La Nuova Sardegna

Ha vinto la Generazione Z

Claudia Fascia
Ha vinto la Generazione Z

Con il primo posto a Mahmood e Blanco confermata la svolta già avviata dai Maneskin

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SANREMO. Super favoriti della vigilia, Mahmmod e Blanco hanno vinto il 72° Festival di Sanremo con “Brividi”, che è già al top delle classifiche dello streaming e che di diritto rappresenterà l'Italia al prossimo Eurovision Song Contest a Torino. È la vittoria della generazione Z e delle scelte artistiche di Amadeus che ha saputo intercettarne gusti e tendenze. Ma il podio è anche il suggello di un festival che va oltre le barriere tra le generazioni: al secondo posto si classifica Elisa, con “O forse sei tu”; al terzo l'eterno ragazzo Gianni Morandi con “Apri tutte le porte”, scritto per lui da Lorenzo Jovanotti con cui ha regalato al pubblico una performance memorabile nella serata delle cover.

«Mi sento nell'iperspazio. All'inizio lo abbiamo preso come un gioco: realizzeremo quello che ci è successo in questi giorni quando torneremo a casa», ha commentato Mahmood, alla terza vittoria al festival su tre, con quelle nel dicembre 2018 tra i Giovani e a seguire subito dopo nel 2019 tra i big con “Soldi”. «Ma non ci penso più a quelle vittorie. Quando raggiungo un obiettivo, guardo già avanti. È una gioia che dura poco. Non c'è un meglio tra oggi e tre anni fa: sono festival diversi vissuti in maniera diversa. La prima volta ero da solo e rischiavo in prima persona, stavolta sono dovuto entrare nel mondo di un altro artista. E ho imparato tanto. E non trovo affatto degradante tornare in gara dopo aver vinto, la musica è musica sempre».

Un incontro e una collaborazione che sembra creata a tavolino per quanto perfetta, ma che – hanno raccontato i due giovani – è nata un po’ per caso, quando Blanco è andato nello studio di registrazione dove Mahmood stava lavorando, per conoscerlo. «E da lì, con il pianoforte davanti è nata “Brividi”», racconta Blanco, 19 anni tra pochi giorni – 10 in meno del collega – e una collezione in bacheca di 28 dischi di platino, 7 d'oro, un miliardo di streaming totali, secondo artista del 2021 più ascoltato su Spotify, grazie anche al successo del suo album d'esordio “Blu Celeste” certificato Triplo platino. Era luglio, durante l'estate ci hanno lavorato su, e a ottobre il brano era pronto. «E sono stati i nostri genitori a farci pensare a Sanremo, per noi non era un'opzione in quel momento». Da una parte il padre di Blanco, dall'altra la madre di Mahmood, con la stessa considerazione: «Questo pezzo arriva subito». «Potere dei genitori, non sbagliano mai», scherza il più giovane tra i due, che subito dopo l'annuncio della vittoria, dedicata alla fidanzata Giulia, è sceso in platea per correre ad abbracciare proprio mamma e papà. «Da piccolo li ho fatti dannare, ma oggi vederli piangere per la felicità è una soddisfazione».

Resta il fatto che seppur nata per caso, la collaborazione sembra essere a termine. «Non abbiamo in mente un tour o un disco insieme. “Brividi” rimane un unicum per ora», spiegano i due che hanno già date live fissate per i tour individuali, che si augurano di fare a capienza piena come è stato all'Ariston. «Lo speriamo per noi, ma anche per la musica in generale. A livello sociale vorrebbe dire tanto», dicono.

Dal festival di Sanremo, “Brividi “ – che porta le firme di entrambi ed è composto con Michelangelo, che ne è anche produttore – sta già prendendo il largo: un successo da milioni di stream, nella global chart di Spotify e in vetta a tutte le classifiche italiane. Ora li aspetta di diritto, a Torino il prossimo maggio, l'Eurovision Song Contest, che i Maneskin, con la loro vittoria dell'anno scorso, hanno riportato in Italia.

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