Venerdì i trapezisti della risata Lapola Circus su Tele Sardegna
Novanta minuti di risate, tra cagliaritanità verace e improvvisazione. Massimiliano Medda: «La sfida è quella di essere sempre noi stessi»
«Una follia? In passato abbiamo recitato per mezz’ora solo in italiano!». Massimiliano Medda e i Lapola, una felice storia di battute, riflessioni, musica. La compagnia, 37 anni di gag al 24 aprile, alza la posta. E rivisita il circo, la sardità, i suoi personaggi. Tra situazioni che mescolano canovacci, accenti popolari e passione condite da una cagliaritanità verace. “Lapola Circus” è cornice di pura magia. Novanta minuti di risate e cultura senza rete, utile a reinventare e accomodare tempi teatrali e televisivi. Su Tele Sardegna, per dieci venerdì dal 17 marzo, alle 21, va in onda la band delle risate. Tra luci, magie, improvvisazione. «La nostra è una sfida. Il progetto con Tele Sardegna e l’editore Caterina Cosseddu nasce dall’essere sempre noi stessi. Veniamo da pandemia e guerra, tuttora in corso, e proviamo a dare un sorriso. Riuscirci ci gratifica e anche noi ci divertiamo da matti». Max Medda, frontman e tra i fondatori dei Lapola, accelera: «Intanto, rinunciamo all’agenzia: chi ci vuole ci chiama, quest’estate saremo a Burcei e altrove. “Lapola Circus” matura sul nostro passato. Tra la gente, locali, sale e teatri, complici stravaganti, figure legate alle nostre radici, con temi attuali, dissacranti e vicini agli spettatori».
Quali sono le sorprese?
«Figure nate 30 anni fa, come l’Uomo-cubo, Arreiga o il capo condomino, che ancora fanno ridere. Ma siamo aperti ai giovani comici, senza temere che ci superino, alle proposte fresche e accattivanti. Da noi c’è spazio per sperimentare strade e linguaggi nuovi».
Cabarettisti, ballerini, attori, un gruppo di esilaranti canaglie: il mix regge. Qual è il trucco?
«Nessun trucco. Gianni Dettori, canta e danza brani storici, Claudia Aru, mattatrice su più fronti, Emanuele Bosu, attore giovane e bravo, Francesco Porcu, comico monologhista fa il Predicatore. Completano ed esaltano la nostra cifra scenica che da sempre indossa più maschere».
Più Max Medda, maggiordomo furbo e severo. O no?
«No. Mi massacrano. Con Marco Camboni, Stefano e Massimiliano Lorrai, Francesco Ghiani e Daniele Gastaldi formiamo una piccola grande famiglia. Pregi e difetti del quartiere Marina sono stati la nostra università. Siamo curiosi, ci sfottiamo, basta uno sguardo e lo schetch lievita. Sul palco con noi anche Cossu&Zara, talenti smisurati, Francesca Murgia, faceva Miss Bidda e adesso racconta Milano e i milanesi, e i Tamurita. Sergio Piras e Luca Casu, voce e chitarre, Rossella Rox Camellini, violino, sono ben più della nostra colonna sonora».
Qual è il traguardo di “Lapola Circus”?
«Far divertire il pubblico. La regia è di Pietro Medda, ha 21 anni, è mio figlio. Il debutto è sempre impegnativo, ha talento. Lapola è una squadra, dal cast al dietro le quinte».
Dove sono Aspiro Erba, Franca Littera e Ketty Manca?
«Sono sempre con noi, ingredienti e volti di una ricetta artistica nata per strada con un suo equilibrio che fa ridere e riflettere. Ogni puntata dello show è nuova, pensata e condivisa con amici. E senza dettature dei produttori».
Dicono che nelle prime puntate ci sarà un bacio choc come tra i sanremesi Fedez e Rosa Chemical. È vero?
«Vedere per credere».
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