Olmedo, la fortezza preistorica si affaccia su un territorio ricco di fascino e cultura
Un paese vivo in una felice posizione sull’altopiano che guarda il mare
Il complesso megalitico di Mote Baranta risalente all’Età del Rame, in particolare alla cultura di Monte Claro, è il simbolo più famoso del suo territorio. Un territorio, quello di Olmedo (S’Ulumedu in sardo logudorese), che conserva importanti tracce della cultura preistorica della Sardegna.
Situato in una posizione strategica, nel nord ovest dell’isola al centro tra Alghero, Sassari e Porto Torres a 12 chilometri dall’aeroporto di Alghero e 30 chilometri dal porto di Porto Torres, negli ultimi anni è diventato sempre più importante, tanto che la popolazione è aumentata in maniera esponenziale. Secondo i dati Istat negli ultimi vent’anni Olmedo è passato da una popolazione di 2851 residenti nel 2002 a 4.235 registrato appena un mese fa circa. Altro punto a favore è il collegamento ferroviario che passa al centro del paese, senza contare la quattro corsie Sassari- Alghero.
Il paesaggio pianeggiante si intervalla a quello collinare, fino ad arrivare ad un paesaggio di nuovo pianeggiante sull’altipiano di Sos Pianos, nel settore orientale. Qui troviamo le quote più elevate, con i 236 metri di Monte Rosso e i 238 metri dell’altopiano di Pischina Manna dai quali si domina gran parte della pianura della Nurra, il golfo dell’Asinara e la rada di Alghero con, sullo sfondo l’imponente promontorio di Capo Caccia. Oltre alle tradizionali attività economiche legate all’allevamento e all’agricoltura, Olmedo è un importante centro minerario con l’unica miniera, ancora attiva in Sardegna, dove si estrae la bauxite. «Olmedo – ha evidenziato con orgoglio il sindaco Toni Faedda – è, di fatto, la porta del turismo per i comuni del Coros. Soprattutto per i turisti che arrivano da Alghero e la Riviera del Corallo e vogliono conoscere l’entroterra sardo con la sua storia e la sua cultura». Olmedo è tappa obbligatoria per conoscere da vicino Monte Baranta costituito da un insediamento prenuragico caratterizzato e protetto da un recinto-torre e da una lunga e poderosa muraglia. Quest’ultima racchiude un gruppo di capanne quadrangolari e le separa da un’area sacra con menhir e circolo megalitico. Nella zona, verso nord, si estende un abitato di vaste dimensioni, con altre strutture disseminate tra la vegetazione. E proprio a Monte Baranta, questo sabato con inizio alle19, si svolgerà la sesta edizione del Festival delle Bellezze “Tra la pietra e il canto” con il concerto del coro Eufonia di Gavoi, diretto dal maestro Mauro Lisei, con la partecipazione della corale studentesca città di Sassari. Tra le altre “Perle del Coros” da visitare ad Olmedo ci sono la splendida chiesa romanica di Nostra Signora di Talia, risalente al dodicesimo secolo.
Anticamente, la chiesa era intitolata a Santa Maria di Ulumetum, quando il borgo di Ulumetum era sede della omonima curatoria del giudicato di Torres. Interessanti anche i tanti nuraghi della zona, tra i quali il nuraghe Mannu e il nuraghe Masala. Il paese di Olmedo, oltre le bellezze storico-naturalistiche del territorio, offre anche dell’ottima enogastronomia (famosissimo e apprezzato il pane di Olmedo).
Un paese vivo dove, per turisti e residenti, non mancano gli appuntamenti di spettacolo legati alla tradizione del folklore sardo. Tra quelli in programma a breve, oltre l’evento di sabato a Monte Baranta, da segnalare “S’Ulumedu in traditzione”che si svolgerà il 15 luglio con la mostra del pane, a cura della Proloco olmedese, poi lo spettacolo folk con la presenza di diversi gruppi (NS di Talia Olmedo, San Giorgio Usini, Campidanesas folk Oristano e Coro Logudoro), i cantadores (Sotgiu, Spina, Pes, Licheri, Verdi e Cubeddu) e le launeddas di Fabio Melis.
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