La Nuova Sardegna

Reportage

Ritratto di Sassari scomparsa, foto e memoria di Salvatore Masala

di Paolo Curreli
Ritratto di Sassari scomparsa, foto e memoria di Salvatore Masala

Dopo il “Tavolara” gli scatti in mostra allo Spazio Bunker

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Fino al 26 maggio allo Spazio Bunker di Sassari, in via Porcellana 17, la mostra “Il cuore del centro storico”. Una ricerca fotografica che Salvatore Masala ha svolto nella sua città dal 1977 al 1985. Masala, alla ricerca degli antichi mestieri artigiani sopravvissuti all’industrializzazione, ha documentato anche il terremoto sociale e culturale prodotto dallo svuotamento progressivo del centro storico. Sono stati gli anni spartiacque per il volto di Sassari, città che da quel momento in poi – per l’avvento dei grandi centri commerciali e l’esodo verso la periferia industriale (ma sarebbe meglio dire commerciale) – avrebbe cambiato radicalmente lo spazio urbano e la stessa maniera di vivere dei sassaresi. Nei suoi scatti il fotografo non sembra interessato a particolari virtuosismi tecnici, le ottiche non si discostano troppo dal 50mm, evita impaginazioni vertiginose, le stampe sono nitide, il risultato che cercava era quello della documentazione più precisa possibile.

Eppure l’esito del lavoro non è freddamente documentaristico; nelle foto traspare una profonda empatia per questa umanità resistente, il racconto poetico di un mondo – con i suoi grandi problemi ma anche con tanti preziosi tesori di solidarietà –, appare un malinconico universo umano e urbano al tramonto. Il grande centro dell’antica e importante città murata risuona nelle foto di voci, nel dolce dialetto cittadino – anche quello un tesoro smarrito –, degli odori delle cucine e della semplice e dignitosa povertà. Quindi non solo il documentario di un mondo scomparso ma, piuttosto, un diario affettuoso della città in cui Salvatore Masala è cresciuto, ha lavorato e dove vive.

Come spiega il fotografo: «Le motivazioni che mi spinsero tra la fine degli anni settanta e gli inizi degli anni ottanta alla realizzazione di questo reportage sui mestieri tradizionali, erano sostanzialmente due: costruire una documentazione che ne garantisse la memoria storica, fissando con le immagini una rappresentazione diretta e onesta di quel mondo; la fascinazione che provocava (e che tuttora produce) in me il lavoro artigianale nelle sue molteplici sfaccettature – sostiene Masala con convinzione– . Per questo motivo, decisi di intraprendere questo reportage-indagine sugli antichi mestieri, dedicando una particolare attenzione ad alcune attività del mondo artigianale presenti a Sassari e nel territorio della provincia che mi sembravano già da allora a rischio di estinzione. Avevo la netta impressione di avvicinarmi ad un mondo di ostinati “avversari“ della tecnologia e della produzione di massa, un mondo costituito da uomini, estranei ai sistemi produttivi massificati, capaci di usare bene le proprie mani e cultori di tecniche e procedimenti espressione dei saperi tradizionali. Non ero perciò alla ricerca di inquadrature esteticamente suggestive, ma ritenevo che fosse mio compito fissare con i miei scatti e rappresentare fedelmente alcune realtà di lavoro che giudicavo tanto interessanti quanto fragili – conclude il fotografo –. Oggi alcuni di questi mestieri sono scomparsi anche a causa dei processi di globalizzazione ed alla imposizione di norme restrittive nazionali e europee che mal si conciliano con lo sviluppo locale. Altri, legati alle competenze e alle materie prime locali, sono tenuti in vita da persone che continuano ad usare molto le mani e poco le macchine, e mantengono un ruolo economico e soprattutto sociale nei territori di appartenenza».

La mostra è stata presentata per la prima volta a marzo nel “Salone delle Botteghe” del Padiglione Tavolara, proprio per sottolineare l’attenzione della Confartigianato cittadina alle tradizioni dei mestieri artigiani.

Sono stati tantissimi i cittadini che hanno visitato la prima esposizione di Masala al Padiglione e tanti arrivano allo Spazio Bunker per la seconda mostra. Il segno che la storia della città di Sassari, la ricerca della sua memoria e identità non si è perduta.
 

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