In “Anime maledette” i misteri mai svelati di Sardegna e Corsica
Martedì 21 febbraio con la Nuova il libro di Piero Mannironi
Arriva domani, martedì 21 febbraio, in edicola con La Nuova (a soli 7,90 euro più il prezzo del quotidiano) il secondo volume della collana “Storie di vita e malavita in Sardegna”, il titolo è “Anime maledette”, l’esplorazione di una Sardegna oscura e violenta, con diramazioni in una Corsica sconosciuta e labirintica. L’autore è Piero Mannironi (1953-2021) di cui venerdì scorso ricorreva il secondo anniversario della scomparsa, giornalista nuorese che in quasi quarant’anni di carriera ha scritto per La Nuova Sardegna e per i giornali del gruppo L’Espresso - Repubblica.
Nei 27 capitoli del libro la cronaca si fa Storia: la ricostruzione dei fatti sfocia nella ricerca di risposte a verità sfuggenti, con il desiderio di capire vicende altrimenti condannate a perdersi tra le pieghe del tempo. Non è solo il racconto di storie di uomini e donne, carnefici e vittime quello di Mannironi, ma anche una ricerca e una riflessione.
Come il dramma della bella e triste Gisella Orrù, uccisa e buttata in un pozzo in un contesto di devianza sociale e di abbruttimento; al contrario l’inattesa umanità del bandito di Orgosolo che scriveva poesie e riflessioni sul proprio destino e sulle proprie angosce, ormai rassegnato a incontrare la morte; l’omicidio del potente latifondista Vincenzo Arangino, ex federale fascista e poi influente esponente democristiano, o quello terribile dei due fratellini Laura e Paolo Fumu a Sa Serra, un mondo disperso tra le colline della Gallura e della Barbagia; la delirante parabola criminale di André Spada, il sardo che diventò l’ultimo bandito d’onore della Corsica e la cui vita finì tragicamente in una piazza di Bastia. Sulla ghigliottina. Oppure la scelta di Luciano Gregoriani che, con le sue alluvionali confessioni sull’universo nascosto dei sequestri di persona, segnò l’inizio della fine di una criminalità che aveva trasformato in una spaventosa industria la secolare e cupa tradizione del “furto degli uomini” determinando così, senza saperlo, la rottura storica del codice sociale dell’omertà e il tramonto ineluttabile di un banditismo feroce e avido. Fra i racconti di Piero Mannironi ancora la vita e la morte del maresciallo Dettori, che vide tutto nella tragica notte di Ustica e infine il massacro di Francis Turatello nel carcere di Badu ’e Carros.
Così in questo libro il grande giornalista esplora anche i misteri ancora oggi irrisolti della nostra isola: l’abbattimento dell’elicottero della guardia di Finanza “Volpe 132” nei cieli del Sarrabus, il naufragio di un cargo sovietico nella Sardegna sud-orientale negli anni della guerra fredda e i sogni rivoluzionari di Giangiacomo Feltrinelli, che voleva trasformare la Sardegna nella Cuba del Mediterraneo, con l’aiuto dell’imprendibile re del Supramonte Graziano Mesina.
Nella stessa collana è già uscito “Memorie di un penalista sardo” di Gonario Pinna. Il prossimo appuntamento sarà “In assise” di Mario Berlinguer, avvocato, giornalista, politico e antifascista, padre di Enrico e Giovanni Berlinguer.
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