La Nuova Sardegna

Teatro

«Siamo attrici in trincea. La Meloni? Un modello che non ci rappresenta»

di Paolo Ardovino
«Siamo attrici in trincea. La Meloni? Un modello che non ci rappresenta»

Sottili al debutto con “D.D.D! Donne, donnette...”

19 marzo 2023
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La sinossi recita così: due attrici che compongono un duo comico sull’orlo di una crisi di nervi tentano di riproporsi in un progetto artistico di prossima produzione, questa volta in veste individuale. E loro, Tiziana Troja e Michela Sale Musio, giocano alla grande sull’ambiguità tra la propria persona e il personaggio in “D.D.D! / Donne, donnette… donnacce!”.

È lo spettacolo con cui “Le lucide” sbarcano questa sera la Teatro Massimo di Cagliari (ore 18.30). Una produzione LucidoSottile, drammaturgia e regia di Tiziana Troja con Angelo Trofa, Valentina Fadda, Michele Sarti Michela Laconi, Valentina Puddu, Luca Massidda e Luca Cappai. «Per noi è un ritorno – spiegano le due artiste, amatissime in tutta l’isola e non solo per la loro verve comica e per i contenuti delle piéce, mai banali, anzi spesso provocatori –. Portiamo una nuova produzione che ci vede protagoniste a distanza di sei anni, da “Vere e sacrosante”».

La genesi è stata lunga, lo spettacolo era pronto per andare in scena il 9 marzo 2020, poi è successo ciò che tutto il mondo sa. Debutto rimandato. «Racconta la storia di due attrici chiamate a sostenere un provino e dove si rincorrono molti colpi di scena – commenta Tiziana Troja –. Compaiono i nostri personaggi più noti e uno nuovo, “Ming”, imprenditrice cinese interpretata da Michela». Metateatro che è anche teatro autobiografico? «Parla di noi, certo, ma in maniera romanzata. Le figure sul palco sono i prototipi delle attrici e di certi cliché. Per esempio? Perlomeno in Italia, c’è molta misoginia fra i registi che provinano».

Se proprio devono dare un’etichetta, le Lucide parlano semmai di «teatro di emergenza. Ci siamo sempre occupate di minoranze e le donne non sono da meno. Ci riferiamo alle discriminazioni legate a prospettive, vita sociale, famiglia, scuola, lavoro, pari diritti. Una condizione che ha bisogno ancora di essere raccontata. Noi lo facciamo a teatro». Questioni di sostanza e non di facciata, denunce vere e proprie e prese di posizione molto nette. Dicono: «Che ci sia la Meloni presidente del consiglio non ci sposta di una virgola, considerato che porta avanti slogan beceri e maschilisti a noi lontani. Non basta essere donna e avere potere per giustificare cose ingiustificabili. È un modello che non ci interessa: le quote rosa non ci piacciono».

“Donne, donnette… donnacce!” si prepara a breve al debutto transatlantico. Il 15 maggio farà doppia tappa a New York.
 

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