A Bessude si comincia da una scoperta unica: la Tomba dei pilastri scolpiti
Oltre ai monumenti medievali, di rilievo le tradizioni culinarie
Evocativa fin dal nome, la “Tomba dei pilastri scolpiti” è una delle perle imperdibili del territorio di Bessude. Si tratta di una domus de janas che fa parte della necropoli di “Enas de Cannuja” (sette domus in tutto) - scoperta da Ercole Contu, già archeologo, docente universitario, Soprintendente alle Antichità delle province di Sassari e Nuoro – che ha all’interno due colonne scolpite, ed è adornata da una serie di grafiti di grande effetto. Nel centro abitato, invece, in un sito altrettanto evocativo – “sa domo de sas damas” – un altro dei fiori all’occhiello più preziosi di Bessude: il “MuMe”, Museo Meilogu Medievale, vero scrigno di conoscenza del territorio e di tutto il Meilogu, istituito nel 2013 dall’amministrazione comunale con la collaborazione dell’Università di Sassari, e gestito dall’associazione “ProMeilogu”. Attraverso reperti, pannelli illustrativi, documentazione fotografica e video, il museo offre una visione completa e rigorosa della storia del Meilogu nel medioevo. La terza attrattiva imperdibile del borgo di Bessude, questa volta in campo gastronomico, sono i celebrati “ciciones” e “sa mendula bellinda”. I primi - definibili con un nome più generico, gnocchetti sardi di pasta fresca - sono famosi per le loro piccole dimensioni. Fatti a mano nei classici “chiliros” - i crivelli in giunco - e prodotti con ingredienti semplici e naturali (semola e semolato di grano duro, sale e acqua) sos ciciones de Bessude, conditi con “su ghisadu”, vengono apprezzati e ricercati per il loro gusto unico. “Sa mendula bellinda” - vera prelibatezza esclusiva di Bessude - è invece un dolce fatto di mandorle pelate e tostate, zucchero, acqua e scorza di limone, sapientemente amalgamati da mani che conoscono e conservano l’antica ricetta tramandata di madre in figlia. Ai due piatti, nel mese di agosto, è dedicata una sagra che richiama tutti gli anni centinaia di buongustai. «Ma oltre a queste e ad altre ricchezze – dice il sindaco Roberto Marras – Bessude offre un ambiente e una natura incontaminati, oltre a una tranquillità che rende particolarmente piacevole il soggiorno nel nostro centro». Il paese, 382 abitanti, fa parte nell’Unione dei Comuni del Meilogu. Attualmente è articolato in due nuclei, il centro storico e il quartiere nuovo, chiamato “Sa sea”. La presenza umana nel territorio è attestata, oltre che dal citato sito di Enas de Cannuja, da nuraghi e domus de janas, fra cui il complesso di “Fumari”, sul monte Pelao, che comprende il nuraghe omonimo, un gruppo di domus de janas, e una piccola necropoli romana. In età giudicale - 1000-1410 - il villaggio faceva parte della curatoria di Cabuabbas. Seguì quindi il destino dei villaggi di quella, rimanendo a lungo sotto il dominio dei Doria fino al 1436. Del lungo periodo feudale - XIV/XIX secolo - si ricorda la parte finale, quando la comunità di Bessude si rese protagonista dei moti antifeudali, sottoscrivendo con Thiesi e Cheremule (novembre 1795), il primo dei patti antifeudali delle popolazioni logudoresi e partecipando poi (ottobre 1800) con 150 armati alla difesa di Thiesi, quando la rivolta fu soppressa dalle autorità con l’invio di 1500 uomini. Testimonianze delle diverse fasi storiche del paese, sono la chiesa parrocchiale di San Martino, che risale ai primi anni del XVII secolo e custodisce un prezioso dipinto del Santo, si presume coevo all’edificazione dell’edificio di culto. Vi sono poi la chiesa medioevale di San Leonardo, di pregevole architettura, dove si trovava l’antico cimitero, e la chiesa di Santa Croce, con contrafforti esterni, già oratorio dell’omonima confraternita. Fuori dal paese, la chiesa di Santa Maria de Runaghes, del XIV secolo, situata in regione “Cunzadu de cheia”. Altro tratto caratterizzante il centro di Bessude sono i murales, fra cui si distingue quel simbolo di tradizione e modernità proposto dall’anziano con lunga barba bianca e abito tradizionale, che monta una Vespa. U manufatto cher attira sempre la curiosità di chi si appresta a visitare il paese.
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