La Nuova Sardegna

Il gruppo Sae e i circoli sardi insieme per la Nuova casa dei figli dell’isola

di Luciano Piras
Il gruppo Sae e i circoli sardi insieme per la Nuova casa dei figli dell’isola

Venerdì all’Università di Sassari la presentazione: «Ambasciatori delle eccellenze del territorio»

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Lingua, memoria collettiva, lessico familiare, storia, persone, generazioni. E soprattutto: isola. Una parola chiave. Isola di Sardegna, un paradiso che è quasi un continente (per dirla con l’indimenticato scrittore Marcello Serra) in mezzo al Mare nostrum. Nostrum: dei sardi di dentro e dei sardi di fuori, dei sardi nell’isola e dei sardi fuori dall’isola.

«Fuori dalla Sardegna vivono famiglie che, dopo generazioni, non hanno perso la memoria delle loro origini. Cioè sardi che a volte mai sono stati in Sardegna, che hanno come madre lingua l’inglese, il francese, il tedesco e lo spagnolo, e che continuano a sentire un legame con la terra dei loro nonni – sottolinea Bastianino Mossa, da dicembre scorso nuovo presidente della Fasi, la Federazione delle associazioni sarde in Italia –. Vivono poi, a migliaia – aggiunge –, giovani che sono nati in Sardegna e che sono partiti all’estero per cercare lavoro. Spesso trovando in tempi brevissimi riconoscimenti che nell’Isola mai avrebbero avuto. Crediamo che il tema dell’emigrazione debba essere liberato dalla retorica. La verità è semplice, quasi banale, e drammatica: c’è un gigantesco patrimonio di intelligenze che la Sardegna non è riuscita a trattenere».

Un patrimonio di intelligenze che fanno grande la famiglia dei sardi, ovunque essi si trovino, al di qua o al di là del mare, figli della stessa terra. Protagonisti, tutti, di un nuovo progetto che vede insieme prime, seconde e terze generazioni di emigrati sardi con La Nuova Sardegna, a ulteriore conferma che il nostro quotidiano è la casa, è la voce di tutti i sardi, di dentro e di fuori, ovunque e comunque, sempre. “Fasi e Gruppo Sae insieme. Dalle radici a un nuovo futuro” è la nuova sfida editoriale che verrà presentata venerdì mattina a Sassari, appuntamento alle ore 11 nell’aula magna dell’università. Interverranno lo stesso presidente della Fasi, Bastianino Mossa, il presidente e amministratore delegato del Gruppo Sae - Sapere aude editori, Alberto Leonardis, e il direttore della Nuova Sardegna Antonio Di Rosa.

“Identità e migrazione sarda” è il titolo dell’evento che terrà a battesimo questo filo diretto pronto a unire i sardi: i sardi dell’isola che vogliono stare con i sardi del Continente e i sardi del Continente che vogliono stare con i sardi dell’isola. Sotto lo stesso tetto, nella stessa casa, la stessa famiglia: La Nuova Sardegna.

«Dobbiamo essere orgogliosi di essere quello che la storia ci ha resi: figli di una terra che dobbiamo amare, ma soprattutto figli di una identità che non possiamo tradire» ribadisce Bastianino Mossa. Veterinario di Bultei, vive e lavora a Piacenza. Ora è il portavoce delle associazioni sarde in Italia.

«Siamo degli straordinari ambasciatori delle eccellenze agroalimentari sarde – sottolinea ancora –, consumatori e promotori del “Made in Sardegna”, in stretta collaborazione con i consorzi di tutela, cooperative, aziende private grandi e piccole e associazione di categoria. Accorciamo la filiera dal produttore al consumatore, malgrado il gap infrastrutturale dovuto all’assenza di una “giusta” continuità territoriale».

«L’opportunità che si è presentata grazie all’interesse collaborativo del Gruppo editoriale Sae è per la Fasi una straordinaria opportunità di sviluppare una parte importante delle nostre idee – spiega Mossa –. La diffusione dei circoli in 10 Regioni e 45 province italiane, con i suoi circa 30.000 iscritti necessita, in maniera strategica, di un sistema di informazione che riesca a tenere collegati fra di loro e con la “terra madre” gli stessi circoli. Per la Fasi è davvero importante comunicare le sue attività, le sue idee, le sue storie, i suoi contributi e dare volto a chi vive fuori dall’Isola. I nostri Circoli, grandi antenne territoriali di conoscenza, devono diventare le nuove “botteghe dei saperi”. Dobbiamo far convivere le radici, la nostalgia del passato con la vertigine del futuro. I nostri Circoli sono veri e propri laboratori di una maturazione nuova e in linea con i tempi che ci è dato vivere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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