Al via Sanremo, Mahmood: «Il mio festival, tanta adrenalina»
di Costantino Cossu
◗
Mahmood con il trofeo del successo a Sanremo nel 2019 con "Soldi"Con un brano che canta un amore senza generi è dato tra i favoriti insieme con Elisa ed Emma
3 MINUTI DI LETTURA
Vecchia guardia contro nuove generazioni, talent versus fenomeni virali: è una sfida nella sfida quella che si apre stasera con la 72ª edizione del Festival di Sanremo. Gli esperti di Stanleybet.it, il sito che monitora le scommesse sui big in gara, prevedono una lotta serrata per il primo posto: Elisa, che torna a Sanremo per la prima volta dopo il lontano successo del 2001 e presenta il pezzo “O forse sei tu”, è data a 4,50, ma dovrà vedersela, a pari quota, con l’inedita coppia formata da Mahmood, che ha vinto Sanremo nel 2019, e Blanco, con il loro “Brividi”. Dopo la vittoria nel 2012, anche Emma è a caccia del bis a quota 8,00, seguita da La Rappresentante di lista a 9,00 e da una delle rivelazioni del panorama musicale italiano degli ultimi mesi, Sangiovanni con il suo “Farfalle”, a 10. Chi non teme la gara ma è pronto a salire sul palco per regalare una delle sue performance migliori è senza dubbio Achille Lauro a quota 12, come Irama e Rkomi. Tra i 12 big che si esibiranno nella serata del 1° febbraio ci sono Massimo Ranieri con “Lettera al di là del mare” e Dargen D’Amico con “Dove si balla”: generazioni diverse, ma identica quota, 15. Doppia cifra anche per Fabrizio Moro (18), Michele Bravi e Noemi (entrambi a 20), Ditonellapiaga feat Rettore (25), Gianni Morandi e Aka7even (anche per loro stessa quota, a 28). Nella parte più bassa della classifica di Stanleybet.it troviamo Le Vibrazioni e Giovani Truppi a 33, seguiti da Ana Mena e Highsnob e Hu a 40. In coda a sorpresa Giusy Ferreri, il cui successo pagherebbe 50 volte la posta. Chiude la classifica Iva Zanicchi, a 75.
Mahmood quindi tra i favoriti. Lui che ne pensa? Ci ha risposto in questa intervista.
Lei torna a Sanremo in gara per la seconda volta. La prima ha vinto. Ora che cosa si aspetta?
«Voglio vivermi questa esperienza il più positivamentepossibile, come se fosse la prima volta, come se fosse tutto una scoperta. Torno sul palco di Sanremo per divertirmi insieme con Blanco e per provare un po’ di adrenalina dopo tanti mesi di stop».
Con il suo nuovo singolo, “Brividi”, insieme con Blanco lei canta un amore senza generi. Tema non facile. Come lo affrontate nel testo che portate a Sanremo.
«“Brividi” è il racconto di due ragazzi, appartenenti a due diverse generazioni, che amano con lo stesso trasporto e gli stessi timori – la paura di sbagliare e di sentirsi inadeguati, incapaci di riuscire a trasmettere ciò che si prova – e con la voglia di amare in totale libertà, dando tutto di sé».
Che cosa è per Mahmood la musica? Una professione come un’altra, bella anche perché dà fama e denaro? O altro?
«La musica è la mia vita, non riesco a vederla in altro modo. Grazie a essa posso esprimere cose che non riesco a dire diversamente, e poter vivere grazie all’arte è un gran privilegio che non do mai per scontato, soprattutto considerando che il successo è imprevedibile nel tempo».
Sua madre, Anna, è sarda. Che cos’è per Mahmood la Sardegna?
«Oltre a essere la terra originaria di mia madre, la Sardegna per me è famiglia, luogo in cui mi rifugio per circondarmi dei miei affetti più cari e per trovare momenti di pace nella frenesia che spesso caratterizza il mio lavoro. Ci torno sempre quando posso e ho voluto portare un pezzo di Sardegna anche nel mio disco “Ghettolimpo”, grazie alla partecipazione del coro sardo Intrempas, di cui fa parte anche mia cugina Antonellina».
Suo padre, Amed, è egiziano. Che cos’è per Mahmood il mondo di valori e di significati di Amed?
«Ho tantissimi ricordi legati a quando passavo le estati in Egitto da bambino, dalle canzoni che mi faceva ascoltare mio padre alle melodie potenti e inconfondibili che scandivano le cinque preghiere della giornata. Sento quell’influenza e quella cultura come parti di me e sono spunti che tornano nei miei brani».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Mahmood quindi tra i favoriti. Lui che ne pensa? Ci ha risposto in questa intervista.
Lei torna a Sanremo in gara per la seconda volta. La prima ha vinto. Ora che cosa si aspetta?
«Voglio vivermi questa esperienza il più positivamentepossibile, come se fosse la prima volta, come se fosse tutto una scoperta. Torno sul palco di Sanremo per divertirmi insieme con Blanco e per provare un po’ di adrenalina dopo tanti mesi di stop».
Con il suo nuovo singolo, “Brividi”, insieme con Blanco lei canta un amore senza generi. Tema non facile. Come lo affrontate nel testo che portate a Sanremo.
«“Brividi” è il racconto di due ragazzi, appartenenti a due diverse generazioni, che amano con lo stesso trasporto e gli stessi timori – la paura di sbagliare e di sentirsi inadeguati, incapaci di riuscire a trasmettere ciò che si prova – e con la voglia di amare in totale libertà, dando tutto di sé».
Che cosa è per Mahmood la musica? Una professione come un’altra, bella anche perché dà fama e denaro? O altro?
«La musica è la mia vita, non riesco a vederla in altro modo. Grazie a essa posso esprimere cose che non riesco a dire diversamente, e poter vivere grazie all’arte è un gran privilegio che non do mai per scontato, soprattutto considerando che il successo è imprevedibile nel tempo».
Sua madre, Anna, è sarda. Che cos’è per Mahmood la Sardegna?
«Oltre a essere la terra originaria di mia madre, la Sardegna per me è famiglia, luogo in cui mi rifugio per circondarmi dei miei affetti più cari e per trovare momenti di pace nella frenesia che spesso caratterizza il mio lavoro. Ci torno sempre quando posso e ho voluto portare un pezzo di Sardegna anche nel mio disco “Ghettolimpo”, grazie alla partecipazione del coro sardo Intrempas, di cui fa parte anche mia cugina Antonellina».
Suo padre, Amed, è egiziano. Che cos’è per Mahmood il mondo di valori e di significati di Amed?
«Ho tantissimi ricordi legati a quando passavo le estati in Egitto da bambino, dalle canzoni che mi faceva ascoltare mio padre alle melodie potenti e inconfondibili che scandivano le cinque preghiere della giornata. Sento quell’influenza e quella cultura come parti di me e sono spunti che tornano nei miei brani».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
