La Nuova Sardegna

Ristorazione

Sei stelle Michelin in Sardegna: è un record

di Roberto Sanna

	Il ristorante "Il fuoco sacro" di San Pantaleo nuovo ingresso fra le stelle della guida Michelin
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Il ristorante "Il fuoco sacro" di San Pantaleo nuovo ingresso fra le stelle della guida Michelin

Nella Guida 2023 si aggiunge quella assegnata al ristorante “Il fuoco sacro” di San Pantaleo

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Sassari Mai così tante stelle Michelin nel firmamento della ristorazione isolana: alle cinque assegnate lo scorso anno e confermate, si aggiunge quello del ristorante Il fuoco sacro di San Pantaleo, condotto dagli chef Luigi Bergeretto (chef patron) e Alessandro Menditto, della squadra di Enrico Bartolini che ha sbancato la serata di ieri insieme ad Antonino Cannavacciuolo che ha appuntato a Villa Crespi la terza stella. Bartolini è stato il re della cerimonia della presemntazione della Guida 2023, svolta ieri pomeriggio nel Relais Franciacorta, perché coi suoi locali ha infatti raccolto altre tre stelle (la Locanda del Sant’Uffizio nel Monferrato è stata premiata col secondo “macaron” e il ristorante Anima a Milano ha conquistato la prima, come Il fuoco sacro) e si è confermato, con dodici stelle su otto ristoranti si conferma il cuoco più stellato d’Italia e il secondo al mondo dopo il francese Alain Ducasse. Proprio per questa sua capacità di scoprire e far crescere giovani talenti, la Michelin ha voluto attribuirgli il premio speciale Chef Mentor 2023 by Blancpain. Tornando alla nostra isola, la sesta stella segna comunque la crescita dell’alta ristorazione nell’isola che lo scorso anno aveva visto aumentare improvvisamente da due a cinque i locali premiati dalla Guida più famosa nel mondo. E quei cinque sono presenti anche quest’anno: si tratta del Corsaro dello chef Stefano Deidda a Cagliari, del Somu di Salvatore Camedda a Baja Sardinia, del Fradis Minoris di Francesco Stara a Pula, del Gusto by Sadler di Claudio Sadler a San Teodoro e del Confusion di Italo Bassi a San Teodoro. Il Confusion e il Corsaro avevano tenuto vivo il nome dell’isola nella Guida per qualche anno dopo la conclusione dell’avventura di Roberto Petza con S’Apposentu a Siddi, il 2021 aveva poi segnato una ripartenza che quest’anno è stata ulteriormente rafforzata. Anche l’altra faccia della medaglia non va dimenticata perché cinque locali su sei sono stagionali e sono Deidda a Cagliari, nel bacino d’utenza più grande a disposizione in Sardegna, viaggia aperto tutto l’anno a dimostrazione di quanto sia difficile in Sardegna portare avanti progetti di un certo tipo.

Qualche giorno fa la Michelin aveva assegnato anche i nuovi Bib Gourmand, ovvero quei ristoranti che non sono contrassegnati dalle stelle ma portano invece il simbolo dalla faccina sorridente dell'Omino Michelin che si lecca i baffi “per la piacevole esperienza gastronomica e ottimo rapporto qualità prezzo”. La Sardegna in quell’occasione ha registrato un nuovo ingresso, quello della Trattoria Margherita di Arborea, condotta dal titolare Giacomo Cossu con i fornelli i fratelli Fabio e Alessandro Marongiu ai fornelli. Lo scorso anno l’omino Michelin era comparso a fianco ai nomi di cinque locali: Su Gologone a Oliena, Coxinendi a Sanluri, Hub a Macomer e i due cagliaritani Josto e Cucina.Eat

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