Finestra Marongio, Antonio Cugia: «Ecco come Sassari ritrovò un pezzo di storia»
Del bassorilievo medievale venduto nell’800 si erano perse le tracce: era a Firenze
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«Una finestra che si apre, e subito si chiude» dice con un sorriso amaro Antonio Arcadu, che con Antonio Cugia e Vincenzo Falchi, ci racconta la scoperta, nell’ormai lontano 1983, della finestra Marongio. Un pezzo della Sassari medievale venduta alla fine dell’800 e finita nel museo Bardini di Firenze nel 1906.
L’ironia è condivisa da questi tre moschettieri, per decenni strenui difensori della memoria sassarese, dalla trincea di Italia Nostra e del Rotary. Una costatazione amara è la reazione a un’altra disponibilità arrivata da Firenze in questi giorni da parte del presidente della Regione Eugenio Giani e dal sindaco Nardella di studiare un piano per riportare a Sassari il bassorilievo che racconta la sconfitta di Leonardo Alagon, della casata degli Arborea, da parte dell’esercito aragonese guidato dal nobile sassarese Marongio.
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«Cominciai a studiare la vicenda incuriosito dal disegno di Enrico Costa – racconta Antonio Cugia, per anni alla guida della sezione cittadina di Italia Nostra –. Nell’archivio storico del Comune mi imbattei nella relazione del geometra Pittalis datata 1936 che ricostruiva la vicenda dell’opera, la sua collocazione precisa in piazza Azuni e il prezzo (1.500 lire) per cui era stata venduta dal proprietario Achille Oggiano nel 1889 al commerciante Amilcare Dallai che poi la cedette al pittore cagliaritano Enrico Castagnino per 2.200 lire, per poi finire per 3mila lire nella collezione dell’antiquario Costantini e, infine, in quella del Bardini che la fece murare nella sua casa di via Regina Elena a Firenze». Queste la carte recuperate con passione dal professor Cugia, non restava che partire per Firenze. «E lo facemmo – continua Cugia –. Ma la via indicata non esisteva più, la guerra aveva cambiato la toponomastica e del bassorilievo sassarese si erano perse le tracce». Pronti a mollare, a mettervi il cuore in pace, quindi? «No, assolutamente ci appellammo a Italia Nostra fiorentina e il presidente Amati ci invio la risposta: “la finestra che cercate è al museo Bardini, qui a Firenze”. Era il giugno del 1983».
Ecco come la finestra si era aperta per la prima volta. La Nuova dell’83 titola: “Il Comune chiederà la finestra storica”. «Ripartimmo per Firenze diverse volte, – racconta Antonio Cugia –. Al Bardini erano davvero contenti di poter ricostruire la storia del manufatto attraverso le nostre ricerche e poter avere finalmente una scheda illustrativa. Il nostro impegno continuò, realizzammo un volantino che invitava i sassaresi e i sardi a visitare il museo Bardini. Un biglietto natalizio con l’immagine. La corrispondenza con il Comune di Firenze continuò. Nel 2005 l’assessore Siliani ci confermò che il museo, chiuso per restauri, avrebbe riaperto e che “i sassaresi sarebbero stati sempre ospiti graditi”. Cominciammo a pensare a un piano per avere, se non l’originale, almeno una copia della finestra. Dal Bardini furono molto collaborativi e nel 2012 ci recammo a Firenze con lo scultore Francesco Farina e lo storico dell’arte Alessandro Ponzeletti per studiare la possibilità di realizzare una copia. L’allora giovane sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ci accolse con molta disponibilità, ma per quanto anche dal Bardini si impegnarono interpellando il Cnr per la copia, il budget rimaneva troppo alto per la nostra organizzazione. Si parlava di circa 30mila euro» conclude con la classica amarezza velata di ironia tutta sassarese Antonio Cugia. La finestra si richiude, quindi, nel 2012. Fino all’impegno dei circoli sardi toscani e dell’architetto Virdis che a Firenze mette a punto un piano per utilizzare le nuove tecnologie di stampa 3D per ricostruire la copia di una dei rari manufatti antichi che racconta un episodio importante della storia antica dei sardi.
Il presidente della regione Toscana Giani si mostra disponibile a parlare con sindaco Nardella di Firenze. La finestra sembra, timidamente, riaprirsi mentre si aspetta una reazione dal Comune di Sassari.
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