La Nuova Sardegna

Nuova Estate Venerdi
La Nuov@ Estate

Storia, grano, poesia: i tesori di Bonorva

di Daniela Deriu
Storia, grano, poesia: i tesori di Bonorva

Il paese della lingua delle rime, del pane buono e con un passato antichissimo da svelare

3 MINUTI DI LETTURA





Bonorva Bonòrva o 'Onòrva è denominata dall’archeologo, linguista, docente Giovanni Spano la Siena sarda, per la purezza della Lingua sarda logudorese che viene parlata nel paese. Il paese trova alle sue spalle l’Altopiano di Campeda e ai suoi piedi la fertile piana di Santa Lucia. Questa ubicazione ha permesso lo sviluppo di un’economia basata principalmente sull’agricoltura, in particolar modo sulla produzione del Triticum al punto da denominare il centro “Granaio della Sardegna”. Ancora oggi il grano è l’ingrediente principale per la produzione del tipico pane Zichi simbolo dell’identità del territorio a cui l’amministrazione dedicato una scultura in acciaio e resina policroma di 3 metri, situata proprio all’ingresso del paese e rinnova l’appuntamento con la Fiera dedicata al tipico pane. Quest’anno la XXIX edizione si terrà il 12 agosto. Chiunque voglia visitare il centro abitato può percorrere il Corso Umberto per raggiungere la parrocchiale Chiesa della Natività di Maria, tardogotica edificata tra il 1582 e il 1610; ma ancora prima Chiesa di San Giovanni Battista, consacrata nel 1174. Degne di nota sono la Chiesa di Santa Vittoria, risalente al XVII secolo e la Chiesa di San Simeone con l’omonimo, recentemente restaurata i cui festeggiamenti sono proprio in questi giorni. Bonorva vanta, inoltre, un vasto patrimonio nuragico tra i quali spicca la necropoli ipogeica di Sant’Andrea Priu. Si tratta di un sito archeologico situato sul lato meridionale della fertile piana di Santa Lucia e dista dal centro abitato una decina di chilometri. Il complesso cronologicamente si colloca nel Neolitico Finale (3500-2900 a.C.) è composto da una ventina di tombe ipogeiche del tipo a domus de janas, una delle quali con i suoi diciotto vani risulta essere una delle più ampie fra quelle presenti nel bacino del Mediterraneo. All’interno della Tenuta Mariani, ricca di boschi di lecci, roverelle e sughere, attraversata da corsi d’acqua che formano delle cascate. Al suo interno la necropoli ipogeica di sa Pala Larga con tombe dipinte di rosso e parti scolpite a bassorilievo. In particolare la tomba III presenta al suo interno un magnifico pilastro scolpito con una testa di toro molto naturalistica e decorato da una serie di spirali concatenate, che può essere considerata la più antica opera di grande scultura finora rinvenuta in Sardegna. Una passeggiata merita il caratteristico borgo medievale, unico nel suo genere: Rebeccu. Costituito da poche casette in pietra, alcune restaurate, da una chiesetta dedicata a Santa Giulia, il piccolo villaggio arroccato sulla collina e composto da poche case si erge su un costone roccioso del Meilogu, a dominio della piana di Santa Lucia, a sei chilometri da Bonorva. Il prossimo autunno, grazie alla collaborazione tra amministrazione cooperativa Babbaiola e pro loco, il borgo sarà animato da Atmosfere Medievali con la prima edizione della manifestazione “Rebeccu Atmosfere Medievali. Storia di una giornata medievale nell’antico borgo”. Per l’occasione arcieri e cavalieri simuleranno le antiche lotte Medievali. A soli 300 metri da Rebeccu si trova la fonte sacra di Su Lumarzu, una fontana prenuragica ben conservata, chiusa quasi interamente da una cupoletta in pietra del diametro. A breve distanza dal villaggio di Rebeccu e dalla necropoli di S. Andrea Priu, in un’area molto importante per il sistema viario romano si trova il complesso termale di Sas Presones. «Il nostro territorio è particolarmente vocato al turismo – sottolinea il sindaco di Bonorva Massimo D’Agostino – . In modo particolare il borgo di Rebeccu sta vivendo un’epoca storica davvero importante. La sua bellezza lo rende scenario ideale per qualsiasi manifestazione, da quelle enogastronomiche a quelle artigianali fino ad arrivare alla rivisitazione della storia medievale che si svolgerà in autunno. Per giovani e adulti non mancano altre attrattive offerte dalle ippovie e percorsi spirituali: Bonorva è infatti l’ottava tappa del cammini di Santu Iacu. Il cammino di San Giacomo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative