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La polemica

«No a Bella ciao», Pif contro Laura Pausini e Matteo Salvini la difende

«No a Bella ciao», Pif contro Laura Pausini e Matteo Salvini la difende

Dopo il rifiuto di cantare alla tv spagnola il brano diventato celebre nel mondo grazie alla popolare serie tv Casa di Carta, lei replica: non usatemi per fare propaganda

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Non si placano le polemiche su Laura Pausini e sul suo rifiuto di cantare alla tv spagnola “Bella ciao”. «È una canzone molto politica e io non voglio cantare canzoni politiche», aveva detto la popstar di Solarolo con riferimento all’inno della Resistenza partigiana e della lotta al fascismo, conosciuto anche in Spagna grazie alla serie “La Casa di Carta”. Una affermazione che non è passata inosservata - e come avrebbe potuto, in effetti - in Italia. Pausini è stata sommersa dalle critiche sui social. In molti hanno attaccato la cantante.

«Pensare di non cantare Bella Ciao, per non voler prendere posizione, è una gran minchiata. Quando ti rifiuti di cantarla hai già preso posizione», ha twittato Pif. «Cara Laura Pausini, ho visto il video in cui preferisci non cantare Bella Ciao perché troppo politica – ha scritto Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana –. È vero, Bella Ciao è anche una canzone politica, ma è soprattutto una canzone d'amore. Amore per la libertà e per il nostro Paese, un amore tanto forte da dedicargli la vita fino all'estremo sacrificio».

Prova a difendere la collega, invece, Simone Cristicchi. «Posso capire la scelta della Pausini, ci sono cantanti che non vogliono dichiararsi politicamente e Bella ciao è una canzone che è stata spesso demonizzata e messa al centro di polemiche. Questo però non significa che la Pausini sia per forza di destra».

Cristicchi sottolinea che «Bella ciao è una canzone che appartiene a tutti quindi non ha un colore politico. Ma se la Pausini l'avesse cantata probabilmente si sarebbero scatenate altre polemiche, come è successo a me con Magazzino 18, quando fui attaccato dall'estrema sinistra perché ho raccontato i crimini commessi sul confine orientale nel dopoguerra dai partigiani di Tito. A me hanno dato del fascista per anni non solo sui social ma anche nei teatri».

Chi, invece, non perde occasione per infilarsi in una discussione su “Bella ciao” è Matteo Salvini. «Io adoro Laura Pausini, e ha diritto di cantare quello che preferisce – ha detto il leader della Lega –. Non è che se uno non canta Bella ciao è un reietto. Semplicemente l'ha ritenuta una canzone politicamente strumentalizzata da una parte politica».

Difesa non richiesta che, forse, ha spinto Pausini a provare a chiarire di nuovo la sua posizione. «Non canto canzoni politiche, né di destra né di sinistra. Canto quello che penso della vita da 30 anni. Che il fascismo sia una vergogna assoluta sembra ovvio a tutti. Non voglio che nessuno mi usi per propaganda politica. Non inventassero ciò che non sono». (al.pi.)

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