Alghero, tutto il mondo in ballo con l'Orchestra di Piazza Vittorio
Grande attesa per il concerto di domenica: l’ensemble si esibirà a Lo Quarter all’interno di Festivalguer
Il sogno di ballare tutti insieme, di mollare i freni inibitori, di ritrovarsi in pista accompagnati dai ritmi più trascinanti. Ebbene, quel momento è (quasi) arrivato. Succederà che domenica 18 dicembre gli estrosi musicisti dell’Orchestra Piazza Vittorio faranno esplodere tutta la loro musica nella “corte” di Lo Quarter ad Alghero, trasformata per l’occasione in una sala da ballo a conclusione della XX edizione di FestivAlguer. E non a caso si intitola “Dancefloor” il concerto con il quale la storica formazione romana celebra i primi vent’anni di vita.
«Condannati a stare fermi e isolati nel periodo della pandemia – racconta uno dei componenti nonché direttore artistico della compagine, il bassista Pino Pecorelli – abbiamo cominciato a scrivere pezzi già pensando a quando li avremmo potuti suonare dal vivo e rifarci dei momenti difficili attraversati. In più venivamo da anni in cui per noi il teatro aveva preso il sopravvento sui live. Quindi c’era proprio il desiderio di dare “voce” a ciascun musicista dell’orchestra. Infondo è la musica che decide che tipo di spettacolo proporrai e stavolta ha deciso che faremo ballare».
Tutto all’insegna del dna che contraddistingue dalla sua nascita questa formazione. Da quando Mario Tronco decise di fondare, nella piazza in cui viveva a Roma, un gruppo di musica che “desse suono” al meltin’ pot di lingue, culture ed espressioni artistiche da sempre abita piazza Vittorio. Nel concerto in scena il 18 dicembre e nel disco “Dancefloor”che uscirà all’inizio del prossimo anno come da tradizione dell’OPV, la scaletta sarà un viaggio tra Paesi, culture e linguaggi. Ci saranno le atmosfere sensuali della cumbia boliviana, con le donne che ballano alzando e muovendo a tempo i lembi della gonna; le danze berbere con i foulard dalle frange corte e coloratissime, la sacralità e ripetitività del gesto nel canto Sufi, i passi cadenzati e ritmici della musica delle Ande. Ma si ascolteranno anche certe atmosfere caratteristiche degli anni Sessanta Italiani e l’impegno politico dell’afrobeat e la scanzonata allegria del reggae arabo, in realtà inesistente come genere a sé. «Ormai l’orchestra ha trovato una sua dimensione sonora che prescinde dalla multietnicità – sottolinea Pecorelli –, una dimensione direi più “urbana”, più vicina al gusto occidentale». La formazione, però, nonostante i tanti cambi di guardia, è quasi tutta in versione originale. Su dieci musicisti che saliranno sul palco sette appartengono al gruppo di partenza. E sarà un tripudio di pop, rock, reggae e classica intinte nella musica tradizionale.
«Per noi tornare in Sardegna è una grande gioia – conclude Pino Pecorelli –, e non è una frase fatta. Abbiano animato diversi capodanni nell’isola ed è stato sempre superdivertente».
Già da qualche giorno è aperta la prevendita dei biglietti per il concerto, il costo è di 10 euro. Prevendite online sul circuito VivaTicket.
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