Fabio Troiano: «La bellezza dell’isola? I suoi controsensi»
L’attore e conduttore presenta le due puntate di “Bell’Italia In viaggio” dedicate alla Sardegna su La7 domenica 9 e quella successiva. «La racconteremo da nord a sud da Sassari a Cagliari da Tavolara a Nora». E poi un ricordo di Raffaella Carrà: «Mi aiutò a superare l’ansia della diretta da conduttore»
Il viaggio di Fabio Troiano tra le bellezze del nostro Paese arriva in Sardegna. E si ferma per ben due puntate. La terza stagione di “Bell’Italia. In viaggio” dedica ampio spazio all’isola. Primo appuntamento domenica 9 alle 14 su La7 con Troiano che si sposterà dalla Maddalena a San Teodoro, da Cabras a Cagliari, il bis la domenica dopo, il 16 luglio, con tappe a Nora, Alghero, Sassari, Tavolara, Porto Cervo, Porto Rotondo.
Troiano, che Sardegna verrà fuori dalla trasmissione?
«Saranno due puntate molto ricche, giriamo la Sardegna da nord a sud, i luoghi più conosciuti, ma anche quelli più nascosti. E parleremo di tradizioni, entroterra, mare, isole nell’isola».
Conosceva già la Sardegna?
«La conosco da tempo. E ogni volta è una emozione. È una terra che ti avvolge. È un’isola, che però ti fa sentire libero. Lo so che sembra un controsenso, ma la Sardegna è una terra ricca di controsensi. È selvaggia ma accogliente. E poi ha questa storia millenaria affascinante...».
Un luogo che l’ha colpita?
«Più che parlare di quelli di questa edizione - preferisco non spoilerare - ne dico uno degli anni scorsi: Porto Flavia. Una roba che mi ha lasciato senza parole. Un conto è raccontarlo, un conto vederlo. Non c’era un tempo fantastico, ma questo ha reso il luogo ancora più affascinante, ancora più misterioso».
In questa edizione fate tappa anche a Sassari.
«C’ero già stato per teatro. È una città che mi piace molto, con tutti quei saliscendi. Ma in Sardegna non c’è una città che mi piace più di altre. Quando parlo di Sardegna io la considero nel suo insieme, perché sembrano tanti luoghi diversi in uno stesso posto. Strade sterminate per andare da una parte all’altra. Paesini arroccati, ma bastano pochi minuti e sei al mare. E che mare poi...».
Come nasce la conduzione di “Bell’Italia”?
«Conoscevo la produttrice di La7 perché avevo già fatto un lavoro con Claudia Gerini su Sex and the city. Un giorno sono andato sul set di “Belli dentro belli fuori” a trovare la mia compagna (Eleonora Pedron, ndr) e l’ho rivista insieme al produttore Elio Bonsignore. E così chiacchierando si è pensato potessi fare qualcosa e quando si è deciso di portare la rivista “Bell’Italia” in tv mi è arrivata la proposta».
Attore di cinema, teatro e televisione. Come mai la passione per la conduzione?
«La conduzione è una cosa casuale e rimane una parentesi. Se c’è un progetto interessante mi butto e lo faccio. Ma il mio mestiere è un altro. Ci sono fior fiore di conduttori e non voglio certo sostituirmi a chi sa fare bene questo mestiere. La mia è una conduzione un po’ anomala, è una divulgazione fatta in modo non convenzionale».
10 anni fa il debutto come conduttore in “The voice”. Al fianco di Raffaella Carrà.
«Su di lei ho un aneddoto che mi porterò sempre dentro il cuore. Era il giorno della prima diretta, quando bussano al mio camerino. “Avanti” ed era Raffaella Carrà. Entra da sola, chiude la porta e mi dice: “ascoltami, qualsiasi cosa accada, qualsiasi problema abbia, tu dai la parola a me e non ti preoccupare”. Questa cosa mi ha messo tranquillità. Anche perché a dirmela era stata Raffaella Carrà».
E il cinema?
«Il 27 luglio uscirà in sala “Noi anni luce” di Tiziano Russo. Protagonisti sono due ragazzi che hanno una malattia e io e Caterina Guzzanti siamo i genitori di una dei due. E poi sto come tutti nel nostro mestiere: faccio incontri e attendo».
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