cinema
Un docufilm su Lady Diana inaugura il Sundance
di Gina Di Meo
NEW YORK. Di lei si è detto e scritto tutto e non c’è stato un momento della sua vita, sia pubblico che privato, che non sia stato ripreso dall’obiettivo di un fotografo. Ma quando si tratta di Lady...
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NEW YORK. Di lei si è detto e scritto tutto e non c’è stato un momento della sua vita, sia pubblico che privato, che non sia stato ripreso dall’obiettivo di un fotografo. Ma quando si tratta di Lady Diana, resta ancora difficile fare i conti con il passato e con l’avvicinarsi del 25° anniversario della sua morte, un nuovo film ricostruisce la sua favola senza lieto fine. “The Princess” di Ed Perkins ha aperto l’edizione 2022 del Sundance Film Festival, la rassegna cinematografica di Park City in Utah, quest’anno di nuovo solo virtuale a causa della pandemia. Nel panorama di quello che è un argomento apparentemente saturo, il film, che sarà trasmesso da HBO entro quest’anno, si distingue perché usando esclusivamente immagini di repertorio fa sì che la trama si svolga senza la necessità di un narratore. Sono le immagini, i filmati, gli audio anche della gente comune a raccontare la storia della donna che appena ventenne si ritrova ad essere la consorte del futuro re del Regno Unito per poi finire tragicamente la sua esistenza in un incidente stradale a Parigi il 31 agosto del 1997.
Il docufilm è come una capsula del tempo che catapulta nella vita di Lady Diana e ne rifà rivivere le gioie ma anche i tanti drammi. Ciò che risulta particolarmente inquietante è l’ossessione della gente e dei media per la principessa. Un dettaglio che viene costantemente ricordato durante il film attraverso il rumore spesso assordante degli obiettivi dei fotografi. Ci fa ricordare che in fondo tutti noi siamo stati complici nella sua tragica fine. Il desiderio del pubblico di sapere di lei ha creato la domanda per i paparazzi che, alla fine, non le hanno dato scampo.
Il docufilm è come una capsula del tempo che catapulta nella vita di Lady Diana e ne rifà rivivere le gioie ma anche i tanti drammi. Ciò che risulta particolarmente inquietante è l’ossessione della gente e dei media per la principessa. Un dettaglio che viene costantemente ricordato durante il film attraverso il rumore spesso assordante degli obiettivi dei fotografi. Ci fa ricordare che in fondo tutti noi siamo stati complici nella sua tragica fine. Il desiderio del pubblico di sapere di lei ha creato la domanda per i paparazzi che, alla fine, non le hanno dato scampo.
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