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Musica

Il suono elettronico di Daniele Ledda

di Fabio Canessa
Il suono elettronico di Daniele Ledda

Il progetto “Clavius”: strumenti dell’universo classico diventano digitali

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Suoni elettronici che passano attraverso strumenti tradizionali. Nell’idea musicale di Daniele Ledda analogico e digitale coesistono, si fondono per creare qualcosa di unico. Una ricerca che si è spinta fino all’autoproduzione di strumenti originali, dalla base acustica ma aumentati digitalmente.

Nasce così il progetto “Clavius” del musicista e compositore cagliaritano: un disco, recentemente uscito, ma ancor prima tappa importante del suo percorso di sperimentazione che lo ha portato a unire l’anima più accademica a una formazione anche tecnico-informatica. Naturale approdo è stata la musica elettronica, di cui è docente al Conservatorio di Cagliari dove aveva studiato pianoforte, che Ledda lega fortemente all’aspetto materiale degli strumenti classici creandone dei nuovi che si possono definire aumentati. «Ho iniziato – racconta – smontando un vecchio pianoforte e modificandone la meccanica, facendo sì che i martelli al posto delle corde colpissero delle percussioni. La tastiera resta la base, in più utilizzo anche un archetto da violino. Oltre alla parte acustica c’è quella digitale. Gli strumenti sono tutti digitalizzati, con sensori sotto i tasti che mi permettono di far partire in contemporanea il suono acustico e vari strati di suono elaborato elettronicamente».

Strumenti autocostruiti seguendo anche un’idea politica, non accontentarsi di quelli dati dall’industria e dalla tradizione, e un’ottica di riciclo, con il riutilizzo di parti di pianoforti e clavicordi dismessi. A questa nuova famiglia di strumenti Ledda ha dato il nome di Clavius: «C’è un riferimento – spiega – alla tastiera, clavi è un suffisso che indica in varie lingue, e poi al nome del cratere lunare di “2001: Odissea nello spazio” dove viene trovate il monolite. Un oggetto che mi ha sempre affascinato». E a proposito di cinema, Ledda è stato impegnato durante l’ultima edizione dell’Across Asia Film Festival nella sonorizzazione dal vivo del mediometraggio “Patriotism” di Yukio Mishima: «L’interazione con il visivo è una parte importante della mia pratica musicale e rapportarsi con questo film è stato molto interessante. Un lavoro che trovo bellissimo al di là del fatto che sia diventato di culto perché unica regia di Mishima».
 

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