Sessant’anni di storia negli scatti dedicati al mito Costa Smeralda
di Giandomenico Mele
La mostra fotografica inaugurata all’aeroporto di Olbia. Immagini dell’Aga Khan, del jet set in vacanza e dei paesaggi
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L’aeroporto di Olbia celebra i 60 anni della Costa Smeralda. Fotografie, poster originali, le prime tessere del Consorzio e l’atto costitutivo. C’è persino la riproduzione in formato da tavolo della famosa pietra che dà il benvenuto dentro i confini del mito. È stata inaugurata ieri mattina nella sala dell’Artport Gallery dell’aeroporto Costa Smeralda la mostra “Happy birthday Costa Smeralda” che celebra i 60 anni della località che ha dato il nome a un intero modello e che, non a caso, identifica anche lo scalo aeroportuale di Olbia. Un progetto voluto dal Consorzio Costa Smeralda insieme a Geasar, grazie al suo amministratore delegato, Silvio Pippobello e con il ruolo importante anche di Smeralda Holding.
A fare gli onori di casa Lucio Murru e Maria Assunta Fodde, direttore commerciale di Geasar e curatrice della mostra insieme a Maurizio Maresca, responsabile della comunicazione del Consorzio Costa Smeralda. Loro hanno presentato gli ospiti, che hanno tessuto il racconto che si è dipanato seguendo il filo conduttore di esperienze ed emozioni. Una sequenza di interventi che hanno un po’ ricalcato il modello dell’evento presentato, quella successione di immagini che raccontano l’intuizione del Principe Karim Aga Khan, l’inizio del mito fin dal nome Costa Smeralda, che per alcuni appartiene a quello della figlia di Giuseppe Mentasti (Esmeralda), meno la e iniziale, e che per altri si riconduce al colore delle acque di quel lembo sconosciuto di Sardegna.
Le foto e i cimeli sono raccolti nel primo piano dell’aeroporto, nella sala dell’Artport Gallery, ma anche all’ingresso dello scalo nell’area Kara Food, in un connubio ideale con il viaggiatore e visitatore. Foto che raccontano l’epoca d’oro fatta di sbarchi di teste coronate, attrici e attori hollywoodiani e il meglio del jet set internazionale: Grace Kelly e Ranieri di Monaco, Soraya, Kirk Douglas, Sordi e Tognazzi, Peter Sellers e Margareth d’Inghilterra.
«Nelle foto sono impressi i momenti salienti di questa nostra impresa turistica, un mito che è stato accolto col sorriso dal popolo sardo – ha sottolineato Renzo Persico, presidente del Consorzio Costa Smeralda –. Qualcosa di unico e irripetibile, dietro il quale c’è un grande lavoro, quello del Principe e dei sardi, di un territorio che ha creduto nel turismo e ha consegnato al futuro un ambiente incontaminato. Quel progetto è poi diventato attuale, trasformandosi in un simbolo di qualità. Per i consorziati, dico che l’essere residenti in Costa Smeralda significa amare la Sardegna e sentirsi sardi».
«Con questa mostra raccontiamo l’incredibile storia dei 60 anni della Costa Smeralda, una destinazione unica al mondo, perché progettata da un uomo che ha avuto questa intuizione e la capacità organizzativa di creare da zero anche un intero sistema che serviva per farla funzionare – ha spiegato Mario Ferraro, vicepresidente del Consorzio e Ceo di Smeralda Holding –. L’Aga Khan ha trasformato l’economia del territorio in economia turistica. A lui va il merito della crescita di questa parte della Sardegna, che negli ultimi 60 anni si è affermata per lo sviluppo avviato intorno alla Costa Smeralda, che ancora oggi rimane la destinazione turistica più esclusiva nel Mediterraneo e nel mondo».
A fare gli onori di casa Lucio Murru e Maria Assunta Fodde, direttore commerciale di Geasar e curatrice della mostra insieme a Maurizio Maresca, responsabile della comunicazione del Consorzio Costa Smeralda. Loro hanno presentato gli ospiti, che hanno tessuto il racconto che si è dipanato seguendo il filo conduttore di esperienze ed emozioni. Una sequenza di interventi che hanno un po’ ricalcato il modello dell’evento presentato, quella successione di immagini che raccontano l’intuizione del Principe Karim Aga Khan, l’inizio del mito fin dal nome Costa Smeralda, che per alcuni appartiene a quello della figlia di Giuseppe Mentasti (Esmeralda), meno la e iniziale, e che per altri si riconduce al colore delle acque di quel lembo sconosciuto di Sardegna.
Le foto e i cimeli sono raccolti nel primo piano dell’aeroporto, nella sala dell’Artport Gallery, ma anche all’ingresso dello scalo nell’area Kara Food, in un connubio ideale con il viaggiatore e visitatore. Foto che raccontano l’epoca d’oro fatta di sbarchi di teste coronate, attrici e attori hollywoodiani e il meglio del jet set internazionale: Grace Kelly e Ranieri di Monaco, Soraya, Kirk Douglas, Sordi e Tognazzi, Peter Sellers e Margareth d’Inghilterra.
«Nelle foto sono impressi i momenti salienti di questa nostra impresa turistica, un mito che è stato accolto col sorriso dal popolo sardo – ha sottolineato Renzo Persico, presidente del Consorzio Costa Smeralda –. Qualcosa di unico e irripetibile, dietro il quale c’è un grande lavoro, quello del Principe e dei sardi, di un territorio che ha creduto nel turismo e ha consegnato al futuro un ambiente incontaminato. Quel progetto è poi diventato attuale, trasformandosi in un simbolo di qualità. Per i consorziati, dico che l’essere residenti in Costa Smeralda significa amare la Sardegna e sentirsi sardi».
«Con questa mostra raccontiamo l’incredibile storia dei 60 anni della Costa Smeralda, una destinazione unica al mondo, perché progettata da un uomo che ha avuto questa intuizione e la capacità organizzativa di creare da zero anche un intero sistema che serviva per farla funzionare – ha spiegato Mario Ferraro, vicepresidente del Consorzio e Ceo di Smeralda Holding –. L’Aga Khan ha trasformato l’economia del territorio in economia turistica. A lui va il merito della crescita di questa parte della Sardegna, che negli ultimi 60 anni si è affermata per lo sviluppo avviato intorno alla Costa Smeralda, che ancora oggi rimane la destinazione turistica più esclusiva nel Mediterraneo e nel mondo».
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