Grazia Di Michele: «Io, la voce di Marisa Sannia»

Tre serate della cantautrice nell’isola per far rivivere i brani di “Sa oghe de su bentu e de su mare”

Sa oghe de su entu e de su mare tornerà a suonare in tutto il suo splendore. Così le parole e la musica di Maria Sannia prendono nuova vita, facendo da linfa ad un progetto costruito minuziosamente e guidato dalla cantautrice romana Grazia Di Michele. “Marisa Sannia, la voce del vento e del mare” andrà in scena per tre serate, allestite dalla Cedac, a partire da domenica 30 gennaio al Padiglione Tamuli delle ex Caserme Mura a Macomer per poi spostarsi il giorno successivo al teatro Garau di Oristano e chiudere lunedì primo febbraio al teatro comunale di San Gavino Monreale, tutte con inizio alle 21.

Un amore, quello di Grazia di Michele nei confronti dell’arte della cantante originaria di Iglesias, nata casualmente. «Qualche tempo fa – racconta l’autrice del celebre brano “Le donne di Gauguin” –, Vincenzo Sanfo, curatore di un museo di Torino, mi chiese di inaugurare una mostra a Salvador Dalì e Federico Garcìa Lorca, mettendo in musica alcune delle poesie di Garcìa Lorca. Questo mi spiazzò perché non avevo mai fatto niente del genere ma mi consigliarono un disco dove questo lavoro era già stato fatto. Non avevo mai sentito parlare de “Rosa de papel” di Marisa Sannia, se non per le sue canzoni pop più conosciute degli anni sessanta e settanta. Quando sentii quelle canzoni rimasi incredula davanti a così tanta bellezza. Un disco uscito postumo, dopo la morte improvvisa di Marisa nel 2008, quindi non c’era stata promozione nel tour di supporto. Non mi capacitavo dell’idea che quelle canzoni potessero finire nel dimenticatoio. All’epoca c’era già uno spettacolo pronto per andare ma gli eventi non lo hanno permesso e, credo, non abbia avuto il tempo di debuttare. A quel punto, siccome io sono una determinata, ho chiamato il marito e mi sono fatta raccontare la storia che c’è dietro il disco e lo spettacolo che Marisa aveva già preparato. Mi sono fatta mandare il copione con i suoi appunti, le sue riflessioni e addirittura dei messaggi audio in cui spiegava alcuni passaggi particolari. Successivamente sono entrata in contatto con Marco Piras, l’arrangiatore e pianista di Marisa, gli ho chiesto di far ripartire questa meraviglia».

Sui palchi sardi, Grazia Di Michele, alla voce e alla chitarra, sarà accompagnata da Marco Piras al pianoforte, da Fabiano Lelli alla chitarra, da Gioele Lumbau alla viola, Ermanno Dodaro al contrabbasso e da Bruno Piccinnu alle percussioni. «Un’ottima formazione con parte dei musicisti di Marisa e parte di quelli che mi accompagnano da tantissimi anni». Parlando di Marco Piras “Non potevo trovare una persona migliore. Oltre che un grandissimo professionista, proprio per il suo trascorso come arrangiatore e pianista di Marisa, ci sta mettendo una cura e un amore incredibile. Caratterialmente è una persona splendida. Abbiamo iniziato lavorando a distanza per via del Covid e quando ci siamo incontrati di persona, ci siamo resi conto di avere tutti lo stesso obiettivo, fare un tributo a una grande artista. Ci siamo trovati immediatamente a livello emozionale».

Dopo il debutto di gennaio al teatro Golden di Roma, finalmente lo spettacolo arriva in Sardegna. «Inizialmente il concerto doveva durare poco più di un’ora ma poi abbiamo preso spunto anche dai due dischi precedenti ed inserito anche alcuni dei brani in sardo tratti dai versi delle poesie di Antonio Casula e di Francesco Masala ed ancora dei brani in italiano che l’hanno resa celebre e qualche ritratto d’autore scritto per lei. Uno spettacolo dedicato a lei come persona e al suo amore per la poesia e per la musica».

I brani cantati in lingua sarda suscitano non poca curiosità. «Per me cantare in sardo è un mistero. Ho una mente molto musicale, una buona memoria ma non sono brava ad imparare le lingue. Il sardo non ha molti appigli all’italiano, al latino o al greco, alle derivazioni che conosco. È successa una cosa bellissima. Non ho avuto bisogno di studiare. Mentre sentivo il disco memorizzavo le parole e le imparavo immediatamente. Non me lo so spiegare, ma il fatto che sia una lingua molto musicale ha aiutato tantissimo. Ora conosco quei brani a memoria pur non avendoli mai studiati. Mi son entrati nella mente in maniera del tutto naturale. Sembra quasi che su questa storia ci sia un piano superiore come se Marisa ci avesse guidati. Una serie di coincidenze incredibili, un disegno con dei collegamenti invisibili che ci ha portati a mettere in piedi il tutto. Non sono una che ha la faccia tosta e disturba le persone e invece mi sono ritrovata a chiamare il marito e Marco Piras senza pensarci due volte, l’ho fatto d’impulso. Tutto è nato e si è sviluppato in maniera del tutto armoniosa. Immagino lei che ci guarda e ci guida perché tutto vada come dovrebbe andare. Credo anche che le amicizie possano nascere anche quando le persone non le si hanno conosciute in vita. Sento di averla come amica, anche se lei non c’è più».

Qualche anticipazione sui concerti nell’isola. «La scaletta varierà perché siamo arrivati a due ore di concerto. Stiamo sempre aggiungendo dei brani, ancora oggi con Marco Piras ne stiamo scegliendo un altro. Oltre alla musica ci saranno anche delle immagini che verranno proiettate nello schermo sul palco, con delle fotografie tra le quali, naturalmente ci sarà anche Marisa Sannia, non potevamo farlo senza di lei». Pagina Successiva: 1>>

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