Il Premio Mario Cervo ai ritmi di Franca Masu
Protagonista la cantante algherese. Omaggio a Maria Carta
La memoria di Mario Cervo ha rivissuto ancora una volta, puntuale, nelle voci degli artisti del Premio discografico. Nelle voci che hanno incantato dal palco come quella di Franca Masu, e come quella di Maria Carta rivissuta attraverso Maria Giovanna Cherchi. Si chiama Premio, ma la competizione al disco migliore non c’entra, si tratta piuttosto di trovare ogni anno le uscite più interessanti e gli stimoli più forti che vengono fuori dalla musica sarda. L’ultima cerimonia, organizzata dall’archivio che porta il nome dello storico discografico olbiese, si è tenuta nel parco che porta il suo nome, a Olbia.
Introdotta da Tommy Rossi, condotta da Giacomo Serreli, è andata in scena la consueta passerella di volti noti e rivelazioni, per l’ormai abituale commistione offerta dall’evento per Mario Cervo, tra suoni della tradizione isolana e nuove sonorità contemporanee. È il caso del disco “Liminal”, ultimo lavoro proposto da Safir Nou, il progetto del musicista e compositore Antonio Firinu. Un’articolata proposta strumentale che si muove in limine tra richiami rock e d’avanguardia ad altri più nostrani. “Mai solu” è il disco portato in live con un paio di estratti da Sonos in Cumpanzia, rinfrescata e originale riproposizione di balli sardi. Assenti i Roundella, tra i finalisti scelti, si è invece esibito nel suo lavoro “Gargarismi” il chitarrista Gigi Marras. Federico Marras Perantoni, si è fatto conoscere in lingua sassarese con la trasposizione dal vivo delle sue “Canzoni di mari”, progetto d’esordio.
Ma poi, come si diceva, applausi a scena aperta per Franca Masu, che ha portato sul palco del premio discografico Mario Cervo il suo album “Cordemar” e, in particolare, lo ha fatto attraverso una versione di “Mediterraneo”, brano di Joan Manuel Serrat, che ha convinto tutti per interpretazione e vocalità. Dopo i Tazenda lo scorso anno che hanno festeggiato i trent’anni del disco di successo “Murales”, questa volta la targa per l’album storico è andata a “Paradiso in Re” di Maria Carta, con il premio ritirato da Leonardo Marras, presidente della fondazione a lei intitolata. Anno di lancio di quel disco: 1971. È stato riproposto tra gli alberi del parco Cervo dalla voce di Maria Giovanna Cherchi accompagnata dalla chitarra di Bruno Maludrottu. La giuria che ha selezionato per questa edizione le uscite sarde più interessanti dell’intero 2021 era composta da Tommy Rossi e Giacomo Serreli, Marco Mulas, Paolo Mastino, Rita Nurra, Simone La Croce e Nico Mu.
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