Chef Angioletto Balia: dai bistrot stellati di Parigi ai segreti della cucina di Baronia
L'avventura sarda nel ristorante "L'osteria" aperto 4 mesi fa alla Caletta
Energie e talento che ritornano a casa. Con la voglia di mettersi in gioco e costruire nuovamente nella terra dei padri ricca di eccellenze. Ha lavorati con grandissimi chef in Italia e all’estero. Ora riparte dalla sua Sardegna e dalla cucina che ha nel dna, un’impronta legata al territorio che ha saputo apprezzare e costruire anche altrove.
Angioletto Balia, di Posada (sangue paterno mamoiadino), 39 anni, con un percorso lavorativo variegato e stellato è tornato nella sua Baronia abbracciando di progetto dell’amico di infanzia Matteo Carta che ha aperto quattro mesi fa a La Caletta di Siniscola l’Osteria “A frade meu”. Un forno del pane ristrutturato e convertito alla nuova attività.
«Ho iniziato a lavorare in cucina in seguito a un percorso universitario presso la cattolica di Milano dove ho studiato economia. La passione per la cucina mi ha portato a cambiare totalmente strada e frequentare la scuola di cucina Alma, allora presieduta da Gualtiero Marchesi», racconta Balia che da amatore è entrato poi nel mondo dei fornelli da professionista. Prima esperienza a Roma, poi all’esplanade di Desenzano che gli ha aperto le porte del percorso forse più importante, quello a fianco dello chef Alfio Ghezzi alla locanda Margon. «Sono stato lì tre anni passando in tutte le partite e il secondo anno arrivammo al grande risultato delle due stelle Michelin», racconta lo chef che ha poi raggiunto la Francia. Lì ha avuto la fortuna di lavorare al Plaza Athenee di Ducasse con lo chef Romain Meder, di vedere da vicino la realtà dei bistrot gourmet al fianco di Denis Imbroisi nei suoi ristoranti parigini.
Ora il bagaglio e la maturità professionale ci sono tutti per potersi proporre con la giusta autorevolezza. «Siamo molto motivati, ma crediamo anche nei piccoli passi. La stagione è andata molto bene. Ci siamo fatti conoscere e tante persone della zona sono venute a trovarci e ritornate. Mettiamo molta attenzione nella scelta della materia prima di grandissima qualità. L’ideale per la mia cucina che amo definire territoriale. Nel periodo estivo abbiamo privilegiato il pescato del nostro mare, le paste fresche, ora con l’autunno il nostro menù segue la stagionalità con funghi, carni e verdure che si esaltano con lavorazioni semplici ma efficaci», sottolinea chef Balia che vede una vitalità in tanti settori dell’enogastronomia.
Le basi giuste per un lavoro di squadra e collaborazioni tra le altre belle realtà non solo della Baronia. «C’è molto da fare e l’ottimismo è sicuramente l’atteggiamento migliore per proporsi e superare le difficoltà che si incontrano. Viviamo in una terra splendida, fare un buon lavoro qua sarebbe davvero gratificante».
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