De Saint-Exupéry: il museo di Alghero diventa più ricco
Un quadro e tre libri della vedova dello scrittore donati al Mase dal medico della donna
Si dice spesso che dietro un grande uomo ci sia sempre una grande donna. Pare che la frase sia attribuibile alla scrittrice britannica Virginia Woolf. Oggi forse sarebbe meglio dire “a fianco”, piuttosto che “dietro”, ma il senso rimane quello. Al fianco di un grande uomo come Antoine de Saint-Exupéry, scrittore e aviatore, autore di uno dei libri più conosciuti della letteratura mondiale come “Il Piccolo Principe” c’era una grande donna: Consuelo Suncín Sandoval, pittrice e scrittrice anch’essa, nata a San Salvador, ma di fatto cittadina del mondo e non per un semplice modo di dire. Da domani Consuelo avrà uno spazio nel museo di Alghero dedicato al marito e al “Piccolo Principe”, il Mase di Alghero. Parte della vita di De Saint Exupery è legata alla cittadina catalana: da lì partiva in volo per effettuare dei rilievi fotografici sulla Costa Azzurra, in preparazione della controffensiva americana che avrebbe contribuito alla caduta del nazismo. Grazie all’iniziativa del presidente Raimondo Tillocca il museo di Porto Conte acquisirà una donazione di Giulio Masotti che per un lungo periodo è stato medico personale di Consuelo. «La donazione – spiega Masotti – comprende un grande quadro intitolato “I Pirenei”. Un quadro importante realizzato da Consuelo. Poi tre libri sui quali la moglie di Antoine ha scritto la dedica a me disegnando sempre la figurina del Piccolo Principe. E infine alcuni biglietti natalizi, praticamente dei piccoli quadri».
Masotti, che ha insegnato alla facoltà di Medicina di Sassari dal 1970 al 1974, si è imbattuto per caso nel Mase: «Durante un mio soggiorno in Sardegna venni a sapere casualmente dell’esistenza del museo a Porto Conte. Mi precipitai a vederlo, fui molto contento e ammirato, ma notai che di Consuelo c’era poco. Credo che questo tocco di ricordi personali possa essere utile. L’ho fatto volentieri, per via dei miei legami con la Sardegna e con Consuelo».
Il mondo di Saint Exupery Masotti lo ha visto da vicino: «Ho conosciuto la vedova Consuelo negli anni ’60. Ero medico, lavoravo a Firenze, nell’ospedale di Careggi. Lei trascorreva lunghi periodi a Montecatini, era affetta d’asma e lì aveva trovato un ambiente favorevole. Io ero giovane medico, fui suggerito a Consuelo da degli amici. Da quell’incontro nacque un’amicizia oltre che un rapporto professionale, che sono durati sino alla sua morte, nel 1979».
Personaggi e storie da film, vissute attraverso le parole, ma soprattutto la personalità di Consuelo: «Lei non sfoggiava il proprio ruolo – ricorda Masotti –, parlava del marito se c’era bisogno».
Consuelo e Antoine erano «persone che non vivevano molto in casa, avevano grandi legami e amicizie. Lui era un grande aviatore che negli anni iniziali dell’aeronautica fu un pioniere, divenne una sorta di eroe. Consuelo era di famiglia ricca, era nota per l’attività di pittrice, aveva studiato negli Stati Uniti e in Francia, aveva rapporti con la cultura internazionale. Ambedue persone conoscevano il mondo e avevano interessi nella cultura di tutto il mondo. Tra di loro ci fu un’unione di persone libere, un legame molto forte e intenso, produttivo anche dal punto di vista dell’ispirazione».
Si conobbero a Buenos Aires: «Lei lo chiamava Tonio. La portò in volo e le chiese di sposarlo, dopo una serie di acrobazie». Giulio Masotti descrive Consuelo come «donna affascinante, dal bellissimo viso, simpatica e spiritosa, arguta. Partecipe del mondo della letteratura e della pittura, ma molto disponibile, umile nel senso positivo del termine».
Parlava un misto di francese, spagnolo, inglese e un po’ d’italiano: «Ne venivano fuori neologismi divertenti come avione o parfumo. Abitava a Grasse, città dei profumi in Costa Azzurra. Andai a trovarla, mi persi e fui scortato sino a casa sua dalla polizia. Era una personalità».
“È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”, fa dire De Saint Exupery al Piccolo Principe. Quella Rosa di cui avere tanta cura era proprio Consuelo. E un pezzo di questa bella storia da domani sarà al museo di Capo Caccia.
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