Dalle tavolate familiari alle vetrine internazionali, Anglona territorio di vino
L’Unione dei comuni punta ad avere a breve una carta dei vini di tutto il territorio
L’Anglona è da sempre un territorio vocato alla viticultura e dalle grandi potenzialità espressive ma le produzioni vinicole erano principalmente destinate al consumo familiare e poco conosciute all’esterno di questa piccola ragione incastonata tra Gallura e Romangia. Da un ventennio però giovani e coraggiosi viticoltori hanno riscoperto questa attività spesso partendo dai vecchi vigneti dei nonni e stanno raccogliendo invidiabili successi sia nella produzione che nella commercializzazione. Un tour in Anglona alla scoperta delle migliori produzioni potrebbe partire da Martis dove all’ingresso del paese opera la Cantina Binzamanna. Sara Spanu e suo marito Walter Deledda intorno al 2001 si sono buttati a capofitto in questa affascinante avventura iniziata con il recupero dei vitigni autoctoni necessari a ripristinare le vigne storiche di famiglia e ad ampliare la superficie viticola. I risultati sono arrivati presto e hanno nomi fortemente evocativi, a testimonianza del profondo desiderio di onorare quelle terre: Ares e Ligeja, due profumati vermentini, Nuraghe Sas Molas e Rentiles, due grandi Cannonau, Carrucana, ottenuto da uve Cabernet e Cabernet Souvignon, Sas Piras e Binzamanna, due straordinari Cagnulari, vitigno questo un tempo usato come vino da taglio ma che oggi ha assunto una sua personalità grazie al sapiente dosaggio di conoscenze tradizionali e moderna tecnologia. Da un’altra bella storia familiare nasce anche l’azienda Tenute Rossini di Laerru. Nel 2004 Gigi Rossini e la moglie Teodora, attivi commercianti di Laerru, decidono di impiantare un piccolo vigneto seguendo il loto motto “Cheret fattu cun amore”. Nel 2012 nasce la cantina ma Gigi muore prematuramente e così i figli Massimo, Fausto e Rossella decidono insieme a mamma Dora di coronare il sogno di Gigi e di trasformare la vigna in ragione di vita. La progettazione, la ricerca, la cura naturale dell’ambiente, l’espressione della manualità nella produzione hanno fatto il resto. Nascono dei veri capolavori, fra cui i due vermentini Aria e Dora (con dedica affettuosa a Dora, “l’Ape Regina”, come la chiamano tutti per gli eccellenti mieli che produce l’azienda), il Rolù, Cannonau di Sardegna e il Bodale, Cannonau riserva ottenuto da uve in purezza e affinato in batriques di rovere per 18 mesi (freschi vincitori a New York di due medaglie d’oro al Grenache du Monde 2023), e Uttiu, ottenuto da uve Syrah 100% e il Nachinono, un rosso dal gusto ampio e vellutato da uve Cannonau, Cabernet Sauvignon e Syrah. E da una storia d’amore, tra Carlo Deperu e Tatiana Holler, perfughese ed enologo lui, di San Paolo in Brasile ma origine tedesca e laurea in Marketing lei, nasce anche un’altra eccellente azienda anglonese. Si incontrano a Milano, si innamorano e decidono di tornare a Perfugas in quel piccolo angolo di Paradiso a Lu Scupaggiu dove nel 2007 impiantano 4 ettari di vigna. Lavorano sodo ma ne vale la pena: danno vita a vini straordinari come il Prama Dorada, un assemblaggio di varietà autoctone sarde, il rosso Oberaja, da un vitigno autoctono e Cabernet Sauvignon, il Familia, ottenuto da uve Muristellu (Bovale sardo) e da un vitigno autoctono a bacca rossa. E poi il Fria, vermentino puro (100%) e vero, e l’ultima creazione, Maria Tzufia, nato dalla fusione del Moscato di Tempio e il Vermentino. A Sedini, ma i vigneti sono in territorio di Bulzi, in una cornice di chiese romaniche e domus de janas, Gianluigi Deaddis, la moglie Silvia e le figlie coltivano una grande passione per il vino su terreni profondi, di trachite rossastra e calcare bianco e nella loro moderna azienda sorta nel 2000 (la prima in Anglona a imbottigliare i propri vini). Cannonau, Vermentino e Bovale sardo gli autoctoni di riferimento, affiancati dagli internazionali Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot. Tutto il processo produttivo avviene all’interno della stessa realtà aziendale, dalla gestione dei vigneti all’imbottigliamento finale. I vini di punta sono il Narami, vermentino doc, il Padres, ottenuto da cloni selezionati tra cui il Bovale (Muristellu), lo One Hundred, 100% Bovale, il Capo Sardo, robusto Cannonau e il sontuoso Ultana, da uve Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot, affinato 12-15 mesi in barriques di rovere francese. «Il nostro territorio è da sempre vocato per le produzioni vitivinicole – dice Giovanni Ligios, presidente Unione dei Comuni – e le colline nei prossimi anni ci consentiranno di vantare una crescita esponenziale di produzioni di qualità. Sarebbe bello avere una carta dei vini dell’Anglona».
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