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Dario Argento e Taviani al Festival di Berlino

Insomma non si può dire che sia andata male all’Italia alla 72/ma edizione del Festival di Berlino (10-16 febbraio) presentata oggi dal direttore artistico Carlo Chatrian, tanto più se si considera...

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Insomma non si può dire che sia andata male all’Italia alla 72/ma edizione del Festival di

Berlino (10-16 febbraio) presentata oggi dal direttore artistico Carlo Chatrian, tanto più se si considera che, causa Covid, è un’edizione “ristretta”: ovvero meno film e minore durata. In concorso “Leonora addio” di Paolo Taviani, in Special Gala l’atteso “Occhiali neri”

di Dario Argento e, nella sezione Panorama, tre film: il docu “Nel mio nome”

di Nicolò Bassetti (executive producer Elliot Page e con tema la transizione), “Calcinculo” di Chiara Bellosi e Una femmina di Francesco Costabile (ispirato a “Fimmine ribelli. Come le donne salveranno il paese dalla n'drangheta”

di Lirio Abbate). E poi sul fronte internazionale, ma si dovrebbe dire più che altro europeo, apertura con “Peter Von Kant” di François Ozon (rilettura di Le lacrime amare

di Petra von Kant

di Fassbinder) con Isabelle Adjani.

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