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Miss Italia

«Sono calma ma amo l’avventura e andrò in passerella per vincere»

Mario Frongia
«Sono calma ma amo l’avventura e andrò in passerella per vincere»

Miss Sardegna racconta l’emozione da reginetta

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Ha festeggiato con moscardini alla diavola, impepata di cozze e spaghetti allo scoglio. Pranzo di famiglia. E brut isolano per brindare alla corona. La regina ha scelto un ristorante del centro di Cagliari per condividere una serata speciale. Matilde Soro, la festa nella festa. Dopo una notte insonne, le quattro faticose sfilate al Castello di Sanluri, tra gli sguardi inquisitori della giuria, le luci e gli applausi di un pubblico caldo. La regina sorride. E si racconta. «Sento ancora la tensione prima della proclamazione. Un’ansia infinita, tutte a cercare di capire le scelte dei giurati». Il comprensibile rimuginare in attesa della chiamata vincente. La corona pesa. L’atmosfera pure. La regina della bellezza sarda vive un sogno che si avvera. «Ancora non ci credo. Sono stata sommersa dagli abbracci sinceri delle mie compagne. Anzi, loro erano le uniche a credere in me, dicevano che avevo tutto per vincere. Io? Pensavo sarebbe stato impossibile».

Mora, occhi castani, 178 centimetri per 64 chili, iscritta al liceo linguistico Grazia Deledda di Cagliari, Matilde parla veloce. Il tono è sicuro. La Miss spiega. E annoda un filo verde, tra valori e affetti. «Dedico la fascia ai miei genitori Gianluca e Monica. Mio padre mi ha iscritto di nascosto ai casting banditi da Five events. Ho affrontato le sfilate con spensieratezza, in un contesto competitivo ma amichevole».

Qual è stata la sensazione più forte?
«Non scorderò la prima uscita al Forte Village, un misto di emozione e terrore».

Che aria tirava alla vigilia della finale di Sanluri?
«Ho pensato che Carolina Vinci avesse le caratteristiche ideali per vincere. Una ragazza pulita e semplice».

E la regina com’è?
Determinata, con un carattere forte. Cerco di portare a termine le cose che mi piacciono e che inizio. Con attenzione e rispetto per il prossimo».

Quali sono i percorsi ideali di Miss Sardegna?
«Amo le nuove avventure. Ma sono tranquilla. E adoro gli animali. Sul display del cellulare ho una foto con il mio gatto Maggye: è venuto a mancare due anni fa. Ho due gattini ma lui è insostituibile».

Tra passato e attualità, qual è il flash principale?
«La pandemia ha segnato pesantemente la mia generazione. Noi ragazzi abbiamo pagato un prezzo molto alto alla chiusura e al distanziamento. Tutti abbiamo interrotto rapporti, confronto, contatti che erano e sono indispensabili per crescere. Due anni di lockdown non possiamo dimenticarli».

Voltiamo pagina. Che ruolo ha la musica nella quotidianità della regina?
«Se sono di malumore ascolto Alessandra Amoroso. Cesare Cremonini è il mio ideale nei momenti felici».

Da venerdì, fino al 19 settembre, siete a Fano per le prefinali. Qual è il traguardo?
«Ho preso la partecipazione a Miss Italia come un gioco. L’esperienza mi è servita per ritrovare sicurezza in me stessa».

Il concorso come assist per crescere?
«Sì. Parto per Fano con una botta di autostima. Mi sento più sicura. La fascia è importante, tante ambiscono al successo nel concorso di bellezza più importante d’Italia».

Se Miss Italia diventasse un lavoro, quale sarebbe?
«Mi piacerebbe il settore della moda e del cinema».

A quali artiste ruberebbe qualcosa?
«Ad Angelina Jolie la sensualità, a Malgot Robbie il sorriso».

Matilde, qual è il pensiero dominante?
«Condividere il successo con tutte le candidate e con le ragazze che si sono fermate alle prime sfilate. E sono molto orgogliosa di poter rappresentare la Sardegna».

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