La Nuova Sardegna

Cashmere: «La voglia di vestirsi bene»

di Gioia Giudici
Cashmere: «La voglia di vestirsi bene»

Zegna e Cucinelli aprono con stile rinnovato la Settimana della moda a Milano

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MILANO. Parte dalle cime innevate dell’oasi Zegna per arrivare in piazza Duomo, a Milano, la sfilata digitale di Zegna che dà il via ufficialmente alla settimana della moda uomo di Milano. E lo fa con un bel segnale perché, nel video che presenta la collezione per il prossimo inverno, una performance con 80 ballerini, ideata dal coreografo francese Sadeck Waff, rappresenta le 160 mani che hanno cucito i capi, mentre la realtà aumentata fa apparire per magia, alla fine del video, nel cuore di Milano, i 6mila dipendenti dell’azienda. Così, nella nuova collezione, sfuma di continuo la distinzione tra esterno e interno, per un nuovo look formale che passa senza soluzione di continuità dal fuori al dentro. È una proposta fatta di capi ibridi, facili da abbinare insieme in base a un concetto di styling modulare: così il nuovo abito si può comporre con una camicia tecnica chiusa di sbieco, una giacca a trapezio, un cappotto, un pantalone largo. Da alternare ai maglioni in cashmere, a quelli con motivi a rammendo e ai pull jacquard. Tutto in pochi colori: il bianco sale, il nero, l’ottone, l’aubergine, il grey, per facilitare la costruzione del guardaroba. Ogni look è basato sul comfort, privo di spalline e interni.

Si è organizzato in modo diverso Brunello Cucinelli: all’ingresso dello showroom, un box con due medici, dove farsi un tampone rapido per accedere in sicurezza alla presentazione. «A Solomeo, in azienda, facciamo 1000 tamponi al giorno, ci sono 3 medici che arrivano ogni mattina alle 6 per i dipendenti e le loro famiglie». Cucinelli guarda con ottimismo all’Italia di oggi e di domani e l’ottimismo contamina anche i nuovi look: «C’è un grande desiderio di tornare a vestirsi, di essere belli, chic, eleganti e freschi, è normale dopo due anni passati al chiuso, oggi c’è voglia di essere vestiti bene per qualsiasi evento». Al centro della proposta, c’è la giacca, da portare con tutto: il jeans e la cravatta, la T-shirt e il pantalone ciclista per essere «belli e vestiti bene come alla fine degli anni 20, dopo la guerra e la pandemia».

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