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MUSICA 

«Canzoni per far esplodere la pace»

«Canzoni per far esplodere la pace»

Abbiamo cominciato a lavorare a questo tour due anni fa, poi il Covid ha bloccato tutto. Volevamo fare un concerto pieno di energia, uno spettacolo che fosse anche una festa. Ora la guerra allunga la...

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Abbiamo cominciato a lavorare a questo tour due anni fa, poi il Covid ha bloccato tutto. Volevamo fare un concerto pieno di energia, uno spettacolo che fosse anche una festa. Ora la guerra allunga la sua ombra su tutti noi e il concerto assume inevitabilmente un significato diverso, dipenderà da noi ma anche dal pubblico: una canzone che parla di pace o di speranza in un momento come questo ha un valore simbolico per chi sta pensando che non lontano da qui c’è gente che muore tutti i giorni sotto i bombardamenti».

Jorge Coulon Larranaga è uno dei fondatori degli Inti-Illimani, da più di cinquant’anni un nome simbolo della musica al servizio della Pace: nel 1973, quei ragazzi che si erano incontrati all’università di Santiago del Cile, furono accolti in Italia come esuli politici quando ci fu il colpo di stato di Augusto Pinochet. Da allora Jorge non ha mai separato il suo lavoro di artista dalla lotta contro la guerra e per la difesa dei diritti umani. Il 20 marzo la storica band sarà a Sassari all’interno della rassegna Folkuore come prosecuzione naturale del tour che sta girando in varie città italiane. In linea con la storia del gruppo anche il «Vale la Pena Tour», che vede gli Inti-Illimani sul palco con il cantautore fiorentino Giulio Wilson, organizzato per sostenere Amnesty International: si comincia oggi al teatro Nuovo di Salsomaggiore Terme, domani alla Tuscany Hall di Firenze, martedì al teatro Duse di Bologna, giovedì all’Auditorium Parco della Musica di Roma, venerdì al teatro Comunale di Carpi e domenica, appunto, al teatro Comunale di Sassari.

«Noi siamo legati ad Amnesty da quando è stata fondata, è il nostro ambiente naturale. La verità è che ci ricordiamo della guerra solo quando è vicino a noi, ma nel nostro mondo malato c’è sempre una guerra da qualche parte: la guerra in Siria per esempio non è diversa da quella in Ucraina – continua Jorge Coulon –. Il problema è che la pace non è l’assenza di guerra, è qualcosa di molto diverso e più delicato che attiene ai diritti dell’uomo e alla difesa dei più deboli e degli equilibri democratici. Proprio per questo una canzone, che di per sé può sembrare una cosa fragile, può acquistare un potere così forte e può aiutare a curare questo nostro mondo malato». Il sodalizio con Giulio Wilson, raffinato cantautore polistrumentista fiorentino, è nato grazie a una mail. «Era il 2019, un periodo molto difficile per il Sud America: in Brasile era stato eletto Bolsonaro, Ecuador e Bolivia erano finiti nelle mani di governi reazionari, una storia che purtroppo conosciamo bene in quella parte del mondo – ricorda Coulon –. Mi arriva una mail da un cantautore fiorentino in cui mi diceva che aveva scritto una canzone dedicata a un elenco delle cose per cui vale la pena vivere e che voleva registrarla con noi. L’autore della mail e della canzone era ovviamente Giulio Wilson. In quel momento così buio, ecco che ancora una volta mi trovo davanti alla dimostrazione che le canzoni servono anche a questo, a riaccendere la speranza e la voglia di trovare comunque la forza per dire: sì, vale la pena».

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