La Nuova Sardegna

La mostra

La Sardegna dei grandi nomi raccontata a Sassari attraverso i testamenti

di Roberto Sanna
Antonio Segni e Antonio Gramsci
Antonio Segni e Antonio Gramsci

Sarà inaugurata il 10 maggio la mostra “Io qui sottoscritto”. Un percorso attraverso i testamenti di Segni, Gramsci e Garibaldi

03 maggio 2023
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L’Italia si può raccontare anche con le ultime volontà dei grandi italiani, che nei loro testamenti oltre alle disposizioni materiali hanno sempre sottoscritto un lascito immateriale destinato alle generazioni future.Lasciti che ora vengono messi a disposizione del pubblico con la mostra: “Io qui sottoscritto. Testamenti di grandi italiani”, realizzata dal Consiglio nazionale del Notariato e della Fondazione italiana del Notariato che approderà a Sassari nella Biblioteca Universitaria di via Enrico Costa da mercoledì prossimo, 10 maggio, fino al 4 giugno grazie alla collaborazione con il Consiglio Notarile di Sassari, Nuoro e Tempio.

E non sono pochi i grandi sardi protagonisti di questa iniziativa: Antonio Gramsci, Francesco Cossiga, Grazia Deledda, uno “acquisito” come Giuseppe Garibaldi, Antonio Segni, Maria Lai, Emilio Lussu. L’esposizione, nata a Roma in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia «è un itinerario inedito e rivelatore, perché ogni testamento racconta, del suo autore, non solo la situazione familiare ed economica, ma soprattutto l’animo, le scelte morali, civili, le propensioni e il carattere – si legge nella presentazione –. In una panoramica di carte, ma soprattutto emozioni ad esse affidate, a mettersi in mostra è dunque il nostro Paese, nelle sue diverse voci, in un’ottica del tutto nuova, meno tradizionale e accademica». Antonio Segni, per esempio, chiede perdono ai figli per la riforma agraria con queste parole: «Ho promosso e fatto approvare la legge di riforma, che mi ha privato di una quota notevole del patrimonio terriero e ha privato vostra madre di un’altra grossa quota, contro un’indennità che non rappresenta il 20%, neppure, del reale valore di ciò che fu espropriato. Tutto ciò che ho fatto è stato per spirito di idealità, per lavorare per la salvezza dell’Italia, per impedirle di cadere sotto un giogo inaccettabile». Mentre il testamento di Emilio Lussu racchiude un lascito ai più bisognosi di Armungia. E Antonio Gramsci scrive alla madre: «Sono un detenuto politico e sarò un condannato politico, che non ho e non avrò mai da vergognarmi di questa situazione. La vita è così, molto dura, e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loro mamme, se vogliono conservare il loro onore e la loro dignità di uomini».

La mostra sarà accompagnata da una serie di eventi collaterali in programma venerdì 12 (uno al mattino sul testamento nel codice civile riservato agli studenti universitari e uno al pomeriggio aperto alla cittadinanza su “D.A.T. (disposizioni anticipate di trattamento), la legge “dopo di noi”, testamento solidale, mandato di protezione ed altri istituti a tutela del volere), sabato 20 (“Testamento Spirituale di grandi personaggi sardi nell’arte, negli scritti, nelle azioni e nelle opere”) e venerdì 26 (“Quando la Fede in Dio e nei Santi sostituiva la fede pubblica: testamenti di altri tempi).
 

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