Rettore: «Siamo donne, ribaltiamo il mondo»
di Claudia Fascia
La cantante a Sanremo con Ditonellapiaga e il brano “Chimica”, pronta a provocare con i testi contro le discriminazioni
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«Siamo le più spudorate del festival». Così Rettore, senza mezzi termini, racconta la sua partecipazione a Sanremo insieme alla giovane Ditonellapiaga, con il brano a tutto ritmo “Chimica”, che richiama atmosfere della Disco anni ’70-’80. Un ritorno in gara all’Ariston per Rettore che arriva a 28 anni dall’ultima volta, nel 1994 con «Di notte specialmente». Con quella di quest’anno, cinque volte in totale. Poco per una carriera che copre quasi cinque decenni. «Ho debuttato a Sanremo con poca fortuna, ma poi ho avuto successo all’estero e non ho più pensato al festival – racconta l’artista veneta –. In Italia c’erano tante altre trasmissioni dove potevi farti conoscere: Festivalbar, Saint Vincent, Fantastico e c’era il boom delle tv libere. A tenermi lontano da Sanremo sono stati i miei successi nati altrove. A tornare mi ha convinto Enrico Ruggeri. “Vacci”, mi ha detto, “in una settimana fai quello che faresti in 7 mesi di promozione”. Ma passati 7 mesi cosa farò?».
Accanto a lei la 24enne Ditonellapiaga (Margherita Carducci), da cui è partita la scrittura del brano (musiche della stessa Ditonellapiaga, Benjamin Ventura, Alessandro Casagni, Valerio Smordoni ed Edoardo Castroni). Incontro tra generazioni, «anche per provare a ridare ai giovani un po’ di spensieratezza persa negli ultimi due anni. Vaccinatevi, perché è la via della salvezza, ma buttate le mascherine nel cesso – esorta ancora Rettore –. Dobbiamo andare avanti, e non possiamo rinchiuderci in bunker perché voi no vax dovete fare manifestazioni in piazza». Un’energia, una forza e una libertà di espressione che Rettore non ha mai messo da parte. «Tra me e Margherita, che non considero affatto un’esordiente, la scavezzacollo sono io. Sono libera dentro e questo può dare fastidio a qualcun altro, ma io sono questa: prendere o lasciare». Le fa eco Ditonellapiaga: «Abbiamo età invertite, è lei ad avere 24 anni. Per me è stata fonte di grande ispirazione. Anche per il testo di “Chimica”: forte e provocatorio ma anche divertente».
Incontro tra generazioni, dunque, ma anche tutto al femminile per ribadire il girl power. «Dopo 40 anni, siamo sempre in difficoltà – continua la cantante considerata l’apripista della trasgressione in musica –: le donne non si devono permettere più di tanto di dire certe cose. Ma bisogna andare avanti, provarci, prendere le critiche, ma cercare di buttare giù il muro di gomma: vogliamo la parità di genere e il riconoscimento dei diritti per tutti. Drusilla? Una grande, un colpo di genio portarla al festival». Donatella Rettore prova a spiegare anche il riferimento alle suore nel testo del brano che ha fatto sobbalzare qualcuno sulla sedia («non m’importa del pudore, delle suore me ne sbatto totalmente»). «Ho fatto elementari e medie dalle suore. Sono stata tirata su da loro a suon di calci in culo e ceffoni, ma anche morbide carezze e consolazioni. Le suore ci sono state nella mia vita. Una, in particolare, è stata molto positiva: suor Esterina». Tornando al festival, a dirigere l’Orchestra al Teatro Ariston per le due artiste sarà il maestro Fabio Gurian, «che sa far suonare tutta l’orchestra e la sa far suonare rock». Niente ospiti per la serata dei duetti («ci ospitiamo a vicenda») e un un look “luminescente”, «ma senza fare pagliacciate: non siamo Elio e Le Storie Tese».
Accanto a lei la 24enne Ditonellapiaga (Margherita Carducci), da cui è partita la scrittura del brano (musiche della stessa Ditonellapiaga, Benjamin Ventura, Alessandro Casagni, Valerio Smordoni ed Edoardo Castroni). Incontro tra generazioni, «anche per provare a ridare ai giovani un po’ di spensieratezza persa negli ultimi due anni. Vaccinatevi, perché è la via della salvezza, ma buttate le mascherine nel cesso – esorta ancora Rettore –. Dobbiamo andare avanti, e non possiamo rinchiuderci in bunker perché voi no vax dovete fare manifestazioni in piazza». Un’energia, una forza e una libertà di espressione che Rettore non ha mai messo da parte. «Tra me e Margherita, che non considero affatto un’esordiente, la scavezzacollo sono io. Sono libera dentro e questo può dare fastidio a qualcun altro, ma io sono questa: prendere o lasciare». Le fa eco Ditonellapiaga: «Abbiamo età invertite, è lei ad avere 24 anni. Per me è stata fonte di grande ispirazione. Anche per il testo di “Chimica”: forte e provocatorio ma anche divertente».
Incontro tra generazioni, dunque, ma anche tutto al femminile per ribadire il girl power. «Dopo 40 anni, siamo sempre in difficoltà – continua la cantante considerata l’apripista della trasgressione in musica –: le donne non si devono permettere più di tanto di dire certe cose. Ma bisogna andare avanti, provarci, prendere le critiche, ma cercare di buttare giù il muro di gomma: vogliamo la parità di genere e il riconoscimento dei diritti per tutti. Drusilla? Una grande, un colpo di genio portarla al festival». Donatella Rettore prova a spiegare anche il riferimento alle suore nel testo del brano che ha fatto sobbalzare qualcuno sulla sedia («non m’importa del pudore, delle suore me ne sbatto totalmente»). «Ho fatto elementari e medie dalle suore. Sono stata tirata su da loro a suon di calci in culo e ceffoni, ma anche morbide carezze e consolazioni. Le suore ci sono state nella mia vita. Una, in particolare, è stata molto positiva: suor Esterina». Tornando al festival, a dirigere l’Orchestra al Teatro Ariston per le due artiste sarà il maestro Fabio Gurian, «che sa far suonare tutta l’orchestra e la sa far suonare rock». Niente ospiti per la serata dei duetti («ci ospitiamo a vicenda») e un un look “luminescente”, «ma senza fare pagliacciate: non siamo Elio e Le Storie Tese».
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