Da Cagliari a Londra influencer della disabilità
Maria Grazia Zedda è nata a Cagliari. Emigrata giovanissima a Londra, la sua grave sordità è statala spinta verso una carriera di successo come imprenditrice nel mondo delle Pari opportunità. Ha...
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Maria Grazia Zedda è nata a Cagliari. Emigrata giovanissima a Londra, la sua grave sordità è stata
la spinta verso una carriera di successo come imprenditrice nel mondo delle Pari opportunità. Ha lavorato in
programmi di inclusione a San Francisco, Philadelphia e Bologna, ma è nel Regno Unito che ha lasciato un
segno, rientrando nella “Top 100 Influencers Disability”, e vincendo diversi premi come manager per la
disabilità. Oggi lavora come Senior Manager per le pari opportunità e consulente per l’inclusione e
l’accessibilità. Il fruscio degli eucalipti è il suo primo libro, dove racconta parte della sua coraggiosa
avventura di emigrata e disabile. un racconto delicato che sussurra al
cuore, la storia di una donna coraggiosa che arriva, nonostante tutto, a credere in se stessa. È una
lettera d’amore alla bellezza dell’imperfezione, agli affetti contraddittori, alle incertezze del futuro.
Un invito a vivere la disabilità come un’opportunità, un’esperienza distante dall’ideale di perfezione
fisica e psicologica imperante ai giorni nostri.
la spinta verso una carriera di successo come imprenditrice nel mondo delle Pari opportunità. Ha lavorato in
programmi di inclusione a San Francisco, Philadelphia e Bologna, ma è nel Regno Unito che ha lasciato un
segno, rientrando nella “Top 100 Influencers Disability”, e vincendo diversi premi come manager per la
disabilità. Oggi lavora come Senior Manager per le pari opportunità e consulente per l’inclusione e
l’accessibilità. Il fruscio degli eucalipti è il suo primo libro, dove racconta parte della sua coraggiosa
avventura di emigrata e disabile. un racconto delicato che sussurra al
cuore, la storia di una donna coraggiosa che arriva, nonostante tutto, a credere in se stessa. È una
lettera d’amore alla bellezza dell’imperfezione, agli affetti contraddittori, alle incertezze del futuro.
Un invito a vivere la disabilità come un’opportunità, un’esperienza distante dall’ideale di perfezione
fisica e psicologica imperante ai giorni nostri.
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