Le sonorità di Dalîlah come un “Temporale”
di Mario Frongia
La cantautrice gallurese dopo il fortunato esordio a X Factor esce con il suo nuovo singolo tra Anni Ottanta e futuro
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Evocativo, sensuale, emozionante. Dalîlah, originaria di Arzachena, linfa e animo per giocare una partita da protagonista nel mondo complesso della discografia, presenta il suo singolo “Temporale”. Già il titolo spinge in avanti, conquista l’attenzione, promette sorprese. Che arrivano puntuali. Applaudita e incoraggiata a XFactor da Arisa e Manuel Agnelli, la cantautrice gallurese martedì prossimo è alla prova del nove con un brano avvincente, frutto di tormenti e riflessioni personali, capace di spaziare su sonorità che sono sia fresche, sia retrò. “Temporale” (Maionese Project/Matilde Dischi) è già disponibile in presave. «Come posso descriverlo? È un brano nato di getto quest’estate, mentre attraversavo un periodo di insoddisfazione, in cui avevo solo una grande voglia di evadere» spiega Dalîlah.
Ma non è tutto. Scrittura e composizione fanno capo al desiderio di riannodare i fili, di mettere a fuoco temi e argomenti quotidiani, leggeri e profondi al tempo stesso. «Mi sembrava tutto avvolto in un grande disordine, dalla mia testa alla mia stanza, dai miei rapporti personali al mio lavoro ed ero diventata insofferente. Avevo bisogno di un po’ di leggerezza, così mi sono fermata un attimo, ho analizzato me stessa e mi sono messa a ridere dei miei stessi comportamenti. Da lì è nato un brano autobiografico, in cui mi racconto con molta sincerità e un pizzico di ironia». Ecco, il giusto filo di ironia, che in tempi grevi come quelli attuali, non guasta mai. La cantautrice torna alla ribalta a pochi mesi di distanza dall’ultimo singolo “Teorie di Seneca”.
Con “Temporale” Dalîlah compie e narra un viaggio dalle atmosfere anni ’80. «Accompagno l’ascoltatore nel mio universo. Racconto del turbine di emozioni, anche contrastanti, che possono caratterizzare quei momenti della vita in cui è la confusione a fare da padrona, e che scuotono l’anima come una tempesta». L’artista si definisce «con la testa tra le nuvole». Da Arzachena è partita per un giro nei cinque continenti che le ha permesso di crescere «sempre alla ricerca di me stessa. Ho vissuto in Irlanda e in Australia. E da quelle parti ho cominciato a scrivere i miei primi testi fino a capire l’esigenza di dover parlare attraverso la musica».
Nel 2016 il balzo nella grande tv. L’approdo a XFactor, con il supporto e l’incoraggiamento di Arisa e Manuel Agnelli, ha aperto scenari e prospettive intriganti. Il 13 novembre 2020 è uscito il suo singolo d’esordio “Povera Illusa”, un brano profondo che ha fatto da apripista per il secondo singolo “Teorie di Seneca”, pubblicato l’8 ottobre scorso. In questi anni Dalîlah ha affinato anche le esibizioni live. E ha ampliato il raggio delle esperienze con collaboratori e musicisti esperti. Tra questi, Phil Mer, Gabriele Cannarozzo, Elvezio Fortunato e Giovanni Antonicelli, quest’ultimo anche nelle vesti di produttore. Attualmente l’artista gallurese vive a Milano.
«Suono l’ukulele e la chitarra e scrivo canzoni. Il tema? Me stessa e quel che mi circonda, la quotidianità e i mille viaggi che compio dentro l'astronave personale che ho nella mia mente». Anche da qui, con un’autenticità espressiva diretta, è nato “Temporale”. Al brano, con la produzione affidata a Giovanni Antonicelli, partecipano artisti collaudati: Cannarozzo al basso e, alle chitarre, Elvezio Fortunato. Quest’ultimo ha curato anche il mix e il mastering. Nel testo l’artista si paragona a una città affollata, a tratti disordinata e un po’ caotica, ma allo stesso tempo capace di amare e accogliere chi le si avvicina. «Invito chiunque ad accettare il temporale di sentimenti che ognuno di noi si porta dentro, per poter amare sé stessi e il prossimo senza maschere». Insomma, un viaggio dalle atmosfere anni ’80, un periodo fecondo, impegnato e controverso. Un percorso di crescita e sensibilità, anche culturale.
Ma non è tutto. Scrittura e composizione fanno capo al desiderio di riannodare i fili, di mettere a fuoco temi e argomenti quotidiani, leggeri e profondi al tempo stesso. «Mi sembrava tutto avvolto in un grande disordine, dalla mia testa alla mia stanza, dai miei rapporti personali al mio lavoro ed ero diventata insofferente. Avevo bisogno di un po’ di leggerezza, così mi sono fermata un attimo, ho analizzato me stessa e mi sono messa a ridere dei miei stessi comportamenti. Da lì è nato un brano autobiografico, in cui mi racconto con molta sincerità e un pizzico di ironia». Ecco, il giusto filo di ironia, che in tempi grevi come quelli attuali, non guasta mai. La cantautrice torna alla ribalta a pochi mesi di distanza dall’ultimo singolo “Teorie di Seneca”.
Con “Temporale” Dalîlah compie e narra un viaggio dalle atmosfere anni ’80. «Accompagno l’ascoltatore nel mio universo. Racconto del turbine di emozioni, anche contrastanti, che possono caratterizzare quei momenti della vita in cui è la confusione a fare da padrona, e che scuotono l’anima come una tempesta». L’artista si definisce «con la testa tra le nuvole». Da Arzachena è partita per un giro nei cinque continenti che le ha permesso di crescere «sempre alla ricerca di me stessa. Ho vissuto in Irlanda e in Australia. E da quelle parti ho cominciato a scrivere i miei primi testi fino a capire l’esigenza di dover parlare attraverso la musica».
Nel 2016 il balzo nella grande tv. L’approdo a XFactor, con il supporto e l’incoraggiamento di Arisa e Manuel Agnelli, ha aperto scenari e prospettive intriganti. Il 13 novembre 2020 è uscito il suo singolo d’esordio “Povera Illusa”, un brano profondo che ha fatto da apripista per il secondo singolo “Teorie di Seneca”, pubblicato l’8 ottobre scorso. In questi anni Dalîlah ha affinato anche le esibizioni live. E ha ampliato il raggio delle esperienze con collaboratori e musicisti esperti. Tra questi, Phil Mer, Gabriele Cannarozzo, Elvezio Fortunato e Giovanni Antonicelli, quest’ultimo anche nelle vesti di produttore. Attualmente l’artista gallurese vive a Milano.
«Suono l’ukulele e la chitarra e scrivo canzoni. Il tema? Me stessa e quel che mi circonda, la quotidianità e i mille viaggi che compio dentro l'astronave personale che ho nella mia mente». Anche da qui, con un’autenticità espressiva diretta, è nato “Temporale”. Al brano, con la produzione affidata a Giovanni Antonicelli, partecipano artisti collaudati: Cannarozzo al basso e, alle chitarre, Elvezio Fortunato. Quest’ultimo ha curato anche il mix e il mastering. Nel testo l’artista si paragona a una città affollata, a tratti disordinata e un po’ caotica, ma allo stesso tempo capace di amare e accogliere chi le si avvicina. «Invito chiunque ad accettare il temporale di sentimenti che ognuno di noi si porta dentro, per poter amare sé stessi e il prossimo senza maschere». Insomma, un viaggio dalle atmosfere anni ’80, un periodo fecondo, impegnato e controverso. Un percorso di crescita e sensibilità, anche culturale.
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