ne fa mistero: «Sono giunto ad una conclusione positiva: è il momento di fermarmi», scrive in chiusura del libro. Qui la morte è attesa, prematura, portata dentro come un dono, inseguita, imposta. Sono, anzi siamo, tutti «nel braccio della morte» che attanaglia, forse fino ad annientare appunto, la nostra quotidianità. Un grande romanzo di attualità, ovviamente distopico nello sguardo su quel futuro prossimo appena dietro l'angolo, che ci ostiniamo a non vedere anche se tutti i segni premonitori sono già tra di noi. Uno sguardo analitico nello stile lucidamente spietato a cui questo grande scrittore ci ha abituato.

Misteri.

“Annientare” ci immerge nel capitolo finale di una società così fluida da trovare un senso solo nel momento in cui si conclude. In una trama – e qui Houellebecq ha ragione – troppo complessa da raccontare in sintesi, anche perché intrisa di misteri e di mistificazioni, di colpi di scena, di drammi e anche di grandi, silenti, felicità. Il romanzo di un'umanità dolorante che non «riusciva semplicemente più a entrare in contatto e a compiere i gesti essenziali, quelli che permettono alla specie umana di riprodursi, quelli che ci permettono anche, a volte, di essere “felici”».

Pericolo globale.

All’inizio del racconto siamo tra il novembre e il dicembre del 2026. Nelle pagine successive si arriva fino a fine ottobre 2027. Meno di dodici mesi per seguire la vita dei personaggi. Paul Raison in primo luogo, assistente, anzi confidente, del ministro dell'Economia e delle Finanze francese, Bruno Juge, che vediamo impegnato in una spietata quanto surreale campagna elettorale nel racconto della quale Houellebecq non risparmia niente e nessuno. Paul è figlio di Edouard – un funzionario statale che ha un peso determinante nella vita del figlio e nel libro – e cerca di fare chiarezza su una serie di criptici messaggi che prima compaiono su Internet e poi, via via, entrano a scombinare violentemente la vita della Francia intera, anzi, forse del mondo, in un continuo senso di instabilità e di pericolo globale.

Pubblico e privato.

Non ci sono temi che si affacciano nel dibattito politico e culturale contemporaneo che lo scrittore non affronti. Houellebecq dedica anche un piccolo spazio all'Italia: «Da alcuni anni i barconi dei migranti africani diretti in Europa avevano rinunciato a raggiungere la Sicilia, poiché l'attracco era reso impossibile dalle barche della marina militare». Vita pubblica, che poi è essenzialmente politica, e vita privata, che poi è essenzialmente erotica, corrono ancora una volta parallele nelle pagine di Houellebecq.

Le fiabe di Andersen.

«Contrariamente al detto popolare, penso che siano i buoni sentimenti a fare la buona letteratura – ha spiegato lo scrittore in un’intervista a Le Monde –. Per tutto il Novecento la letteratura è stata attraversata dal fascino della trasgressione, del male. Ma non devi necessariamente celebrare il male per essere un bravo scrittore. Nei miei libri, come nelle favole di Andersen, si capisce subito chi sono i cattivi e chi sono i buoni. E se ci sono pochissimi cattivi in “Annientare”, ne sono molto contento. Il risultato supremo sarebbe se non ci fossero più cattivi del tutto».

Dark web.

In “Annientare”, tra schegge di sentimenti amorosi, familiari e amicali, Internet ha, nella devastazione collettiva, un peso determinante. Il terrore corre sulla rete: «La cosa peggiore era che se l'obiettivo dei terroristi era quello di annientare il mondo come lui lo conosceva, di annientare il mondo moderno, non poteva dargli affatto torto». Anche questa è, in fondo, una forma d'amore.



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