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Da Osilo a Tergu, le strade del sacro

di Mauro Tedde
Bulzi la chiesa romanica di San Pietro o "del Crocifisso"
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Bulzi la chiesa romanica di San Pietro o "del Crocifisso"

Alla scoperta delle chiese dell’Anglona e della Bassa valle del Coghinas

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Oltre alle chiese parrocchiali attorno alle quali si sono plasmati i centri storici delle 11 comunità che fanno capo all’Unione di Comuni dell’Anglona e Bassa Valle del Coghinas il territorio anglonese può vantare un’infinità di edifici sacri campestri, alcuni dei quali autentici capolavori di architettura. Partendo da Osilo una volta visitate la parrocchiale dell’Immacolata, l’adiacente chiesa di Santa Croce e la vicina chiesa del Rosario, tutte seicentesche, non si può non fare un’escursione alla chiesa di Nostra Signora di Bonaria in cima al monte Tuffudesu, che con i suoi 766 di quota è la più alta della provincia di Sassari. Scendendo a Nulvi si arriva alla “piccola Roma dell’Anglona” come viene definita per l’alta presenza di chiese urbane e campestri. Oltre la parrocchiale dell’Assunta meritano una visita la chiesa di San Sebastiano attigua al convento di San Bonaventura e quella di Santa Tecla attigua all’omonimo convento dei Cappuccini. Ma anche San Filippo che custodisce i tre grandiosi candelieri nulvesi e l’oratorio di Santa Croce. A Martis un vero gioiello, anche se versa in condizioni precarie e con una parte del tetto crollata è la chiesa di San Pantaleo, edificata in forme romaniche ma con influenze gotico-aragonesi tra il 1300 e il 1325. Sulla strada per Laerru sorge la chiesa di San Leonardo, la più piccola chiesa romanica dell’isola. A Chiaramonti la bella parrocchiale di San Matteo in stile neoclassico risale alla fine del 1800 ma un chiesa con lo stesso titolo sorgeva all’interno della fortezza medievale dei Doria che domina il paese. Vale la pena anche visitare le chiesette campestri che circondano nel paese di Erula situate nelle sue piccole frazioni. Una volta a Perfugas si deve per forza fare tappa nella parrocchiale di Santa Maria degli Angeli perché al suo interno è custodito il meraviglioso retablo di San Giorgio, tra i più grandi della Sardegna con le sue 54 tavole, proveniente dalla chiesa campestre omonima che sorge a qualche chilometro dal paese. A Laerru oltre alla parrocchiale di Santa Margherita e le chiesette del Rosario e di Santa Croce merita di essere visitata la chiesa di Sant’Antonio da Padova, piccolo oratorio privato del XVIII secolo alla periferia est del centro abitato. Sulla strada che porta a Bulzi un altro autentico gioiello, San Pietro delle Immagini, che si staglia solitario in mezzo al verde. Risalente al XII secolo, in stile romanico, è noto anche col nome de "Su Rughefissu" per via del gruppo ligneo policromo della Deposizione datato agli inizi del XIII secolo, unico esempio, nel suo genere, di scultura lignea medioevale in Sardegna, ora custodito nella parrocchiale di San Sebastiano. A Sedini merita una apposita visita la valle di Silanis costellata di chiese ma soprattutto con gli affascinanti ruderi della chiesa di San Nicola che si impongono nel panorama romanico sardo per la perfetta tecnica di taglio della pietra e la particolare purezza delle forme architettoniche. Nel cuore di Santa Maria Coghinas sorge la graziosa parrocchiale della Madonna delle Grazie, costruita in pietra arenaria nella seconda metà del XII secolo. Il viaggio nelle chiese dell’Anglona si conclude nella chiesa della sua patrona, la stupenda chiesa romanica di Nostra Signora di Tergu, d una delle massime espressioni del romanico dell’isola “regina dell’Anglona”.

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