A San Siro 50mila in delirio per Salmo
Dopo tre anni di attesa e due rinvii il rapper ha potuto finalmente esibirsi nel tempio del calcio che d’estate diventa il tempio della musica
Milano Ci sono voluti tre anni di attesa, due rinvii, una pandemia, una guerra, anche l’invasione delle cavallette, ma alla fine il Mostro finale è arrivato. Salmo si è preso San Siro. L’artista olbiese, primo sardo a fare un concerto tutto suo in quello che è indubbiamente il tempio della musica in Italia - ma anche primo rapper in solitaria, visto che in passato San Siro aveva visto solo Fedez e J-Ax in tandem - ha infiammato Milano. Il numero delle presenze lo si saprà solo oggi, ma si parla di circa 50mila persone. Un esercito di fan si presenta ai cancelli del Meazza prima della apertura. Già a metà pomeriggio migliaia di giovanissimi sono sotto il palco in attesa del loro idolo.
Tantissimi dalla Sardegna, sui voli da Olbia si parlava a ritmo di rap. Gente, e non tutti giovanissimi, che in questi dieci anni hanno seguito Salmo e la Machete crew passo dopo passo, dal garage di casa ai palazzetti, da zona Bandinu al forum di Assago, e non potevano non esserci a San Siro. Dove sul palco Salmo, all’anagrafe Maurizio Pisciottu, non è l’unico sardo. Lo è quasi la metà della sua band, l’olbiese Marco Azara, ormai il più longevo del gruppo, e Riccardo Puddu di Monserrato, l’ultimo arrivato. E poi Slait, alias Ignazio Pisano, olbiese anche lui, che fa la pre-apertura del concerto con Lazza. E da Olbia arriva anche il regista della Machete, Andrea Folino. Insomma, Sardegna super protagonista a San Siro, dove il caldo la fa da padrone, ma l’attesa per Salmo è più forte.
La band è allo stadio già nel pomeriggio. Fanno avanti e indietro tra i camerini e il parterre. Di fronte hanno quel palco dove poche ore dopo saranno chiamati a dare tutti loro stessi. Salmo si farà vedere solo più avanti. D’altronde, non lo ha nascosto in questi ultimi giorni: il Mostro finale - come lui chiama il concerto di San Siro da quando lo annunciò il 25 ottobre 2019 -è la sua sfida più grande. E ad attenderlo ci sono ovviamente il padre e la madre, Raimondo e Anna, chissà forse ancora increduli che il figlio si stia per esibire dove sono passati tutti. Tutti quelli che contano musicalmente. Ma Salmo, non da oggi, è a tutti gli effetti tra loro. Lo dimostrano le migliaia di persone che ormai sono lì accalcate sotto il palco, ballano al ritmo dei deejay di 105, poi di Slait e Lazza. Fino a quando le luci si abbassano e parte la musica. Applausi.
La musica di “90 minuti” fa capire che il Mostro finale è arrivato. “Prego, sedetevi comodi sta cominciando lo show...”. Il delirio. La tappa più attesa del Flop tour - dal titolo dell’album del 2021 - può iniziare. Al centro del palco la grande maschera che più tardi lascerà il posto alla Cadillac bianca in versione dj set in cui con Salmo si esibiranno gli ospiti, da Noyz a Nitro, da Ensi a Lazza, fino a Blanco. Il rapper olbiese, insomma, si trova davanti il Mostro finale ma non lo teme. Anzi. Più il pubblico urla, più lui si carica. “Mic taser”, “Stai zitto”, “Antipatico”, “Daytona”. Lo stadio canta insieme a Salmo. Dal prato alle gradinate, alla tribuna vip, dove tra i tanti ci sono l’amico Alessandro Borghi, Michelle Hunziker alla prima uscita pubblica con Giovanni Angiolini, il medico sassarese con cui si frequenta da qualche mese, con loro anche Aurora Ramazzotti, il tennista Matteo Berrettini, che un paio di giorni fa si è negativizzato dopo avere dovuto rinunciare a Wimbledon a causa del Covid, Billy Costacurta che in qualche modo tornain quella che è stata casa sua per anni, Fabio Rovazzi, Hell Raton, anche lui olbiese, una delle colonne della Machete crew. È il turno di “Yoko Ono”, “La prima volta”, “Russel Crowe”, “Disobey”, “Hellvisbak”.
A un certo punto Salmo prende la parola. Racconta della pace con Fedez dopo lo scontro social di un anno fa per il concerto abusivo di Olbia. Uno dei momenti più attesi, visto che lo stesso signor Ferragni lo aveva annunciato nei giorni scorsi. Ma non appena Salmo annuncia la tregua tra rapper, Fedez sale sul palco e gli spacca una bottiglia in testa. Uno sketch che segna il definitivo (?) armistizio tra i due. A quel punto la grande maschera si gira ed ecco la Cadillac bianca che deve ospitare i dj set. Il primo ad affiancare Salmo è Noyz, seguito da Nitro, Ensi, Lazza, fino a Blanco con cui si esibisce in “La canzone nostra”. Tutto finito? Macché. Per abbattere il Mostro finale mancano ancora due canzoni. “1984” - che non è altro che l’anno di nascita di Salmo - e “Il cielo nella stanza”. Ora è veramente la fine. Dopo tre anni di attesa Salmo ha avuto la meglio sul Mostro finale, una vittoria netta che non lascia margini di dubbio. E ora può concentrarsi sui tanti piccoli mostri che lo attendono dal 17 novembre, quando da Firenze partirà il suo tour invernale nei palazzetti.
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