rassegna echi lontani
Il clavicembalista Nicholas Parle interpreta i “viaggi” di Bach
CAGLIARI. Sarà interamente devoluto alla popolazione ucraina il ricavato del concerto che domenica 20 marzo a Cagliari inaugurerà l’edizione 2022 del festival Echi lontani. L’appuntamento è alle 20,30...
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CAGLIARI. Sarà interamente devoluto alla popolazione ucraina il ricavato del concerto che domenica 20 marzo a Cagliari inaugurerà l’edizione 2022 del festival Echi lontani.
L’appuntamento è alle 20,30 nel Palazzo Siotto di via dei Genovesi dove arriverà il raffinatissimo clavicembalista australiano Nicholas Parle per un concerto dal titolo “Bach the internationalist”, il viaggio della musica.
Composizioni di Johann Sebastian Bach, Antonio Vivaldi e Benedetto Marcello per una serata che vuole celebrare, con un giorno d’anticipo, la Festa europea della musica antica, ricorrenza che cade il 21 marzo, primo giorno di primavera e data del compleanno di Johann Sebastian Bach.
Scrive il direttore artistico del festival Dario Luisi, nelle note di presentazione del concerto: «Il genio di Lipsia non fu un grande viaggiatore, il suo impegno presso le varie corti di Weimar e Köthen e poi presso la città di Lispsia non gli permisero grandi viaggi (…) Fu quindi la musica, trasportata da altri viaggiatori (uno in particolare Johann Georg Pisendel), a raggiungerlo formando una ricca collezione di opere soprattutto veneziane, ma anche francesi e fiamminghe».
L’appuntamento è alle 20,30 nel Palazzo Siotto di via dei Genovesi dove arriverà il raffinatissimo clavicembalista australiano Nicholas Parle per un concerto dal titolo “Bach the internationalist”, il viaggio della musica.
Composizioni di Johann Sebastian Bach, Antonio Vivaldi e Benedetto Marcello per una serata che vuole celebrare, con un giorno d’anticipo, la Festa europea della musica antica, ricorrenza che cade il 21 marzo, primo giorno di primavera e data del compleanno di Johann Sebastian Bach.
Scrive il direttore artistico del festival Dario Luisi, nelle note di presentazione del concerto: «Il genio di Lipsia non fu un grande viaggiatore, il suo impegno presso le varie corti di Weimar e Köthen e poi presso la città di Lispsia non gli permisero grandi viaggi (…) Fu quindi la musica, trasportata da altri viaggiatori (uno in particolare Johann Georg Pisendel), a raggiungerlo formando una ricca collezione di opere soprattutto veneziane, ma anche francesi e fiamminghe».
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