Ciak, a Gavoi si gira un docufilm sul mito di Gigi Riva
di Luca Urgu
Riprese e interviste con vista mozzafiato sul lago di Gusana Il regista Milani: «Tracciarne la figura è una responsabilità»
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Del docufilm sul mito vivente Gigi Riva (“Nel nostro cielo un rombo di tuono” il titolo provvisorio) al momento non si sa molto. Produzione e regista scelgono la linea del basso profilo e della prudenza, ma i toni del regista Riccardo Milani sono molto cortesi. «Il lavoro sta andando avanti. Posso solo ribadire quello che ho detto in precedenza. Sono molto felice, orgoglioso di fare questo lavoro e sento anche un grande senso di responsabilità per il valore dell’uomo e dello sportivo – ha detto Milani, marito dell’attrice Paola Cortellesi –. Non sappiamo ancora la durata, l’attività è in progress. Sicuramente il docufilm avrà un debutto cinematografico».
Annunciato nei mesi scorsi da sintetiche note di agenzia è diventato un progetto sempre più concreto. Quest’estate la troupe ha praticamente attraversato mezza Sardegna, fatto tantissime interviste e raccolto testimonianze di chi ha vissuto l’epopea dello scudetto e del miracolo sportivo dei Rossoblù in un’isola con tanti problemi ma che si affacciava alla modernità con nuove energie che arrivano anche dal rettangolo di gioco. In questi giorni la complessa macchina organizzativa della produzione si è di nuovo rimessa in moto probabilmente per il rush finale prima di andare al montaggio ritornando in Sardegna per le riprese in diverse località.
La presenza di cameramen, registi, tecnici non è di certo passata inosservata. Tra giovedì e venerdì si giravano alcune scene in Barbagia, in località Sa Matta, zona molto suggestiva del territorio di Gavoi, venerdì invece la troupe era a Sedilo per altri ciak all’interno di un bar dall’aspetto e dagli arredi vintage. In Sardegna ovviamente anche il regista Riccardo Milani e alcuni attori locali non professionisti. Top secret sul nome dell’attore che interpreterà Rombo di Tuono. Le scene girate nella località di Gavoi, a Sedilo e Cagliari e ora riprese nel nord d’Italia saranno poi integrate e montate nel docufilm sulla vita dell’attaccante del Cagliari Calcio e della nazionale. Per dirla in poche parole, le stesse utilizzate del regista Ricardo Milani, prima dell’avvio delle riprese rilasciate alla stampa nazionale il film narrerà «la storia di Gigi Riva, un campione e un uomo vero. La vita di Riva è stata caratterizzata dal rigore morale ed etico di un uomo che ha affermato con forza che non tutto si può comprare» e aveva poi aggiunto: «Raccontare Riva vuol dire anche raccontare un pezzo importante della storia del nostro Paese».
E in effetti le riprese di Gavoi sono perfettamente coerenti a questo disegno. Una particolarmente significativa punta l’obiettivo su un pastore con il suo gregge (siamo negli anni Settanta). L’uomo grazie all’inseparabile radiolina ascolta la partita del Cagliari, vive con trasporto i vari momenti della gara ed esulta al goal di Gigi Riva. Il paesaggio è quello di Sa Mata con vista dall’altipiano verso il Marghine, lago Omodeo, Austis, Ovodda, Gennergentu, Bruncu Spina, Monte Spada e il Supramonte. In un’altra scena con vista lago di Gusana, Antonio Marchi di Gavoi, risponde ad una serie di domande del regista secondo copione improvvisato. Un discorso a tappe dei momenti di unità della nazione sarda partendo dal Giudicato d’Arborea e la perdita della sovranità con le storie dolorose della prima guerra mondiale con la Brigata Sassari e il comandante Lussu, l’unità di popolo con la vittoria dello scudetto nel 1970 e la guerra del latte. Episodi degli studenti sardi del Nuorese a Cagliari l’anno dello scudetto, i presunti incontri di Riva con Mesina e i banditi che travestiti andavano a vedere le partite del Cagliari.
Gigi Riva, oggi 77enne, insignito del titolo di Presidente onorario a vita del Cagliari Calcio dal dirigente Tommaso Giulini, è il degno protagonista di questa struggente favola ricostruita dall’occhio di Milani per tutta Italia passando anche per la natia Leggiuno.
Annunciato nei mesi scorsi da sintetiche note di agenzia è diventato un progetto sempre più concreto. Quest’estate la troupe ha praticamente attraversato mezza Sardegna, fatto tantissime interviste e raccolto testimonianze di chi ha vissuto l’epopea dello scudetto e del miracolo sportivo dei Rossoblù in un’isola con tanti problemi ma che si affacciava alla modernità con nuove energie che arrivano anche dal rettangolo di gioco. In questi giorni la complessa macchina organizzativa della produzione si è di nuovo rimessa in moto probabilmente per il rush finale prima di andare al montaggio ritornando in Sardegna per le riprese in diverse località.
La presenza di cameramen, registi, tecnici non è di certo passata inosservata. Tra giovedì e venerdì si giravano alcune scene in Barbagia, in località Sa Matta, zona molto suggestiva del territorio di Gavoi, venerdì invece la troupe era a Sedilo per altri ciak all’interno di un bar dall’aspetto e dagli arredi vintage. In Sardegna ovviamente anche il regista Riccardo Milani e alcuni attori locali non professionisti. Top secret sul nome dell’attore che interpreterà Rombo di Tuono. Le scene girate nella località di Gavoi, a Sedilo e Cagliari e ora riprese nel nord d’Italia saranno poi integrate e montate nel docufilm sulla vita dell’attaccante del Cagliari Calcio e della nazionale. Per dirla in poche parole, le stesse utilizzate del regista Ricardo Milani, prima dell’avvio delle riprese rilasciate alla stampa nazionale il film narrerà «la storia di Gigi Riva, un campione e un uomo vero. La vita di Riva è stata caratterizzata dal rigore morale ed etico di un uomo che ha affermato con forza che non tutto si può comprare» e aveva poi aggiunto: «Raccontare Riva vuol dire anche raccontare un pezzo importante della storia del nostro Paese».
E in effetti le riprese di Gavoi sono perfettamente coerenti a questo disegno. Una particolarmente significativa punta l’obiettivo su un pastore con il suo gregge (siamo negli anni Settanta). L’uomo grazie all’inseparabile radiolina ascolta la partita del Cagliari, vive con trasporto i vari momenti della gara ed esulta al goal di Gigi Riva. Il paesaggio è quello di Sa Mata con vista dall’altipiano verso il Marghine, lago Omodeo, Austis, Ovodda, Gennergentu, Bruncu Spina, Monte Spada e il Supramonte. In un’altra scena con vista lago di Gusana, Antonio Marchi di Gavoi, risponde ad una serie di domande del regista secondo copione improvvisato. Un discorso a tappe dei momenti di unità della nazione sarda partendo dal Giudicato d’Arborea e la perdita della sovranità con le storie dolorose della prima guerra mondiale con la Brigata Sassari e il comandante Lussu, l’unità di popolo con la vittoria dello scudetto nel 1970 e la guerra del latte. Episodi degli studenti sardi del Nuorese a Cagliari l’anno dello scudetto, i presunti incontri di Riva con Mesina e i banditi che travestiti andavano a vedere le partite del Cagliari.
Gigi Riva, oggi 77enne, insignito del titolo di Presidente onorario a vita del Cagliari Calcio dal dirigente Tommaso Giulini, è il degno protagonista di questa struggente favola ricostruita dall’occhio di Milani per tutta Italia passando anche per la natia Leggiuno.
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