La Nuova Sardegna

tre casi 

Da Lucarelli a Cacciari passando per Houellebecq

di MASSIMO ONOFRI

Uno. Quando la giornalista Selvaggia Lucarelli torna tardi stanca dal lavoro, magari saltando il pasto, il giovane compagno Lorenzo Biagiarelli, noto chef televisivo della troupe di Antonella Clerici,...

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Uno. Quando la giornalista Selvaggia Lucarelli torna tardi stanca dal lavoro, magari saltando il pasto, il giovane compagno Lorenzo Biagiarelli, noto chef televisivo della troupe di Antonella Clerici, sa che deve prepararle le polpette col sugo. Mi pare questa la più commovente notizia del Natale appena trascorso. Nessuno, invece, sa niente dell’ascetico savonarola Marco Travaglio. Chissà se è vegetariano.

Due. Leggo che in un’intervista rilasciata a Affaritaliani.it il filosofo Massimo Cacciari ha dichiarato in pompa magna che, se fosse eletto al Quirinale Pier Ferdinando Casini, si potrebbe anche prendere in considerazione l’idea di emigrare dall’Italia. Domande candide e umili, da parte di uno come me che non è mai stato democristiano (quindi al di sopra di ogni sospetto): ma Cacciari ricorda ancora tutta la sua storia politica, soprattutto gli esordi operaisti? Rammenta quali tesi è stato capace di sostenere nel corso degli anni giovanili? E poi: quando ha riletto le bozze di “Krisis. Saggio sulla crisi del pensiero negativo da Nietzsche a Wittgenstein”, che stava per pubblicare nell’ormai lontano 1976 con l’editore Feltrinelli, è riuscito veramente a capire quello che aveva scritto in quelle pagine? Così, tanto per chiedere. Tutto è poi cambiato: ma l’arroganza è rimasta la stessa.

Tre. Si è molto scritto di “Annientare”, appena uscito per la casa editrice La nave di Teseo, dello scrittore francese Michel Houellebecq. Come ogni autentico romanziere Houellebecq non è un moralista, ma resta uno scrittore profondamente morale: la realtà in effetti non è mai per lui materia inerte, da restituire mimeticamente, ma viene lavorata in vista d’un giudizio che consenta sempre di distinguere il bene dal male. Diciamolo: il continuo riferimento nel suo nuovo romanzo a una dimensione spirituale, fosse pure attraverso certe ingenue e imbarazzanti declinazioni neopagane (d’una ingenuità che è dei personaggi, non dello scrittore), aprono un varco inaspettato nel cuore nero del suo nichilismo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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