Anaïs Drago: «Il violino è la mia unica certezza e ora mi ha fatto scoprire la Sardegna»
La vincitrice del premio Isio Saba, in concerto a Ozieri e Alghero, racconta il suo straordinario percorso
di Gabriella Grimaldi
L’unica volta che era stata in Sardegna fu 28 anni fa, bambina di 2 anni, in vacanza con i genitori. Poi più niente. Tra il 2021 e il 2022 la violinista Anaïs Drago non riesce più a ricordarsi quante volte si è esibita nei maggiori festival isolani. Da Time in Jazz a Musica sulle Bocce a Rocce Rosse, per fare alcuni esempi. «Ormai l’ho girata in lungo e in largo – dice la trentenne biellese, promessa mantenuta dell’eccellenza musicale italiana –, mi resta soltanto da tornarci in vacanza per apprezzarne veramente la natura e i luoghi. Per il momento mi prendo la soddisfazione di suonare davanti a un pubblico davvero partecipe e affettuoso». E infatti Anaïs anche questo weekend lo trascorrerà in zona, in concerto oggi al teatro Oriana Fallaci di Ozieri nell’ambito del premio Isio Saba e domani, in solo, nel chiostro di San Francesco ad Alghero (quest’ultimo già sold-out). Nella prima occasione si esibirà in qualità di vincitrice del premio “Isio Saba” 2022, assegnatole a febbraio a Cagliari. E non è certo il primo riconoscimento che questa poliedrica musicista si aggiudica. Nel 2021 è stata considerata al Top nella categoria Nuove Proposte, il concorso lanciato dalla rivista Musica Jazz, nel 2018 aveva ottenuto il primo premio nella categoria jazz del concorso Amadeus Factory, nel 2019 è stata finalista al Conad Jazz Contest e nel 2020 ha vinto il Premio Taste of Jazz/Nuovo Imaie. È acclamata dalla critica come talento innovativo dell’improvvisazione jazz. Contesto al quale è arrivata piuttosto di recente, se si considera, come lei stessa dice, che «all’età di 3 anni e mezzo mi sono ritrovata questo pezzo di legno chiamato “violino” fra le mani, e da allora non l’ho mai lasciato; per mia natura non nutro certezze su quasi nulla, tranne che una cosa: quando suono, sto bene».
Tante le strade che ha battuto fin da giovanissima esprimendosi tra le sonorità del rock, del pop e della world music con una personalità e uno stile difficilmente classificabili. «Il mio viaggio è cominciando al liceo scoprendo il folk – racconta Anaïs –. Da quel momento ho fatto parte di tanti gruppi musicali con la necessità continua di scoprire nuovi universi artistici. E sono contenta di aver aperto la mente davanti a esperienze tanto diverse fra loro». Fra queste un lungo tour con il musicista pop Ultimo, la composizione di colonne sonore e residenze artistiche in luoghi remoti come la Thailandia.
Tutto questo in contemporanea con la scoperta del jazz puro: «Non sapevo praticamente nulla, un mondo nuovo, quasi una sfida. Ho studiato il linguaggio dell’improvvisazione, le modalità, la composizione». Naturale punto di approdo la realizzazione del nuovo album, “Solitudo”, che Drago sta presentando nei suoi concerti. «Il lavoro in solo è una tappa obbligata per ogni musicista. In questo modo ti metti a nudo davanti a chi ascolta e a disposizione degli altri musicisti. C’è più verità, insomma, e ogni volta che mi esibisco viene fuori qualcosa di diverso». Anaïs suona il violino classico ma anche quello elettrico con una pedaliera che la aiuta a modificare le caratteristiche del suono. Così si ascolta una musica unica, intrisa com’è di tutte le esperienze fatte, degli stili maturati negli anni, dei tanti incontri, dei luoghi visitati. Come la Sardegna, che ormai abita un piccolo-grande spazio d’affetto nel cuore di Anaïs.
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