Sardinia film festival, Arnoux col suo “My tiger” si aggiudica il primo posto
La rassegna di Alghero: fra incontri e proiezioni un grande successo
Cinquantatré corti, selezionati fra i circa mille lavori giunti all’organizzazione, e quattro lungometraggi scelti fra le produzioni più interessanti degli ultimi tempi. Questi i numeri del Sardinia Film Festival che si è chiuso, dopo cinque intense giornate di proiezioni e incontri ad Alghero, con la cerimonia di premiazione delle opere vincitrici del concorso organizzato dal Cineclub Sassari e dedicato dall’anno scorso esclusivamente al linguaggio dell’animazione.
È “My tiger” dell’autore francese Jean Jean Arnoux il cortometraggio vincitore assoluto dell’edizione 2022: oltre a conquistare il Gran Premio al regista va inoltre il riconoscimento speciale Edison, un voucher che gli consentirà di partecipare al festival algherese del prossimo anno in qualità di giurato. Va in Francia anche il titolo di miglior lungometraggio: il premio di categoria, intitolato ad Anton Gino Domenghini, è stato assegnato alla regista e sceneggiatrice d’oltralpe Florence Miailhe in gara con il film “The crossing”. Per quanto riguarda il Premio Fabrizio Bellocchio destinato all’opera dal più forte messaggio sociale, nella sezione cortometraggi ha primeggiato la produzione slovena “Granny's sexual life” dei registi Urska Djukic ed Emilie Pigeard, mentre fra i lungometraggi la scelta è ricaduta sulla pellicola “Flee” del danese Jonas Poher Rasmussen, vincitore anche del Premio Nino e Toni Pagot per l’originalità. Fra gli altri riconoscimenti riservati ai soli cortometraggi, per il Premio Bruno Bozzetto, dedicato al film più ambientalista, la giuria ha indicato l’olandese “Pig” di Jorn Leeuwerink, a cui va la medaglia messa in palio dalla Presidenza della Camera dei Deputati. Il one-man-film che riceve il Premio Osvaldo Cavandoli è “Pentola”, realizzato in Italia da Leo Cernic, mentre l’opera più originale scelta per il Premio Giulio Gianini è “The Blind Writer” del greco Georges Sifianos. A Manfredo Manfredi è dedicato il premio al lavoro che dà spazio al dubbio: a conquistarlo “Ding” del tedesco Malte Stein. È invece la sintesi a caratterizzare “Cocodrilos” di Maxime Saillard che porta in Francia il Premio Fusako Yusaki, mentre il Premio Pino Zac assegnato al il film più ribelle in concorso, va in Ungheria con “Amok” di Balázs Turai. Tanti gli ospiti che hanno partecipato alla diciassettesima edizione del festival, diretto da Luca Raffaelli e con presidente Cristian Jezdic. Tra questi Francesco Prandoni, direttore della divisione internazionale della giapponese Production I.G, l’organizzatrice del Festival Anima di Bruxelles Karin Vandernydt, il cartoonist e vignettista toscano Joshua Held, la regista nipponica Maya Yonesho, il produttore francese Christophe Jankovics, il belga Geert van Goethem e il tedesco Thomas Meyer-Hermann.
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