Ittiri, colline e oliveti che guardano il mare: tradizioni, cucina e una città da scoprire
La trachite rossa colora il corso cittadino e le chiese raccontano l’importante centro del Coros medievale
La Città di Ittiri, principale centro della regione storica del Coros, sorge su un territorio prevalentemente collinare, dove abbondano le coltivazioni olivicole e vitivinicole. Lungo le vallate è invece coltivato il pregiato carciofo spinoso sardo, uno dei prodotti simbolo dell’economia ittirese. Avvicinandoci alla Città, saremo immersi nel verde degli oliveti, coltivati nei tipici terrazzamenti ittiresi e delimitati da chilometri di muretti a secco. Famoso e rinomato è l’olio d’oliva che in questi terreni è prodotto, fiore all’occhiello delle produzioni ittiresi. Chi giunge a Ittiri percorrendo la S.P. 15\M non potrà non notare, a qualche chilometro dal centro abitato, sulla sinistra, le rovine dell’Abbazia di Nostra Signora di Paulis (1205), in stile romanico cistercense, un unicum nel suo genere. Il sito sarà a breve sistemato e reso fruibile, e diventerà un vero e proprio museo a cielo aperto, il biglietto da visita per chi visiterà Ittiri. Giunti nel centro storico sarà possibile ammirare nelle diverse abitazioni, decorazioni e motivi in trachite, in stile liberty e decò, abilmente scolpiti da scalpellini ittiresi. Dislocate in diversi scorci del centro abitato sono, invece, le sculture in trachite realizzate durante simposi. Nel centrale Corso Vittorio Emanuele, storico luogo per passeggiate «simbolo di bellezza per cittadini e turisti», si affaccia l’edificio storico ottocentesco Giovanni Bosco, di vaga influenza neoclassica, dove nel piano inferiore nascerà il Museo del Coros. A pochi metri di distanza è possibile visitare il Museo di arte moderna dedicato alla pittrice Liliana Cano, con 90 opere permanenti. Merita una visita la biblioteca francescana, ospitata nel convento, costruito tra il 1610 e il 1707, dove oltre alla bellezza di tipo architettonico, è possibile osservare uno dei patrimoni librari storici più importanti della Sardegna. Nelle sue sale sono custoditi oltre 60mila volumi di testi, tra cui un’importantissima serie di cinquecentine, seicentine, settecentine e un incunabolo. Con qualche minuto di camminata si raggiunge, in via Monserrato, la fontana de S’Abbadorzu, caratterizzata da tre fonti che scaturiscono da altrettanti elementi marmorei bianchi rappresentanti dei pesci. Il territorio di Ittiri è ricco di rilevanze storico-archeologiche e paesaggistiche. Tra i siti di maggior interesse sicuramente le domus de janas di Sa Figu e Musellos. Suggestive anche le chiese campestri di San Leonardo, Nostra Signora di Coros e San Maurizio. Per gli appassionati di trekking è assolutamente da provare la “passeggiata” verso Monte Torru (633 metri) con l’omonimo nuraghe in cima, dalla cui sommità è possibile scorgere Capo Caccia. Sono presenti diverse associazioni che annualmente organizzano eventi di respiro nazionale\internazionale. Durante queste manifestazioni, come Prendas de Ittiri che si svolge nel mese di novembre, è possibile assistere alla preparazione e degustazione del dolce tipico per eccellenza di Ittiri, il “Pirichitto”, dolce a forma di ferro di cavallo ricoperto con “Sa Cappa” applicata a mano a formare una rete bianca. Rassegna che porta il nome di Ittiri in giro per il mondo e il mondo a Ittiri, è l’Ittiri Folk Festa, che si svolge nella terza settimana di luglio, ormai da 38 edizioni. Queste, insieme ad altri eventi, sono le occasioni per ammirare uno degli elementi distintivi di Ittiri, il costume tradizionale, S’estire Ruju, uno dei più apprezzati del panorama regionale per la sua eleganza e ricchezza. «Ittiri è oggi un importante centro che mantiene vive le tradizioni artigianali quali le attività tessili e di ricamo e la lavorazione della trachite e le sue produzioni agroalimentari. Offre al turista l’opportunità di visitare un territorio ricco di storia – commenta il sindaco Antonio Sau –. Poi la rassegna internazionale di danza popolare vede la partecipazione di artisti provenienti da tutto il mondo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

