Ancora un’avventura per Ballard e Bosch, i detective di Connelly
di Pierluigi Pulixi
In libreria “Le ore più buie” ambientato come sempre in una Los Angeles affascinante e piena di contraddizioni
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Nei romanzi noir gli autori si trovano davanti a una scelta difficile: cristallizzare i personaggi nel tempo, impedendo loro di invecchiare, senza che vengano scalfiti o cambiati dagli eventi. Oppure, al contrario, li si racconta nel loro andare avanti negli anni, nell’accumulare cicatrici fisiche e psicologiche, mostrando come si trasforma il mondo intorno a loro e come i protagonisti vivono questi cambiamenti. Michael Connelly ha adottato sin dall’inizio della sua carriera – con “La memoria del topo”, nel 1992 – la strada della verosimiglianza a tutti costi. Il suo iconico protagonista Harry Bosch, appassionato di jazz, veterano del Vietnam e disincantato e ostinato detective del Lapd, è cambiato nel corso degli anni. Ha avuto una figlia, perso diversi partner, scoperto di avere un fratellastro - l’avvocato penalista Mickey Haller, protagonista di una serie parallela - ha ucciso, è stato ferito e messo in congedo forzato, gli hanno fatto odiare il proprio Dipartimento - ma mai il suo lavoro - e per un breve periodo si è riciclato come investigatore privato. Negli ultimi libri era riuscito a trovare un lavoro come detective volontario nel piccolo dipartimento della polizia di San Ferdinando, una municipalità di Los Angeles, dove si occupava di cold case. Ma alla fine Connelly è stato costretto a mandarlo definitivamente in pensione.
Milioni di fan si sono disperati. Bosch è più di un personaggio di un libro. È un amico che fa piacere rincontrare di anno in anno. La disperazione, però, è durata poco. Connelly ha fatto tirare a tutti un sospiro di sollievo nel 2017 quando ha pubblicato “L’ultimo giro della notte”, con una nuova eroina: Renée Ballard, ex reporter di nera, entrata in polizia stufa di scrivere di crimini, e desiderosa di risolverne qualcuno. Ballard ha fatto carriera in fretta, divenendo detective alla Omicidi della Sezione Hollywood, quella che una volta era il tempio di Bosch. Ballard - ispirata alla reale detective Mitzi Roberts - è molto simile a Harry. Ha il suo stesso “fuoco sacro”, quel bisogno di andare in fondo a un’indagine a qualsiasi costo. Ma, così come Bosch, ha la particolarità di attirare i guai. Dopo aver denunciato un suo superiore per molestie, ha dovuto subire la condanna del Dipartimento, che si è concretizzata con l’assegnazione all’ultimo spettacolo, come viene definito il turno notturno. Può occuparsi di qualsiasi caso avvenga tra le 7 di sera e le 7 del mattino quando poi è costretta a passare l’indagine ai colleghi diurni dell’Investigativa.
Il lampo di genio di Connelly è stato far incontrare questi due personaggi, portandoli a lavorare insieme. Ballard come detective ufficiale, e Bosch come spalla e mentore che l’aiuta e veglia su di lei.
Dopo “La notte più lunga” e “La fiamma nel buio”, la coppia è tornata in libreria con “Le ore più buie”, (Piemme, 19,90 euro). Siamo alla vigilia di Capodanno del 2021, ancora in piena pandemia di Covid-19, in una Los Angeles scossa dalle proteste del movimento Black Lives Matter sorto dopo la morte di George Floyd. Non è facile fare il poliziotto in questo periodo. Si ha la popolazione contro, il Lapd è stato svenato da un taglio di fondi e Ballard è stanca dei giochi di potere dei suoi superiori. In poche ore si trova a dover indagare su due casi: un incidente che ai suoi occhi pare più una fredda esecuzione, e un ciclo di stupri a opera di due violentatori chiamati gli “Uomini della mezzanotte”. Renée scoprirà che l’omicidio è collegato a un vecchio caso di Bosch e a quel punto sarà naturale trascinare Harry dentro la sua indagine. Ciò che scopriranno in un magistrale crescendo di tensione lascerà l’amaro in bocca, mitigato solo dalla felice consapevolezza che Harry Bosch ha trovato la sua erede diretta.
Milioni di fan si sono disperati. Bosch è più di un personaggio di un libro. È un amico che fa piacere rincontrare di anno in anno. La disperazione, però, è durata poco. Connelly ha fatto tirare a tutti un sospiro di sollievo nel 2017 quando ha pubblicato “L’ultimo giro della notte”, con una nuova eroina: Renée Ballard, ex reporter di nera, entrata in polizia stufa di scrivere di crimini, e desiderosa di risolverne qualcuno. Ballard ha fatto carriera in fretta, divenendo detective alla Omicidi della Sezione Hollywood, quella che una volta era il tempio di Bosch. Ballard - ispirata alla reale detective Mitzi Roberts - è molto simile a Harry. Ha il suo stesso “fuoco sacro”, quel bisogno di andare in fondo a un’indagine a qualsiasi costo. Ma, così come Bosch, ha la particolarità di attirare i guai. Dopo aver denunciato un suo superiore per molestie, ha dovuto subire la condanna del Dipartimento, che si è concretizzata con l’assegnazione all’ultimo spettacolo, come viene definito il turno notturno. Può occuparsi di qualsiasi caso avvenga tra le 7 di sera e le 7 del mattino quando poi è costretta a passare l’indagine ai colleghi diurni dell’Investigativa.
Il lampo di genio di Connelly è stato far incontrare questi due personaggi, portandoli a lavorare insieme. Ballard come detective ufficiale, e Bosch come spalla e mentore che l’aiuta e veglia su di lei.
Dopo “La notte più lunga” e “La fiamma nel buio”, la coppia è tornata in libreria con “Le ore più buie”, (Piemme, 19,90 euro). Siamo alla vigilia di Capodanno del 2021, ancora in piena pandemia di Covid-19, in una Los Angeles scossa dalle proteste del movimento Black Lives Matter sorto dopo la morte di George Floyd. Non è facile fare il poliziotto in questo periodo. Si ha la popolazione contro, il Lapd è stato svenato da un taglio di fondi e Ballard è stanca dei giochi di potere dei suoi superiori. In poche ore si trova a dover indagare su due casi: un incidente che ai suoi occhi pare più una fredda esecuzione, e un ciclo di stupri a opera di due violentatori chiamati gli “Uomini della mezzanotte”. Renée scoprirà che l’omicidio è collegato a un vecchio caso di Bosch e a quel punto sarà naturale trascinare Harry dentro la sua indagine. Ciò che scopriranno in un magistrale crescendo di tensione lascerà l’amaro in bocca, mitigato solo dalla felice consapevolezza che Harry Bosch ha trovato la sua erede diretta.
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