La Nuova Sardegna

Zalone mattatore tra Lgbtq e pandemia

di Gabriella Grimaldi
Zalone mattatore tra Lgbtq e pandemia

L’attore ha raccontato una favola irriverente ed è stato protagonista di una gag nei panni di un improbabile virologo

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Non poteva che essere esplosiva la partecipazione alla seconda serata del Festival di Sanremo di Checco Zalone. Amadeus ha calato il poker e i risultati si sono visti già da quando l’attore e regista pugliese si è fatto trovare seduto tra i loggionisti dell’Ariston rivendicando le sue “umili origini”. «Vengo da un piccolo paese, da Capurzo – ha detto rivolgendosi ad Amadeus dopo essere salito sul palco –. Mi merito tutto questo? Poi vedo te e dico sì, me lo merito. Grazie, perché ci fai sentire tutti geni. Pensavo che Amadeus fosse incapace, invece c’ha ritmo però tra le conduttrici manca una scema, l’italiano medio ci è rimasto male ci è rimasto». Dopodichè ha messo su una gag esilarante coinvolgendo Ama nella lettura di una fiaba molto particolare: una Cenerentola calabrese («la Calabria, un territorio italiano meraviglioso, ecco così i terroni non si offendono e si stanno zitti...»), alias Oreste, personaggio di origini brasiliane e di chiaro stampo Lgbtq+ alle prese con il suo principe ma soprattutto in lotta con il re omofobo «però a te ti conosco, sei un cliente, e ti piace la ’nduja...». E ha concluso con l’esnnesimo doppio senso: «Se ci sono denunce, querele interrogazioni parlamentari, il foro di competenza è di Amadeus». Risate e applausi per la storia surreale e irriverente che si è conclusa con una versione “fluida” della canzone “Almeno tu” di Mia Martini. Indimenticabili gli altri interventi di Zalone durante la serata: l’esecuzione della trap “Poco ricco” e la gag con lui nei panni del virologo Carrisi e la strepitosa canzone dal titolo “Pandemia vai via”. La presenza dell’acclamato attore, record di incassi con i suoi film nelle sale italiane, si è conclusa con l’esecuzione di uno dei suoi grandi classici su gentile richiesta di Amadeus: la fantastica “Angela”.

La seconda serata del festival era cominciata con una standing ovation dell’intera platea dell’Ariston non per uno dei cantanti in gara o per un superospite ma per Monica Vitti, scomparsa ieri a 90 anni: «Una grande donna, una delle più grandi attrici della storia del cinema – ha detto Amadeus –. La sua scomparsa è un lutto per l’intero Paese. Con le sue interpretazioni sempre diverse ci ha fatto piangere, pensare, ridere anche tantissimo quando al cinema per le donne i ruoli comici erano una rarità. E noi ameremo per sempre questa indimenticabile artista». Poi è cominciata la gara con il giovanissimo Sangiovanni, 18 anni e 17 dischi di platino che ha cantato “Farfalle”. La sua esibizione ha preceduto l’ingresso della seconda madrina del Festiva: un’emozionatissima Lorena Cesarini, attrice esordiente di origini senegalesi che si è fatta notare grazie alla serie tv “Suburra”. È stata lei stessa a denunciare davanti al pubblico dell’Ariston di aver subito pesantissimi insulti attraverso i social - per il colore della sua pelle - dopo la notizia che avrebbe affiancato Amadeus sul palco. Un monologo sul razzismo e sulla discriminazione che ha emozionato la platea in teatro e a casa.

La serata ha anche regalato al pubblico in teatro e a casa un momento internazionale con la superospite Laura Pausini che ha cantato il suo nuovo pezzo “Scatola” e ha presentato il resto dello staff che insieme a lei condurrà l’Eurovision Song Contest (quest’anno in programma a Torino): Mika e Alessandro Cattelan. Per il resto tanta musica in gara, dalle Vibrazioni ad Emma (direttrice d’orchestra Francesca Michielin), da Matteo Romano a Rettore a Elisa. Oggi le canzoni in gara subiranno l’atteso giudizio del pubblico che potrà votare da casa.

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